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Il premier Mario Monti vola in Finlandia dove, fra oggi e domani mattina, incontrerà vertici istituzionali e investitori del Paese Ue fra i più ostici cani da guardia dell'austerity nei Paesi più colpiti dalla crisi. Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha telefonato al Presidente del Consiglio, Mario Monti, per chiedere la sua valutazione sulla situazione dell'eurozona e sui prevedibili sviluppi. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi.
L'agenda per l'incontro finlandese viene aperta fine mattina da un incontro infomale con il vicepresidente della Commissione Europea, Olli Rehn, commissario all'Economia. Poi il vertice bilaterale con il primo Ministro finalndese Jyrki Katainen.
Nel pomeriggio, invece, dopo le 16, il premier è atteso dal presidente della Repubblica Sauli Niinistö. "Chiederò ai finlandesi - ha detto Monti alla vigilia della sua partenza - non solidarietà, perché non credo che l'Italia abbia bisogno di solidarietà, ma cercherò di mostrare come aprire sui meccanismi di difesa comune dell'euro sia nell'interesse dell'intera Europa, della Finlandia e dell'Italia per prime".
Ieri il premier ha visto il presidente francese François Hollande, con il quale, ha sottolineato dopo l'incontro, "sono d'accordo sul graduale schiarirsi delle prospettive di stabilità dell'Eurozona, ma è talmente vitale per tutti e ciascuno di noi la posta in palio, la stabilità e la forza dell'Eurozona, che non ci possiamo permettere neanche un minuto di disattenzione".
Domani pomeriggio Monti volerà direttamente da Helsinki a Madrid, per l'incontro con il premier spagnolo Mariano Rajoy che chiuderà la prima missione agostana in Europa del presidente del Consiglio.
Telefonata di Obama, "Agire".
All'Europa servono azioni decisive per evitare una disfatta dell'euro. Il presidente americano Barack Obama continua il suo pressing sul Vecchio Continente. E chiama il premier Mario Monti, impegnato in una tournee europea, per fare il punto della situazione nell'area euro. Proprio a Monti Obama ribadisce il proprio appoggio per un'azione decisa per risolvere la crisi.
''Non ritengo che gli Europei lasceranno l'euro'' dissolversi ''ma devono prendere misure decise'' afferma Obama nel corso di un evento di raccolta fondi a New York. ''Trascorro molto tempo a cercare di lavorare con loro. Prima prenderanno azioni decisive, meglio sara''' mette in evidenza Obama. Il timore di Obama, che sull'economia si gioca le elezioni, sono i venti contrari dall'Europa sull'Azienda America, gia' alle prese con una crescita anemica e una disoccupazione elevata, oltre all'impasse di Washington sulla strada da seguire per il risanamento dei conti pubblici americani: il rischio e' che senza un accordo in Congresso scattino il prossimo anno un mix di tagli alla spesa e aumento delle tasse, in grado di far scivolare l'economia in una nuova recessione. Le preoccupazioni di Obama, ''non soddisfatto'' dello stato dell'economia americana e per il quale chiede l'azione del Congresso, sono confermate dalla missione del segretario al Tesoro, Timothy Geithner, in Europa.



