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Lunedì, 03 Agosto 2026 16:57

Direttiva UE sul diritto alla riparazione. Addio all'obsolescenza programmata?

Era stata adottata nel 2024 per rendere più conveniente riparare i beni difettosi, anziché sostituirli (Direttiva U.E. 2024/1799). Pienamente applicabile dal 31 luglio 2026, è la scadenza ufficiale in cui la direttiva europea sul diritto alla riparazione deve essere applicata negli Stati dell’Unione Europea.

 Donato Fioriti del Cruc, contribuenti Abruzzo, indaga sulla questione ponendo alcune interessanti riflessioni sulla questione.

Conseguenze?

1. Riparazioni oltre la garanzia dei 2 anni, a cura dei produttori, purché il danno sia tecnicamente riparabile;
2. estensione della garanzia legale di ulteriori 12 mesi, se il prodotto viene riparato durante quel periodo;

3. prezzi equi e tempi congrui, con tariffe ragionevoli;
4. maggiore accessibilità economica;
5. maggiore tutela dell’ambiente;

6. contrasto all’obsolescenza programmata;
7. promozione economia circolare;

8. riduzione dei rifiuti;
9. meno tecnologia gettata alle ortiche;
10 riduzione della dipendenza di materie.

La direttiva impone ai produttori di non ostacolare l’utente- consumatore attraverso clausole contrattuali, blocchi software o limitazioni hardware. Non si tratta, in ogni caso, di un diritto alla riparazione gratuita.
Questi ultimi dovranno organizzarsi per garantire la riparazione dei beni ( Es. lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, aspirapolvere, televisori, smartphone e tablet) coperti dalla normativa in un tempo ragionevole ed a un prezzo idoneo per l’utente, rendendo disponibili i relativi ricambi per periodi che, in base alla tipologia del prodotto, possono arrivare fino a dieci anni dalla cessazione della commercializzazione del modello.

Ne restano, però, esclusi diversi beni di uso quotidiano, come piccoli elettrodomestici, cuffie, tostapane e macchine da caffè. Anche il concetto di prezzo ragionevole dovrà essere verificato nella pratica.

La Direttiva prevede una Piattaforma europea online: verrà attivato un portale web unico europeo per consentire ai cittadini di trovare facilmente i riparatori qualificati e i venditori di pezzi rigenerati più vicini
Gli Stati membri, poi, sono chiamati a introdurre misure come voucher per le riparazioni, fondi dedicati o riduzioni fiscali per abbattere i costi degli interventi.

La portata concreta delle tutele dipenderà dal modo in cui la direttiva verrà recepita e verrà applicata a livello nazionale. Per questa ragione, come circuito associativo dei consumatori ci batteremo per far giungere una buona proposta da applicare al Governo Italiano, sensibilizzando le istituzioni locali ed i nostri parlamentari eletti in Abruzzo.

 

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