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Road map Riforme. Dal Porcellum light al comitato dei 40- la soluzione del governo alla crisi
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Una road map di massima dell'iter delle riforme costituzionali, che partira' il 29 maggio e avra' termine presumibilmente - calendario alla mano e considerando le quattro letture neecssarie (compresi i tre mesi di tempo che devono trascorre tra le doppie letture dei due rami del Parlamento), non prima della fine del 2014. Dopodiche', come ha spiegato il governo, si procedera' in ogni caso al referendum confermativo.
E' questa la decisione emersa dal vertice di governo e maggioranza che si e' tenuto stamane a palazzo Chigi. Nel dettaglio, questo l'iter della prima fase, concordato nel vertice:
Il 29 maggio Senato e Camera avvieranno il dibattito sulle riforme costituzionali, con il voto sulle mozioni di maggioranza che delineeranno i confini d'azione e i contenuti, e con le quali si dara' l'avvio alla istituzione del 'comitato dei 40'. Organismo parlamentare che sara' costituito da membri delle commissioni Affari costituzionali di camera e Senato. Nelle mozioni, inoltre, sara' prevista anche la modifica 'light' al Porcellum la cosiddetta 'clausola di salvaguardia'.
Il 30 maggio Dpcm per istituzione e nomina del comitato dei saggi, che coadiuvera' il governo sulle riforma ma avra' compiti solo consultivi.
Il 1ˆ giugno Ddl costituzionale di istituzione del 'comitato dei 40'.
Entro il 31 luglio primo ok, con l'approvazione dei due rami del Parlamento, all'istituzione del comitato dei 40 e via libera alle modifiche light del Porcellum. Sin qui il calendario, con le relative date, fissato dal vertice.
Se quindi il precorso avviato non subira' intoppi, entro fine 2013 si potra' avere l'approvazione definitiva della legge costituzionale di istituzione del comitato dei 40, che iniziera' a lavorare nel merito delle riforme. Da qui, se la commissione avra' poteri redigenti i tempi si potrebbero accorciare, altrimenti presumibilmente il lavoro non sara' terminato prima dell'estate 2014 e non prima della fine del 2014 si avra' l'ok definitivo da parte dei due rami del Parlamento sulle riforme. A questo timing, si deve aggiungere il referendum confermativo che il governo intende promuovere in ogni caso, a prescindere dal quorum ottenuto in Parlamento dalle riforme.
Enrico Letta nel discorso sulla fiducia aveva fissato la 'dead line' in 18 mesi: "fra 18 mesi verifichero' se il progetto sara' avviato verso un porto sicuro - aveva detto il premier - Se avro' una ragionevole certezza che il processo di revisione della Costituzione potra' avere successo, allora il nostro lavoro potra' continuare. In caso contrario, se veti e incertezze dovessero minacciare di impantanare tutto per l'ennesima volta, non avrei esitazioni a trarne immediatamente le conseguenze".



