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Il Pescara perde a Brescia per due reti a uno, giocando una partita imperdonabile. Nessuna idea di manovra, un gol frutto del solo caso, confusione imbarazzante. Urge invertire la rotta, il rischio retrocessione è sempre più concreto.

Pubblicato in Calcio
Domenica, 25 Marzo 2018 18:29

Serie B, Pescara-Empoli 0-1

Ennesima battuta d'arresto per il Delfino, sconfitto di misura dalla capolista Empoli.

Terza sconfitta consecutiva casalinga per il Pescara del nuovo tecnico Epifani, ancora a secco tra le mura amiche: dopo Parma e Carpi, anche l'Empoli si impone agevolmente all'Adriatico, conquistando il massimo del bottino con il minimo sforzo. Seguendo un copione già visto, i toscani vanno a segno nella prima parte della gara e riescono poi ad amministrare con tranquillità il vantaggio. La rete del successo è firmata al 18' da Donnarumma (praticamente un ex, visto il contratto sottoscritto con il Delfino nel 2014, prima di essere ceduto in prestito al Teramo), ma gran merito va a Caputo, lesto a recuperare il pallone prima di servire l'assist vincente.

La reazione dei padroni di casa si materializza in un palo colpito al 31' da Coulibaly a due passi dalla porta e soprattutto nel rigore conquistato al 40' da Mancuso, atterrato in area avversaria dall'estremo difensore Gabriel; ma Pettinari, che di fatto è mancino, decide inspiegabilmente di calciare il penalty con il piede destro e l'esecuzione che ne segue è semplicemente inguardabile: sin troppo facile la parata del portiere empolese.

Nella ripresa le squadre si allungano e commettono entrambe più di un errore. Crescenzi, in vantaggio su Caputo, si fa aggirare da Caputo che manca di poco il raddoppio. Sul fronte offensivo biancazzurro le due uniche occasioni capitano sui piedi di Bunino (che esita troppo prima di tirare) e di Brugman, che nel finale manca il bersaglio calciando da pochi metri sopra la traversa.

Con un solo punto racimolato nelle ultime cinque gare, la classifica del Pescara è sempre più preoccupante, né il calendario è favorevole ai biancazzurri, attesi adesso da due trasferte consecutive in casa prima del Brescia (diretta concorrente nella lotta salvezza) e poi del Palermo.

 

PESCARA (3-5-2): Fiorillo; Fornasier (46' Gravillon), Coda, Perrotta (66' Carraro); Crescenzi, Machin, Brugman, Coulibaly, Balzano; Mancuso, Pettinari (55' Bunino). All.: Epifani.

EMPOLI (4-3-1-2): Gabriel; Di Lorenzo, Maietta, Luperto, Pasqual; Bennacer, Castagnetti, Krunic (52' Brighi, 78' Lollo); Traoré; Caputo, Donnarumma. All.: Andreazzoli.

Arbitro: sig. Piccinini di Forlì.

Marcatore: 18' Donnarumma.

Note: ammoniti Traoré, Perrotta, Gabriel, Gravillon, Balzano, Machin; spettatori 6.579 per un incasso di 38.585 €.

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Sabato, 24 Marzo 2018 16:27

Pescara Empoli, arriva la capolista.

Domani, con inizio ore 15:00, il Pescara ospiterà l’Empoli primo in classifica all’Adriatico. In questa fase, l’avversario appare fuori portata per i biancazzurri, alle prese con l’inatteso inseguimento di una salvezza ancora tutta da conquistare.

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Di Massimo Sanvitale

Finisce con un pareggio per 2 a 2 la sfida salvezza del Pescara al Partenio di Avellino, al termine di una partita decisa dagli episodi ma dove, forse, i biancazzurri avrebbero meritato di più. La giornata rimarrà nella memoria per un magnifico gol di Gaston Brugman da prima della metà campo, a conferma della straordinaria qualità portata dal regista uruguagio.

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di Massimo Sanvitale

Domani, con inizio ore 17:30, il Pescara sarà ospite al Partenio di Avellino, per il primo vero scontro salvezza. Le due sconfitte casalinghe hanno sancito il definitivo abbandono di ogni risibile velleità playoff, proiettando i biancazzurri verso un complesso finale di stagione.

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Mercoledì, 14 Marzo 2018 12:48

Pescara, un'altra sconfitta

Terza sconfitta consecutiva per il Pescara, superato all’Adriatico anche dal Carpi (0-1).

Continua la crisi nera dei biancazzurri: il nuovo tecnico Epifani incassa il secondo ko casalingo nel giro di tre giorni e il Delfino sprofonda in classifica. La zona playout è distante adesso tre sole lunghezze, ma a spaventare è la totale involuzione di una squadra che non riesce più a segnare. Dopo il 4-2-3-1 schierato contro il Parma (divenuto in corso d’opera anche un 4-2-4), Epifani decide di affidarsi ad un inedito 3-5-2, rivoluzionando anche il volto della squadra (ben 7 cambi rispetto all’undici titolare sabato scorso): segno inequivocabile che mancano ancora le idee chiare sul modulo e sugli interpreti; purtroppo il campionato sta entrando nel suo momento decisivo e la mancanza di esperienza del giovane tecnico alla guida di un club professionistico potrebbe pesare come un macigno su una squadra uscita tramortita dal mercato invernale.

Alla fine del girone d’andata il Delfino occupava una posizione onorevole e guardava con fiducia alla possibilità di rientrare nei playoff; poi la sessione invernale ha privato l’organico di elementi come Benali, Zampano, Ganz, Del Sole e Kanouté, e i nuovi arrivati non hanno finora dimostrato di essere all’altezza dei precedenti. Nelle nove partite finora disputate nel girone di ritorno il Pescara ha realizzato 3 sole reti; nelle prime nove del girone d’andata, ossia contro le stesse avversarie, i biancazzurri erano andati a segno ben 17 volte.

Anche chi è rimasto sembra aver smarrito la sua identità: Pettinari, capocannoniere di inizio stagione, ha siglato il suo ultimo gol a dicembre; Coulibaly, che doveva essere una delle colonne della squadra nel torneo cadetto, è stato autore contro il Carpi di una prestazione pessima, condita da numerosi errori nel palleggio e in fase di rifinitura: praticamente l’ombra del giocatore che lo scorso anno aveva incantato all’esordio nel massimo campionato, richiamando a Pescara osservatori da tutta Italia che per lui avevano azzardato paragoni (in verità un po’ eccessivi) addirittura con Pogba.

Il Carpi sceso in campo all’Adriatico non ha dominato così come il Parma sabato scorso; ma dopo aver trovato il gol con Sabbione, lesto ad anticipare di testa Fornasier, si è difeso con ordine e non ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per portare a casa l’intera posta in palio; vani i tentativi di Brugman nel primo tempo e di Cappelluzzo, Fiamozzi e Falco nel secondo. Mancuso, subentrato nella ripresa (così come Cocco e Falco), è il più generoso tra gli attaccanti, ma da solo non riesce a pescare il jolly. Delusi gli spettatori, che lasciano lo stadio paventando il rischio di una seconda clamorosa retrocessione consecutiva; in effetti, concluso il ciclo di partite definite sulla carta “abbordabili”, il Pescara è atteso adesso da gare assai più impegnative (in trasferta ad Avellino contro una diretta concorrente per la salvezza, poi match casalingo contro la capolista Empoli, quindi doppio impegno esterno a Brescia e Palermo). Urge un immediato cambio di rotta per scongiurare davvero il peggio.

 

PESCARA (3-5-2): Fiorillo; Perrotta, Coda, Fornasier; Fiamozzi, Coulibaly, Brugman, Machin (79' Falco), Balzano; Cappelluzzo (72' Cocco), Bunino (58' Mancuso). All.: Epifani.

CARPI (3-5-1-1): Colombi; Capela, Poli, Ligi; Di Chiara, Sabbione, Mbaye, Garritano (66' Concas), Pachonik (75' Bittante); Jelenic (46' Verna); Melchiorri. All.: Calabro.

Arbitro: sig. Serra di Torino.

Marcatore: 11' Sabbione (C).

Note: ammoniti Mbaye, Ligi; spettatori 6.111 per un incasso di 34.821 €.

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