Il 2 maggio scorso veniva bruciata un auto nel piazzale antistante il civico 15 di via Rubicone, a Pescara.
Il Movimento Pettinari per l'Abruzzo, Presidente Domenico Pettinari e coordinatore di area Michele Cavaliere a seguito di segnalazioni di cittadini, il 7 giugno hanno svolto sopralluoghi in alcune strade del PP1, nel "Parco Antonilli" e nell'adiacente "Campo Polivalente" (Il nome è illeggibile perché coperto da vernice). "In particolare in via Spagna l'incuria e il degrado sono evidenti".
Le novantatré richieste di contributo saranno oggetto nei prossimi mesi di valutazione da parte di una commissione, composta da esperti tecnici e di settore, che valuterà la consistenza dei progetti cinematografici su parametri ben definiti e enunciati nell’avviso stesso.
A scrutinio quasi ultimato (52 sezioni su 54), l'ex vicepresidente del Csm è avanti con oltre il 52% delle preferenze sull'avversario Cristiano Sicari. L'affluenza si è attestata al 55,49%, il 7% in meno rispetto al 62,4% del primo turno
Le unità cinofile antidroga della Compagnia della Guardia di Finanza di Giulianova, nell'ambito delle attività di contrasto allo spaccio e al traffico di sostanze stupefacenti, hanno effettuato, nell'arco di un mese, due distinti sequestri di una nuova sostanza psicoattiva (NPS) riconducibile alla classe dei catinoni sintetici.
È stato presentato oggi il nuovo Centro di Andrologia attivato presso il Presidio Ospedaliero di Popoli, un servizio altamente specializzato che amplia l'offerta assistenziale della ASL di Pescara e rafforza la rete sanitaria territoriale dedicata alla salute sessuale e riproduttiva maschile.
"La cultura è l'unico bene dell'umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande."
— Hans Georg Gadamer
Una Repubblica senza volto
Il Quirinale ha recentemente diffuso la versione ufficiale del video celebrativo per gli 80 anni della Repubblica Italiana, ma il montaggio finale ha scatenato un’accesa polemica culturale e politica. Nel documento visivo, incentrato sul potente discorso pronunciato dall'attrice e regista Paola Cortellesi, manca clamorosamente ogni riferimento a Giorgia Meloni. La prima donna Presidente del Consiglio nella storia d'Italia è stata completamente espunta dalle immagini istituzionali che accompagnavano le parole sulla parità di genere e sull'emancipazione femminile, trasformando un tributo all'inclusione in un paradosso di esclusione.
Il testo mancante e il "taglio" delle immagini
Il discorso della Cortellesi metteva in luce i traguardi storici delle donne dal 1946 a oggi. Tuttavia, la scelta di rimuovere i fotogrammi della premier Meloni ha generato un effetto di vuoto pneumatico.
Il testo originale: Faceva riferimento al potere condiviso e alla rottura del tetto di cristallo.
La revisione del Quirinale: Ha mantenuto la traccia audio dell'attrice, ma ha sostituito le immagini della premier con repertori generici di sfilate militari e volti storici del passato.
La cultura di fronte al potere
Questo episodio si inserisce perfettamente nell'alveo della riflessione trentennale di riviste storiche come Atelier, nate nel 1996 per contrastare la "cagnara culturale" e il conformismo di sistema. Quando le istituzioni limano, nascondono e allungano i testi o le immagini per non disturbare determinati equilibri o, viceversa, per attuare prudenze eccessive, la cultura perde la sua forza di "scheggia penetrante".
Come si leggeva nei manifesti della rivista:
"Accettare il sacrificio e dare tutto per nulla è la più violenta rivoluzione che si possa compiere. Nelle redazioni e nei palazzi sono troppo ancorati alle poltrone per odorare il vento e lasciarsi andare."
La reazione della presidenza
Dal Colle si parla di "scelta puramente estetica e non politica", volta a mantenere il focus sulla storia comunitaria della Repubblica e non sulla contingenza governativa attuale. Resta il fatto che l'assenza della prima donna alla guida del governo, in un video che celebra gli 80 anni di cammino femminile nella Repubblica, suona come una vistosa nota stonata.
Nota di commento: La forbice del Quirinale dimostra che la tendenza a normalizzare il dissenso o a eliminare le complessità è ancora il vizio di forma del nostro establishment. Un'arte e una politica che non sanno convivere con l'immagine dell'altro — anche quando è un avversario o una figura polarizzante — finiscono per produrre solo documentari edulcorati, privi di quella "furia lungimirante" necessaria a comprendere il presente.
cds
"La geopolitica è l'arte di guardare la mappa e capire che la terra non cambia, ma il potere che la calpesta sì."
— Robert D. Kaplan
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