Mercoledì, 02 Dicembre 2015 17:41

Crisi. Ai giovani e ai più disagiati è rimasto solo l'ottimismo

Per l'Istat il miglioramento economico ci sarebbe ma non è per tutti. A chi la vita è peggiorata economicamente resta l'ottimismo. Confcommercio dice che dopo 7 anni di crisi finalmente il prossimo sara' un Natale positivo con consumi in crescita del 5%.

 

Intanto ci sono adulti con famiglia licenziati, ragazzi che non studiano, non lavorano e hanno rinunciato a cercare una propria strada. I giovani, però dice l'Istat, che si confermano il segmento piu' ottimista, presentano il maggiore incremento positivo nonostante siano stati tra i soggetti sociali piu' colpiti dalla crisi.

Sono in molti a chiedersi se questo Natale mangeranno il panettone, magari regalato da qualche conoscente.

Istat nel rapporto 'Bes 2015', dal canto suo, sottolinea che il miglioramento economico non è uniforme e non tocca le classi piu' deboli della popolazione, i giovani e le zone piu' disagiate del paese come il Mezzogiorno.

I cittadini italiani se ne sono accorti. Per alcuni il riscaldamento è un lusso come diventano inarrivabili alcune pietanze e cibi. Il ristorante un sogno.

Intanto gli italiani hanno imparato a cambiar discorso, se prima si parlava che della crisi ora si evita, perchè qualcuno può pure girare i tacchi e trovare una scusa e andar via.

Quello che conta oggi è solo il Pil e quindi...ognuno per sè e Dio per tutti?

Il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, commenta "e' possibile ma non semplice" che il Pil dell'Italia si attesti al +0,9% nel 2015. Nonostante il Paese non si sia ancora affrancato dalla crisi, nel 2014 cresce l'ottimismo verso il futuro (dal 24% di persone di 14 anni e piu' che ritengono che la loro situazione migliorera' nei prossimi 5 anni nel 2013 al 27% nel 2014).

Migliorerà per chi sopravvive a questa lenta agonia quotidiana che sta consumando silenziosamente milioni di cittadini che sperano ogni giorno, sono soli, non sanno come sbarcare il lunario.

Il rapporto Istat rivela invece che cresce anche la spesa per consumi finali, anche se in misura piu' limitata in conseguenza del lieve aumento della propensione al risparmio. Sempre meno famiglie mettono in atto strategie per il contenimento della spesa mentre e' piu' elevata la quota di quelle che tornano a percepire come adeguate le proprie risorse economiche.

Il rischio di poverta' e soprattutto quella assoluta, aggiunge l'Istat, hanno smesso di aumentare (dal 4,4% del 2011 sale al 7,3% nel 2013, per riscendere al 6,8% nel 2014); mentre la grave deprivazione diminuisce per il secondo anno consecutivo, attestandosi sui livelli del 2011.

In leggero miglioramento anche gli indicatori di natura soggettiva: la percentuale di persone in famiglie che arrivano a fine mese con grande difficolta' torna a scendere (17,9%) dopo aver raggiunto il valore massimo del decennio proprio nel 2013 (18,8%). Segnali di ripresa anche sul fronte del lavoro anche se permangono forti divari di genere ed esclusione dei giovani. La quota di persone di eta' 20-64 anni occupate in Italia sale al 59,9% nel 2014 (+0,2 punti percentuali rispetto al 2013), ma la distanza con l'Europa continua ad aumentare.

Dopo sette anni di crisi finalmente questo sara' un Natale positivo, con consumi in crescita. E' la conclusione a cui e' giunto l'Ufficio studi di Confcommercio, nella consueta indagine prenatalizia.

Quest'anno gli italiani spenderanno per i regali 166 euro pro-capite, il 5% in piu' rispetto allo scorso anno (quando la spesa si attesto' a 158 euro); rispetto pero' al 2009 la spesa resta del 30% inferiore.
Questo fa dire alla Confcommercio che l'Italia e' sulla strada giusta ma il cammino e' ancora lungo. Degli oltre 30 miliardi di tredicesima disponibili per i consumi, 10 miliardi circa saranno destinati ai regali, 200 milioni circa in piu' dello scorso anno. Secondo Confcommercio, ad indicare che "stiamo tornando alla normalita'" e' la percentuale di chi ritiene i regali una spesa piacevole: dal 45,8% del 2011 risaliamo quest'anno al 52,5%: "Questa risposta indica che e' il primo Natale fuori dalla crisi - ha sottolineato Mariano Bella, direttore dell'Ufficio studi di Confcommercio - e quindi sono fiducioso".