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Racconti

Storie fantastiche dal cratere aquilano FIORI

Racconti

di Luigi Fiammata

...storie intense, per quanto fantastiche, ancorate ai problemi aquilani e raccontate con una scrittura coinvolgente, sensibile e letterariamente ricca. Dunque, se ritenuta d'interesse, con l'invio della nota-riflessione FIORI, si avvia, una "collaborazione" di Luigi Fiammata con scritti che egli mette nella libera disponibilità di chi voglia pubblicarli. Personalmente ne sono lieto, perché danno della situazione aquilana, dopo il terremoto del 2009, un'angolazione talvolta non lontana dalla realtà, quantunque attraverso storie e narrazioni di pura fantasia, ma con agganci ai problemi e ai drammi che la gente vive davvero.

Goffredo Palmerini

Il viaggio

Emozioni

di Tonia Orlando

Da piccola, nei miei giochi immaginifici, ero solita dare una configurazione a tutto quanto accadeva; non dovevo andare lontano perché tutto era vicino, a portata di mano. Ero abituata ad ascoltare e leggere storie che mi permettevano di viaggiare e ricercare, nella sua gratuità, il bello in tutte le sue forme. I bambini, si sa, vivono nel sogno e come tanti bambini, anche io, ad occhi aperti, vivevo i miei sogni.

Un uomo in Paradiso

Racconti

di Ange Curatolo

Un uomo che era morto si trovava nelle terre dell’aldilà a camminare in mezzo alle strade selvagge che portavano ai cancelli del Paradiso.

GLI IDEALI NON PASSANO DI MODA - ESISTONO SEMPRE NEI CUORI E NELLE STORIE DI CHI LI HA VISSUTI

Racconti

di Cinzia Maria Rossi

PESCARA - Con questa narrazione ho voluto ripercorrere la storia della mia famiglia per portare un esempio di come potrebbe essere la vita di una seconda e di una terza generazione di immigrati, di profughi, di stranieri che hanno scelto per un qualsiasi motivo di vivere fuori dalla propria Patria.

Introduzione al mistero dei gabellieri/banchieri - un mago, un risparmiatore scettico, un andrologo di passaggio.

Racconti

di Piero Vassallo

La cucina del treno emanava struggenti aromi: aceto, lardo emiliano, cipolla, basilico di Liguria, zenzero, timo, sedano e carota. I posti a tavola erano occupati da avventori per lo più effervescenti e ciarlieri. Un’affluenza eccezionale, per un giovedì sera. Il rollio del rapido comunicava allo stomaco un vago disagio. L’accompagnatore autoritario di una comitiva gitante – la cadenza veneta, un bel gessato, sulla cravatta i casti colori dell’autunno, all’occhiello il distintivo calcistico del Milan – coniava freddure e porgeva ragguagli iniziatici (d'ispirazione bancaria).

DEI SANTI E DEI MORTI

Riflessioni

di Cinzia Maria Rossi

Se devo dire che aspetto un giorno all'anno per pensare ai miei morti, dico una bugia. Io, i miei morti, li porto dentro di me ogni giorno e non c'è giorno che io non pensi a loro. Non ho bisogno di una lapide al cimitero né di una candela, non ho bisogno di nulla, nemmeno di fotografie.

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