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Crisi e lavoro. Rimuovere gli ostacoli. Riforma fiscale urgente, cancellare debiti e abbassare tassazione.

L'opinione

di Angela Curatolo

L'Italiano è vinto, stanco, si sente vessato. Un atto di coraggio, partire, andare via. Dopo aver lavorato, costruito, sperato, contribuito, lottato per e nella propria terra, la soluzione appare spesso questa. E' necessario e urgente un atto politico di coraggio, risolutivo a favore del popolo che accenda la speranza di ripartire senza ostacoli.

 

 

"Assunzione di responsabilità" la liquidano così gli eletti. Gli unici ad assumersi la responsabilità e seguire le regole sono soltanto la maggior parte dei cittadini non certo i politici.

Mentre i parlamentari, segretari di partito, giornalisti televisivi, affini e satellitari parlano, commentano, saccentemente dicono la loro, gli italiani pagano, a casa arrivano bollette di recupero crediti, del 2006, a volte 2005. E in molti hanno il sospetto di aver già dato ma chi se lo ricorda, dove cercare quelle maledette ricevute vecchie? Troppe le spese e altre ne arriveranno.

Cambia qualcosa se l'Europa ha gia' iniziato a rallentare le misure di austerita'? Il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn in vista del G20 di Washington lo assicura. Ma in Italia tutto è fermo, solo gli uffici preposti alla riscossione lavorano.

Lo Stivale, però, è affaticato, gli italiani, tronchi sballottati nei fiumi in piena, pagano, pagano, pagano.

I negozi chiudono, con tutte le operazioni burocratiche del caso, molta gente è alla fame, famiglie in sofferenza, enti alla frutta. La cosa peggiore è quella sensazione di fragilità, precarietà, rabbia, impotenza aleggiano come un demone tra le persone.

Ecco gli effetti di una crisi che paga l'onesto cittadino.

Nel primo trimestre dell'anno chiuse 31.351 imprese, il saldo peggiore dal 2004. A soffrire di piu' sono i settori delle costruzioni e del commercio, oltre a quello dell'agricoltura.

2 milioni di bambini rischiano la salute della loro bocca. Una famiglia su tre non puo' piu' permettersi di affrontare il costo di una cura ortodontica adeguata, cosi' rinuncia o ritarda a mettere l'apparecchio ai propri figli, prendendo d'assalto le strutture pubbliche ormai al collasso: secondo stime recenti, le richieste di prestazioni tramite Ssn sono infatti cresciute del 20% in un solo anno. Il 90 per cento degli under 14, pari a 5 milioni di bimbi, avrebbe bisogno dell'apparecchio per i denti ma nel 2012 le terapie ortodontiche sono crollate del 40%.

Disoccupazione ha percentuali catastrofiche.

Una situazione che tocca spesso la salute mentale e fisica della brava gente. Perchè l'Italia è composta soprattutto di brava gente. Depressione e avvenimenti impronunciabili, storie di disperazione sono situazioni reali, figlie di indifferenza e solitudine.

Coloro che hanno sempre seguito le regole di lealtà e correttezza maledicono la propria natura, educazione, i valori in cui hanno sempre creduto e difeso. L'onestà e il rispetto delle Istituzioni non sono una scelta ma un modo di essere, difficile cambiare se fa parte del proprio DnA.

Tutti sanno qual è il problema, perchè non andare diritto alla soluzione?

Tasse e imposte alle stelle che impediscono, obiettivamente di assumere un collaboratore, di aprire una bottega, una impresa, svolgere un qualsiasi lavoro autonomo. I prezzi finali aumentano, è una catena che parte alla base. E nessuno lavora per la gloria, ci mancherebbe, tutti hanno diritto a guadagnare e godersi i proventi del proprio impegno e lavoro. Non è peccato! Oggi molte persone, anche se lavorano, invece, devono lottare per mettere qualcosa in tavola ogni giorno.

Questi sono i problemi!

Nessun atto di coraggio nei Palazzi del potere: una riforma urgente del fisco che preveda un azzeramento delle vecchie spettanze dello Stato, cancelli debiti vecchi e stantii, con contestuale abbassamento della tassazione che preveda lo scarico individuale delle spese. Accade in tanti Paesi del Mondo!

Questo dicono nei bar, nelle piazze, sul pianerottolo di casa, gli italiani che vogliono, sì pagare, perchè non si tirano indietro mai, ma pagare il giusto, il possibile. Sarebbe importante ascoltare.

La politica, ineffabile e vana, non ha ancora afferrato o fa finta, che la maggior parte delle persone agli eletti in Paradiso non elemosinano lavoro ma la rimozione degli ostacoli che impediscono la libertà di mettersi in gioco, investire su se stessi, le proprie capacità senza andarsi a schiantare in un burrone. Sgombrare il campo del lavoro dagli ostacoli spetta alla politica, evitando dipendenza dalla politica stessa. Lavorare senza timori, questa è civiltà, sapendo di poter ottemperare agli impegni fiscali, e che la fatica investita sarà giustamente ricompensata dai proventi e dalla gioia di poter condividere con i collaboratori il successo delle proprie idee.

Si tratta di applicare un principio di solidarietà e, perchè no, di amore. Lo Stato siamo Noi tutti. Mai dimenticarlo.

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