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Dimesso Marino. Renzi, "Giubileo occasione per tappare buche". Di Battista esclude di candidarsi

Politica

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha ufficializzato questo pomeriggio le dimissioni che aveva annunciato giovedi'. Decorrono dunque da adesso i 20 giorni scaduti i quali diverranno irrevocabili e il Comune della capitale passera' a un commissario nominato dal prefetto di Roma, Franco Gabrielli.


 

E proprio il prefetto della Capitale ha detto di non temere rischi per il Giubileo: "questa e' una citta' che sta in piedi da piu' di 2000 anni", ha risposto il prefetto ai giornalisti.

Nel frattempo i magistrati della Procura di Roma che indagano sulle spese istituzionali fatte dal sindaco hanno dato oggi incarico al nucleo di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza di acquisire tutta la documentazione concernente l'utilizzo della carta di credito, assegnata dall'amministrazione comunale, con relativa movimentazione bancaria. Il procedimento, avviato dal procuratore Giuseppe Pignatone, dall'aggiunto Francesco Caporale e dal pm Roberto Felici sulla base degli esposti presentati da 'Fratelli d'Italia' e dal Movimento 5 Stelle, continua a essere sempre senza indagati e senza ipotesi di reato. I magistrati, che vogliono capire le ragioni dell'aumento del massimale di prelievo passato dai 10mila euro del giugno 2013 ai 50mila di due mesi dopo, punteranno l'attenzione, in particolare, su quelle 6-7 cene 'istituzionali' consumate da Marino e che sono state smentite da ristoratori e commensali.

Quanto al processo per 'Mafia Capitale', Marino ha firmato questa mattina l'atto di costituzione di parte civile di Roma Capitale nel procedimento penale numero 22818/15 nei confronti di cinque imputati coinvolti nell'inchiesta. Tra questi, l'ex direttore generale di Ama, Giovanni Fiscon. Il procedimento iniziera' il prossimo 20 ottobre e "Marino ha espresso la sua ferma intenzione di partecipare alla prima udienza in veste di sindaco".

Ballantini come Marino

Rischia intanto di trasformarsi sempre piu' in una sceneggiata la vicenda amministrativa di Roma e con essa la formalizzazione delle dimissione di Ignazio Marino da sindaco.
Basti considerare che adesso in piazza del Campidoglio ha fatto la sua comparsa un finto Marino, con tanto di barba, fascia tricolore e ovviamente la bicicletta. Si tratta in realta' di Dario Ballantini che sta dando luogo a questa performance, seguito da telecamere e microfono, e ovviamente attirando su di se' l'attenzione di quelli che stazionano ai piedi della scalinata degli uffici del Campidoglio, a cominciare dalle telecamere e dai cronisti. Marino-Ballantini non si e' risparmiato nel pedalare e, con indosso un completo blu da manager, ha fatto piu' giri intorno alla statua equestre di Marco Aurelio per poi andare verso la scalinata sotto la Lupa capitolina.

Se non fosse per la presenza di tre telecamere e qualche giornalista, non si direbbe proprio che l'amministrazione Marino sia a un punto di ritorno. Non c'e' la folla dei giorni scorsi, non ci sono i curiosi tra i cittadini romani, non ci sono sostenitori dell'uno o dell'altra parte. Al contrario tanti turisti, probabilmente in gran parte ignari delle vicende amministrative. Niente polizia di Stato e carabinieri, solo alcuni della polizia di Roma capitale. Le transenne sono rimaste a ridosso della scalinata che porta agli uffici del Campidoglio ma il varco e' aperto, e dunque chiunque ci puo' passare senza le difficolta' e i divieti dell'altro giorno, quando Marino ha fatto sapere che lasciava l'incarico. C'e' quindi solo da aspettare la formalizzazione delle dimissioni, e forse solo allora potrebbe affacciarsi qualcuno di piu' nella piazza

E già tutti sono in campagna elettorale.

"Non so se tra Marino e il Pd si sia rotto qualcosa, ma qualcosa si e' rotto tra l'amministrazione e la citta'". Dopo le dimissioni di Marino, Renzi in tv da Fabio Fazio parla per la prima volta delle dimissioni del sindaco capitolino. Il premier poi precisa che il nuovo sindaco di Roma "lo sceglieranno i romani; se c'e' una cosa sicura e' che non posso essere io a scegliere il sindaco". Poi fa capire che le modalita' con cui il Pd scegliera' il candidato saranne le solite: "Se siamo il partito delle primarie, i romani sceglieranno", ha detto il presidente del Consiglio a "Che tempo che fa" e ha aggiunto che ora si deve cogliere "l'occasione del Giubileo per fare delle cose utili per la citta': far funzionare la metropolitana, tappare le buche nelle strade, gestire la quotidianita'. Questo e' l'abc del sindaco".

Quanto al commissario per la fase di transizione pre-elettorale: "Quello di Sabella come commissario e' un ottimo nome, ma chi sara' il commissario - ha sottolineato il premier - lo decidera' il prefetto di Roma".

M5stelle: Di Battista "escludo di candidarmi".

"L'obiettivo numero uno del premier e' far dimenticare che Marino e' del Pd. Oggi il Pd a Roma e non solo e' un partito pericoloso, non gli interessa minimamente mandare al voto i cittadini romani per avere un sindaco pienamente legittimato, ma credo che si votera' comunque in primavera, insieme alle altre grandi citta'". Lo ha detto il deputato del M5S Alessandro Di Battista, a "La Telefonata di Belpietro". E su una sua eventuale candidatura: "Sono onorato dal fatto che moltissime persone hanno fiducia in me. Ma al di la' della questione di principio, ho un mandato e lo porto a termine, preferisco continuare a occuparmi di politica estera e corruzione a livello nazionale. Escludo di candidarmi". Per Di Battista "e' tempo che i cittadini votino un programma, non un salvatore della patria. Amministrare Roma probabilmente e' la cosa piu' difficile che c'e' in Italia.
Entro gennaio avremo il nome del candidato sindaco", conclude.

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