Donato Fioriti del Cruc, contribuenti Abruzzo, indaga sulla questione ponendo alcune interessanti riflessioni sulla questione.
Conseguenze?
1. Riparazioni oltre la garanzia dei 2 anni, a cura dei produttori, purché il danno sia tecnicamente riparabile;
2. estensione della garanzia legale di ulteriori 12 mesi, se il prodotto viene riparato durante quel periodo;
3. prezzi equi e tempi congrui, con tariffe ragionevoli;
4. maggiore accessibilità economica;
5. maggiore tutela dell’ambiente;
6. contrasto all’obsolescenza programmata;
7. promozione economia circolare;
8. riduzione dei rifiuti;
9. meno tecnologia gettata alle ortiche;
10 riduzione della dipendenza di materie.
La direttiva impone ai produttori di non ostacolare l’utente- consumatore attraverso clausole contrattuali, blocchi software o limitazioni hardware. Non si tratta, in ogni caso, di un diritto alla riparazione gratuita.
Questi ultimi dovranno organizzarsi per garantire la riparazione dei beni ( Es. lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, aspirapolvere, televisori, smartphone e tablet) coperti dalla normativa in un tempo ragionevole ed a un prezzo idoneo per l’utente, rendendo disponibili i relativi ricambi per periodi che, in base alla tipologia del prodotto, possono arrivare fino a dieci anni dalla cessazione della commercializzazione del modello.
Ne restano, però, esclusi diversi beni di uso quotidiano, come piccoli elettrodomestici, cuffie, tostapane e macchine da caffè. Anche il concetto di prezzo ragionevole dovrà essere verificato nella pratica.
La Direttiva prevede una Piattaforma europea online: verrà attivato un portale web unico europeo per consentire ai cittadini di trovare facilmente i riparatori qualificati e i venditori di pezzi rigenerati più vicini
Gli Stati membri, poi, sono chiamati a introdurre misure come voucher per le riparazioni, fondi dedicati o riduzioni fiscali per abbattere i costi degli interventi.
La portata concreta delle tutele dipenderà dal modo in cui la direttiva verrà recepita e verrà applicata a livello nazionale. Per questa ragione, come circuito associativo dei consumatori ci batteremo per far giungere una buona proposta da applicare al Governo Italiano, sensibilizzando le istituzioni locali ed i nostri parlamentari eletti in Abruzzo.



