LA FESTA DEL GRANO è il capitolo 29 del libro per bambini in 30 capitoli, dal titolo Principessa Conny, scritto da Silvio MAdonna, di Montesilvano, in esclusiva sul nostro giornale, illustrazione originale. (Scaricabile stampabile in PDF
In viaggio fu tutto un baccano, quasi che tornassero da una trionfante trasferta di calcio: si lasciò andare pesino la Marchesa Madre, in genere terribilmente compassata, ma che, complice un malandrino giro di vino sapientemente affiorato dal valigione di Giacomino, si fece contagiare dalla sana allegria.
Miki, afferrato il microfono dalla consolle del pullman, enunciò uno alla volta i nomi dei presenti, aggiungendo per ciascuno qualche spassosa storiella. Cose da poco conto, eppure capaci di accendere un infuocato tifo da stadio: ogni nome un’ovazione, l’attento ascolto del piccolo gossip, e poi una bordata di fischi e di applausi. Nessuno fu risparmiato. Il Marchese Padre, sua moglie Rosa, Don Gianni, i neo sposi, persino Manuelita, l’unica che riuscì a mantenere il solito piglio severo, mostrando solo dei minuscoli fremiti nello sforzo di trattenere una sana ilarità.
Chi la scampò a quell’infilzata di sfottò fu solo la Principessa non ti Sento, per l’occasione Giorgia Come: non per meriti suoi, ma per il fatto che la natura l’aveva concepita dura d’orecchi, e solo a fatica una parola su dieci riusciva a comprenderla.
Scesero stremati da quel rientro, mai tanto inondato dal ridere sino alle lacrime, nella piazza principale di Scandicci: ad attenderli il solito clan di vecchi abbarbicati alle panchine, rapiti dalla malinconia di una vita che sapeva solo di sfocati ricordi. I piccioni ondeggiarono via infuriati al colpo di clacson dell’autista a mò di saluto: poi piegarono di nuovo sulla striscia di prato tra le spente betonelle in attesa di un sventagliata di briciole di pane secco.
Miki scese, a seguire tutti gli altri del paese: gli amici di Altrochè avrebbero proseguito per poi farsi lasciare al solito posto dove l’autista li aveva trovati spuntati dal nulla. Ma l’ordine tassativo per lui era di non fare domande, allontanarsi senza voltarsi.
“Amici, grazie di tutto dal profondo del cuore. Eravamo partiti per festeggiare le nozze d’argento dei miei, e la ricorrenza dell’azienda agraria di famiglia, e invece… siamo andati ben oltre! Le mie scuse per questo fuoripista ai miei genitori, ma anche i miei auguri, conditi sicuramente dai vostri, ai signori Obnubilo!”
Del riso lanciato da diverse mani inondò i neo sposi: sulla nave quel rito non era stato consentito.
“Amici di Altrochè grazie della compagnia che ci avete regalato. Vi auguro un felice rientro nel vostro magico paese, e che ogni attimo vissuto in questi giorni possa essere conservato per sempre nei vostri cuori!”
Sicuramente avrebbe voluto aggiungere altro, ma un groppo alla gola lo attanagliò: accorse in suo aiuto Mariella, che lo abbracciò forte forte.
“Mio figlio ha detto tutto e io non voglio aggiungere altro. E’ stata una settimana importate per me e mia moglie: abbiamo parlato, credo che ci siamo capiti come da anni non capitava. Grazie a Miki per la formidabile regia, e a voi tutti per la vostra squisita partecipazione!”
Rapido come un treno in corsa il Marchese Padre disse la sua.
Gilbert non voleva essere da meno, e così Angelo Creato: invece intervenne a sorpresa Don Gianni, che con un dito incrociato sulle labbra strette, con gentilezza e fermezza, li stoppò prima che dessero fiato alle loro bocche.
“Vi prego, non andiamo oltre: i saluti migliori sono quelli del primo incontro, perché poi, al commiato, si rischia di essere stucchevoli, e questo, fatemelo dire, sarebbe un finale non degno di questa eccezionale avventura!”
Tutti annuirono, per primi i diretti interessati da quel saggio consiglio.
“Lasciate che sia io ad offrire l’ultima riflessione su questa vacanza: innanzitutto gli auguri più sinceri a Lara e Gilbert. Ci voleva la genialità di Miki, una nave, e qualche astuto maneggio, per farvi dire si! Come direbbe anche il mio amico Angelo: le vie del Signore sono proprio infinite! Un grazie infinito alla generosità dei Marchesi di Scandicci: senza il loro solido portafoglio, messo generosamente a disposizione di noi tutti, nulla di questo sarebbe potuto accadere. Grazie alla disponibilità che ciascuno di voi ha saputo dimostrare senza alcuna sbavatura: non è facile convivere in un ambiente inusuale, tra mille difficoltà toccate con mano. Grazie a Dio per averci concesso questo angolo di vita: perchè anche questa è vita, non solo quella di lavoro, di casa, di studio, di fatica giornaliera. E’ vita anche potersi divertire in armonia con la natura, senza chiedere l’impossibile, solo amicizia. Domani da voi inizierà la Festa del Grano, come poco fa mi ha ricordato Gilbert: in ritardo per via di una primavera inclemente, ma anche per dare modo a chi si è allontanato dal proprio paese per una giusta causa di non perderla. Per sentito dire dai ragazzi qualcosa di magico: magari in occasione della prossima anche noi che non l’abbiamo mai assaporata potremmo farne parte. Sono certo che questo invito arriverà, e come ogni altra passata in archivio anche quella sarà nuova nei suoi incredibili accadimenti. Buon viaggio amici miei, e che Dio sia con voi!”
Fu un assalto: baci, abbracci, pacche e lacrime, tante lacrime. L’autista chiuse la portiera a fatica e lasciò che i volti sbucassero dai finestrini: uno sventolio frenetico di fazzoletti li accompagnò sino alla prima curva.
Poi, nel silenzio dei suoi pensieri, ognuno verso casa sua.
CAPITOLI
5 - Effetto Titanic
29 - La Festa del Grano
30 - Estate fuggevole