“Cacciati dopo un concorso pubblico che ha escluso 90% di noi”, dal 31 dicembre 2015, il 90 persone fuori dal posto di lavoro. In 70 hanno fatto ricorso presso il Tribunale del Lavoro per chiedere la conversione del contratto a tempo indeterminato. Raccontata in un video, "interinali senza gloria", dagli attori della protesta, i lavoratori, ex interinali, la resistenza in tempi di crisi per cercare di riconquistare il posto perduto. E così è cominciata la battaglia con il Comune, socio unico dell'azienda referente quindi, un tavolo tecnico per la conciliazione e manifestazioni, ormai è passato un mese dall'inizio del presidio davanti al Municipio, 24 ore su 24. Si sono riuniti in associazione, “per compensare il vuoto che hanno lasciato i sindacati e partiti politici”. Hanno tentato tutte le strade: manifestazioni, proteste, blocco Consiglio regionale a Pescara, contatti con gli altri precari d'Abruzzo, gemellaggio con Asl de L'Aquila, presentati dossier ma a nulla è valso sino ad oggi l'impegno profuso.“E' una battaglia Davide contro Golia, l'importante è avere la fionda”. Sostenuti da molti cittadini che hanno portato loro conforto e pasti caldi, l'adesione alla battaglia dimostrata con 3mila firme raccolte in città, “gli unici che non si interessano a noi sono quelli che la situazione l'hanno creata e ora dovrebbero risolverla” E avvisano, tra stanchezza e disperazione, “Dopo un mese di tentativi pacifici la pazienza sta finendo e potremmo passare alle maniere forti, alzare il tono della protesta”. Infine un appello, sincero, ai ragazzi di oggi, “non abbassate mai la testa, non porta a nulla di buono, tenetela sempre alta e difendete sempre i vostri diritti”






