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Wrestling...mania 35, grande attesa

di Simone Merlonetti

Parlare di Wrestling in Italia a carattere pubblico mediatico ormai sembra essere rimasto un solido tabù della cultura italiana.

Lontani sono i tempi in cui il fenomeno dello sport intrattenimento affermatosi in terra americana aveva contagiato anche il bel Paese a stivale, ricordando ancora oggi la portata e l'interesse che questo sport riusciva a trasmettere. Da quando Mediaset, a seguito dei fatti di cronaca avvenuti in quel del 2007 e che hanno coinvolto un famoso lottatore, ha deciso di rimuovere dal suo palinsesto i programmi targati WWE ( La World Wreslting Entertainment, la federazione di wrestling più famosa al mondo con sede a Stamford) l'interesse per la disciplina pare essere concluso.

A dispetto però della comune opinione, i fan in Italia di wrestling ci sono e persistono con tenace passione, continuando a seguire le gesta dei loro eroi sul ring e presenti sul territorio italiano vi sono anche numerose federazioni indipendenti che contano atleti di valore. Come tutti i fan sanno, in questi giorni si attende con trepidazione “Wrestlemania 35”, l'evento più importante della stagione wrestling organizzato dalla WWE e capace di avere un seguito di spettatori pari ai più grandi eventi sportivi (si pensi che ogni edizione si classifica costantemente nella top 10 dei programmi più visti, anche quelle coincidenti annualmente con le manifestazioni olimpiche o tornei internazionali di calcio). La WWE punta tutto su questa manifestazione, facendola coincidere con l'organizzazione dei match più pregiati e desiderati durante l'anno, riportando l'apice di storie, conclusioni di rivalità ostinate, intrighi, successi e tanto altro. In attesa dell'arrivo dell'edizione di quest'anno che si terrà in quel di New York il 7 Aprile 2019, ripercorriamo 3 match iconici che hanno segnato le menti, i ricordi e il cuore dei fan.

-Hulk Hogan vs Andre the Giant ( Wrestlemania 3-1987)

Non basterebbe un libro per descrivere cosa è stato Hulk Hogan per la compagnia di Stamford, a lui infatti va il merito di aver reso la WWE un fenomeno a carattere prima nazionale (ricordando che il wrestling nasce come sport di nicchia, portato allo spettacolo in poche e limitate zone del territorio statunitense) e poi globale, portando il nome dei più famosi lottatori sulla bocca di tutti. Hulk è la base del successo che ha avuto Wrestlemania e la WWE e non poteva mancare in questo compendio di ricordi. Famoso infatti fu il suo match contro “l'ottava meraviglia del mondo” Andre the Giant, match di caratura e di essenza assoluta che non brilla tanto per il tecnicismo o velocità di esecuzione delle mosse, quanto più per la fama che avevano entrambi e il clamore che erano riusciti a generare in epoche primordiali al clamore oggi vantato dalla WWE (si pensi che tanti appassionati facevano orde di Kilometri pur di guardare dal vivo Andre). Quasi superfluo ricordarlo, l'immagine di Hulk che solleva il colosso Giant rimane una delle più iconiche di tutto il mondo wrestling.

-Shawn Michaels vs Ric Flair ( Wrestlemania 24- 2008)

Non ce ne voglia il “Nature boy” Ric Flair, anche lui storica icona della WWE anni 80 e fautore anch'egli del suo successo, per averlo menzionato in occasione di questo storico match non citando altre sue illustri partecipazioni allo “Showcase of the immortal” ( soprannome di Wrestlemania). Siamo in primavera 2008 e secondo la sceneggiatura il capo della compagnia WWE Vince Macmahon decide, per dispetto nei confronti del decorato lottatore, di mettere a rischio la carriera del Nature boy imponendogli una letale condizione: vincere ogni match a cui prenderà parte, pena altrimenti il ritiro forzato. Si arriva cosi ( con vittorie faticate) a Wresltemania 24, dove Ric sceglie come suo avversario il “ragazzo che spezza i cuori” Shawn Michaels. Si tratta di un match da sogno in piena regola visto la fama anche di quest'ultimo (fautore del successo anni 90 della WWE), con la componente emotiva che nella vita vera Shawn e Ric sono amici fuori dal quadrato ed il primo ha avuto come suo idolo il secondo fin dalla tenera età e per lui disputare l'ultimo match del suo eroe rappresenta un onore. Il match è di ottima fattura, complice la bravura di Shawn che sa sempre tirare fuori il meglio dai suoi avversari(tale capacità emozionale gli è valsa il soprannome di “Mister Wrestlemania”, tanta è la qualità dei suoi incontri in questo evento). Immancabile ed intensa è la componente drammatica di ogni colpo, con la sensazione incessante che può essere l'ultimo della carriera di Ric. Il finale è da brividi e vede Ric Flair, ormai stanco e provato da non solo quel match ma da tutta una vita di wrestling e impegno, implorare Shawn di ricevere il colpo di grazia con quest'ultimo che, con sguardo commosso, gli dice “ti voglio bene”, come se sul ring per un attimo ci fosse lui stesso a 13 anni, fan di Ric e adesso suo stretto amico e non l'affermato campione che è oggi.

-Undertaker vs Roman Reigns (Wrestlemania 33- 2017)

Altro ritiro di lusso quello che vede il protagonista di questo match: l'Undertaker. Undertaker, il “Becchino dai poteri oscuri” è probabilmente il primo pensiero che si ha quando si parla di Wrestlemania, suo è infatti il record di vittorie consecutive in questa manifestazione (la famosa “streack”, alla quale nessuno riusciva a porre fine, fine che è arrivata nel recente 2014 dopo 21 anni). Il personaggio che interpreta Mark Calaway (il volto dietro l'Undertaker) è uno dei più riusciti nel mondo del wrestling. L'immagine dell'uomo esoterico, capace di poteri straordinari, sovrannaturali gli sono valsi il soprannome di “deadman” (uomo morto che cammina) ed una carriera ricca di successi, rimanendo un personaggio attuale in un mondo in cui il wrestling non si poggia più sul raccontare una storia imitando ed estremizzando varie tipologie di personaggi ( dal contabile, al clown e via dicendo). Il match si disputa contro Roman Reigns, volto della federazione attuale e uomo su cui la WWE in quel tempo puntava fermamente sul suo futuro. Amato da pochi ed odiato da molti(a causa di questa imposizione di doverlo per forza supportare da parte della federazione), Roman vince il match assicurandosi la seconda sconfitta di sempre dell'Undertaker a Wrestlemania. Nonostante ciò a rimanere sul ring è proprio Mark che decide di togliersi per la prima volta dopo 30 anni di onorata carriera i panni del “Becchino” e di posarli sul ring, simbolo di un'epoca ormai conclusa e che mai può essere dimenticata.

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