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Racconti

Racconti/linguistica

Di Luigi Casale

(affetti, confetti, difetti, infetti, perfetti, ...: fatti ) I vocaboli : affetto/affetti, confetto/confetti, difetto/difetti, infetto/infetti, perfetto/perfetti, sono parole della vita quotidiana, facilmente comprensibili per chi le usa e le sa usare. Di significati completamente diversi tra di loro. Nella loro diversità di significato esse spaziano da un’area semantica all’altra, talvolta anche abbastanza lontane tra loro.

Racconti

di Luigi Fiammata

L’AQUILA - Dai. Arrivo, parcheggio. Tra viale Nizza e l’inizio di Viale Duca degli Abruzzi. Ci si trova posto anche di giorno, ora. E’ vero, il palazzo d’angolo lo hanno ristrutturato. Una volta ci abitavano studenti e famiglie. Anziani. Sembra deserto, da quando è diventato nuovo. C’è posto libero, proprio ai piedi del palazzo, sul marciapiede, dentro regolamentari strisce bianche di sosta gratuita, scolorite. Non ci lascia più la macchina quasi nessuno. Anche se hanno aperto l’Università, più sotto, più avanti.

Racconti

di Silvio Madonna

Silvio Madonna, montesilvanese, ha già pubblicato con la nostra testata, sin dalla sua fondazione, diversi racconti. Fedele ad uno stile romantico, enigmatico, rivela sempre un finale a sorpresa come in questo breve scritto, insinuando maliziose fantasie  anche nel lettore più ingenuo. Buona lettura. ( Angela Curatolo)

Racconti

di  Luigi Casale

Abbiamo già trattato le parole “accendere” e “spegnere” (oltre alla parola “estinguere”). Perciò ho pensato di andare a visitare le corrispondenti parole napoletane “appiccià” e “stutà”. Per chi ritiene sia poco limitarsi in questo tipo di ricerca all’origine latina delle parole oppure allo spostamento di significato per via di metafora, vorrei precisare che questo nostro impegno è orientato  soprattutto a fornire un metodo di lavoro. E mi pare che si possa tranquillamente dire che al punto in cui siamo questo obiettivo sia stato raggiunto.

Racconti

di Luigi Fiammata

L’AQUILA - “Tutta colpa di Terry. E’ lui il mio sassolino nella scarpa. E, se proprio devo essere sincero, è per togliermelo, che ho deciso di cacciarmi in questo casino, cioè di raccontare la vera storia della mia vita dissipata. Fra l’altro, mettendomi a scribacchiare questo racconto, violo un giuramento solenne, ma non posso non farlo”.

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