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Governo/fiducia: seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino

L'opinione

di Angela Curatolo

Gli elettori non hanno votato i parlamentari, non hanno votato il Presidente del Consiglio, non hanno votato la maggioranza. Questa botta è difficile per tutti accettare i risvolti attuali della politica nazionale. Cittadini a denti stretti, con le anguille nella pancia osservano preoccupati i fatti, perchè le bollette continuano ad arrivare e già in molti hanno mollato. Stop Imu a giugno, famiglia, lavoro giovanile, sud, Europa, etc. i punti cardini del programma Letta, sufficienti per uscire dalla melma?

Diffidenza mista a indifferenza verso il mondo politico ampliati dal clima rovente tra i parlamentari in aula, lo spacco tra popolo e amministratori politici che appare incolmabile.

I rappresentanti del potere politico appaiono angeli caduti o mai stati capaci di volare, vittime di proiezioni personali che sviano dalla gente e dalle realtà. Si indignano, si irritano, si attaccano adoperando la stessa nomenclatura: "detto questo", senza dire nulla; "responsabilità", in democrazia dove tutto si scarica a vicenda; "sobrietà", ripetendo un copione già ascoltato alcuni mesi fa da un governo tecnico capace di applicare la più dura austerità.

Giochi e strategie che, seppur deboli alla base, si rivelano ancora vincenti in un momento storico che richiede necessità e urgenza.

Sono in tanti gli imprenditori e lavoratori in trincea, quelli che sono arrivati quasi al workahalism, sindrome di dipendenza da lavoro, che oggi vedono sgretolarsi i frutti dei propri sacrifici, nonostante ritmi stacanovisti, l'impossibilità di pagare le spese e vivere.

Sempre più italiani sperano in una soluzione provvidenziale come un condono e una riforma fiscale contestuale: perchè a pagare le spese diventa sempre più un atto eroico.

Letta ha già annunciato, però, che è importante non fare più debiti, per le generazioni future, citando il buon padre di famiglia. Sarebbe da chiedersi se è un buon padre colui che antepone ossessivamente i debiti alla salute e i bisogni dei propri figli. Lo stop all'Imu e il contenimento dell'Iva, in definitiva, appaiono come un palliativo non sufficiente a far ripartire le imprese in Italia, purtroppo.

L'intenzione di diminuire il debito pubblico è condivisibile da tutti ma in questi frangenti economici il tentativo di uccidere tutti i mostri del passato in un colpo solo rischia di rivelarsi una mossa temeraria. L'Italia non può permettersela, ancora una volta, a scapito ulteriore dei cittadini.

Un'idea potrebbe essere quella di percorrere piccoli passi tenendo a mente quel vecchio adagio: a pagare e morire c'è sempre tempo.

E riflettere sul fatto che se un buon padre di famiglia sacrifica i figli per pagare i debiti, una buona madre mette sempre al primo posto i figli.

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