Lunedì, 16 Settembre 2024 12:02

Pescara/aggressione in ospedale. Sindacati chiedono più sicurezza e interventi Istituzioni.

Verì recata subito in ospedale, Masci esterrefatto. Di Pillo si sanitari: durante pandemia li abbiamo osannati. Blasioli: più sicurezza. I sindacati chiedono intervento delle Istituzioni.

40 persone si sono presentate nella struttura appena appreso della morte di un loro parente. Hanno invaso i corridoi del reparto gridando e insultando chiunque si trovassero davanti, trasformando le stanze di del reparto Oncologia in una sorta di campo di battaglia: porte divelte, tavoli ribaltati, suppellettili gettate a terra. E' accaduto il 13 settembre. A darne notizia è stato il quotidiano Il Messaggero. Solo l'intervento delle forze dell'ordine ha consentito di riportare la calma.

Uomini e donne hanno invaso i corridoi, dopo essere riusciti a entrare con la forza: è subito intervenuta la guardia giurata in servizio che, valutata la situazione, ha chiamato il numero di emergenza. In ospedale sono arrivate prima le pattuglie della squadra volante della questura quindi quelle dei carabinieri, che hanno cercato di riportare la calma, poi hanno scortato la salma fino all'obitorio.

L’Assessore alla salute Nicoletta Verì ha raggiunto, dopo aver appreso la notizia, il reparto di Oncologia dell’Ospedale di Pescara per esprimere la solidarietà e la vicinanza dell’Assessorato alla Salute e di tutta la Giunta e del Consiglio regionale agli operatori sanitari coinvolti nei gravi fatti:

 40 persone, prevalentemente di etnia rom, ha fatto irruzione nel reparto di Oncologia, seminando il panico tra pazienti e personale sanitario. I violenti, spinti dalla notizia della morte di un congiunto, hanno minacciato le infermiere e danneggiato parte del reparto, rendendo necessario l'intervento della Guardia Giurata e delle Forze dell'Ordine.

L’Assessore Verì, accolta dal Direttore Generale ASL Pescara Vero Michitelli, dal Direttore Sanitario Rossano Di Luzio, dal Dr. Francesco Malorgio, in rappresentanza del Direttore UOC Oncologia Giordano Beretta, dalle infermiere e dal personale in servizio, ha ascoltato l’episodio gravissimo che ha sconvolto l'ospedale di Pescara ai danni del reparto di Oncologia ed espresso sentitamente la sua massima solidarietà. "Si tratta di un'emergenza a livello nazionale e di un problema di natura culturale", ha dichiarato l'Assessore Verì. "Il nostro compito è portare la cura e l'assistenza a tutti i cittadini, ma è fondamentale che venga garantita la sicurezza di chi lavora e di chi è ricoverato. Per questo la Direzione ha organizzato la vigilanza nei punti strategici dell’Ospedale, ed è stato un bene che sia intervenuta prontamente la Guardia giurata.” “La mia presenza in reparto – ha aggiunto - vuole essere un segno tangibile della vicinanza e della solidarietà di tutta la Giunta regionale. Siamo al vostro fianco in questo momento difficile e delicato, il vostro lavoro è encomiabile”. "Questo incontro – ha concluso l’Assessore – è servito anche a confrontarmi con il Direttore Michitelli per quanto riguarda la presenza delle Guardie giurate nei reparti più sensibili”

Nursind chiede intervento del Prefetto e tavolo tecnico.

L'OS, "a seguito dell’irruzione , danneggiamenti e minacce subite dal personale sanitario del reparto di Oncologia dell'ospedale del PO di Pescara, deve esternare tutto il suo disappunto per un atto vile ed inconsulto,che nella sua tragica quotidianità sta diventando purtroppo la normalità." Si legge nella nota, "episodi, sempre più frequenti e violenti, continuano a registrarsi senza che nessuna azione atta a contrastarli venga posta in essere, dimenticando tutto "quanto avvenuto nel recente passato e, soprattutto, non analizzando le problematiche che rendono possibili tali, esecrabili, comportamenti." "Stavolta è toccato al personale dell’Oncologia di Pescara, a cui va tutta la nostra solidarietà e comprensione, ma la prossima volta a chi toccherà? E in che modo? Ma, soprattutto, si eviteranno conseguenze ben più maggiori di quelle finora riscontrate?" "Siamo lieti che l’ASL Pescara abbia esternato vicinanza agli operatori coinvolti attraverso un comunicato ufficiale, ma di certo tutto questo non basta ad eliminare le cause che portano agli episodi di violenza che siamo costretti a commentare, oramai, quasi quotidianamente, e non facciamoci ingannare dal fatto che detti episodi siano numericamente inferiori alla media nazionale, perché a fronte di quanto assurge all’onore delle cronache, esiste un sommerso fatto di intimidazioni, minacce verbali e fisiche che spesso e volentieri non vengono denunciate o per paura di ritorsioni, anche al di fuori del luogo di lavoro, o perché si ricompongono in loco solo ed esclusivamente grazie al buon senso degli operatori sanitari. Resta il fatto che le cicatrici di queste vili aggressioni rimangono ben impresse nella mente degli operatori che, al di là della perdita di fiducia nell’istituzione, vanno al lavoro con uno stato d’animo quasi sottomesso in attesa del prossimo affronto che dovranno subire. Sottolineiamo che nessuna azione propedeutica atta a prevenire tali vergognosi attacchi sia stata posta in essere. Auspichiamo senz’altro un rapido intervento del Legislatore che vada a tutelare i tanti professionisti della salute che vengono vituperati quotidianamente, ribadendo la necessità di prevedere, pene severe per chi si macchia di tali vili azioni e, un periodo di servizio sociale come pena accessoria , al fine di far capire a tali soggetti a quale stress vengano sottoposti, giornalmente, i lavoratori. " Il sindacato chiede l’intervento del Prefetto di Pescara al fine di istituire un tavolo tecnico permanente "che analizzi il fenomeno ed apporti i dovuti correttivi strutturali ed organizzativi, avendo cura di coinvolgere tutti gli stakeholder in sanita’."

 

Sindaco Carlo Masci, “L'aggressione avvenuta nel Reparto di Oncologia dell'ospedale di Pescara lascia esterrefatti."

"Quanto accaduto è indicativo di un salto indietro a livello di civiltà e umanità, una retrocessione alla barbarie che risulta inaccettabile, una esplosione di violenza che non è ammissibile, tanto più all'interno di un ospedale, in un reparto dove si respira sofferenza e dove il rispetto per i degenti dovrebbe essere massimo così come quello per il personale. Non è la prima volta che si verificano episodi del genere in ospedale, a Pescara, e proprio questo deve indurre alla riflessione e all'azione per tutelare tutti coloro che "vivono" i vari reparti delle strutture sanitarie della Asl ma, anziché sentirsi protetti, devono assistere e subire aggressioni fisiche e verbali. Sono certo che saranno individuate soluzioni rapide ed efficaci per evitare che accada di nuovo. E voglio evidenziare con forza che sicuramente i pescaresi non si riconoscono in azioni di questo tipo. A tutti coloro che c'erano, che hanno vissuto questa esperienza traumatica, va la mia solidarietà sincera e totale. E al personale della Asl va il mio incoraggiamento a continuare a lavorare per la salute dei cittadini”.

Sindacati: Basta aggressioni al personale ospedaliero

La Cgil chiede la costituzione di un tavolo prefettizio in quanto si tratta di una questione di ordine pubblico e quindi c’è bisogno della costituzione di un tavolo con tutti i soggetti istituzionali interessati per valutare quali possono essere le soluzioni per eliminare i pericoli per l’incolumità dei pazienti e del personale sanitario.

La Fp Cgil e i Medici e Dirigenti Sanitari Abruzzo Molise Abruzzo Molise e di Pescara esprimono "solidarietà alcorpo sanitario del reparto di Oncologia dell'ospedale di Pescara vittima di una vera e propria irruzione da parte di un commando."

Il continuo ripetersi di atti di violenza nei confronti di operatrici e operatori sanitari pone, ancora una volta, il tema della sicurezza sul lavoro come una priorità non più differibile nei plessi ospedalieri. Non esistono situazioni non prevedibili e non evitabili. Quanto accaduto, purtroppo, rappresenta sempre più la quotidianità di chi opera nell’ambito ospedaliero. Come abbiamo già detto in precedenza occorre predisporre tutte le azioni utili a garantire la sicurezza di chi opera, a qualsiasi titolo, nella Sanità, occorre più personale che possa gestire situazioni conflittuali come quella accaduta, occorre un posto fisso di polizia in ogni plesso ospedaliero, occorre una formazione mirata ad amministrare situazioni che mettano a rischio l’incolumità delle operatrici e operatori sanitari, perché non è più tollerabile che chi lavora per la salute degli altri metta in pericolo la propria.

"Per tutelare gli operatori sanitari c’è bisogno di un intervento deciso delle Istituzioni"

L’ultimo dei numerosissimi episodi di aggressione agli Operatori della Sanità Pubblica si è verificata il giorno 13 settembre presso il reparto di Oncologia dell’Ospedale Santo Spirito di Pescara dove quaranta persone, dopo aver appreso della morte di un parente, sono entrati nel reparto insultando e minacciando i medici e il personale sanitario. I Rappresentanti Regionali Abruzzo dei sindacati della dirigenza medica AAROI EMAC (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica), CIMO Dirigenza Medica, CGIL Medici, CISL Medici e FVM (Federazione Veterinari e Medici) esprimono la loro solidarietà a tutti gli operatori sanitari del reparto di Oncologia. Chiedono al fine di tutelare gli operatori Sanitari, un intervento deciso di tutte le Istituzioni Politiche per porre in atto misure per evitare il verificarsi di tali episodi. Chiedono maggiori risorse da destinare al Sistema Sanitario Nazionale per risolvere quelle croniche criticità che contribuiscono al verificarsi di tali episodi, purtroppo sempre più frequenti, che si verificano sia all’interno delle strutture ospedaliere sia sul territorio, in particolare in zone isolate e/o disagiate dove spesso il personale sanitario si trova ad operare da solo. Chiedono una maggiore valorizzazione degli operatori sanitari che ogni giorno pur con notevoli difficoltà scelgono di continuare a lavorare nel Servizio Sanitario Nazionale. La repressione, la procedibilità d’ufficio, pene certe, sistemi di videosorveglianza accurati e presenza di vigilanza costante costituiscono senz'altro deterrenti importanti ma, accanto a questi occorre tornare ad investire sulla sanità affinché il SSN torni ad essere efficiente, con tempistiche di accesso e presa in carico dei pazienti accettabili.

Blasioli: «Porre fine ad escalation di violenze tornando ad investire in sicurezza e sanità»

Il commento del vicepresidente del Consiglio Regionale Blasioli: "Il reparto di Oncologia trasformato in un campo di battaglia a seguito di un decesso di un paziente, anche l’Abruzzo non è immune da questa scia di prepotenze. Secondo il rapporto relativo all’anno 2023 dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni sanitarie e socio-sanitarie, sono ben 123 gli operatori vittime di aggressione, di cui 77 di sesso femminile e 46 di sesso maschile. Tra le figure professionali più colpite prevalgono medici e infermieri, mentre, per quanto concerne i luoghi interessati, 37 di tali aggressioni sono avvenute nel servizio psichiatrico, 18 nei pronto soccorso, 26 nelle aree di degenza, 15 negli ambulatori, 5 nei servizi per dipendenze, 3 sul territorio, 6 infine negli istituti penitenziari. Le istituzioni, la politica e in primis le aziende ospedaliere hanno il compito di mettere in sicurezza quanti sono quotidianamente impegnati a garantire il diritto alla salute, anche per il bene dei pazienti, dato che, danneggiando le strutture e pregiudicando il normale operato del personale, le aggressioni rischiano di compromettere la continuità del servizio. Per questo è giunto il momento che amministratori, Asl e forze dell’ordine si siedano attorno ad un tavolo a livello locale per individuare tutte le misure necessarie ad interrompere l’escalation di violenza e prevenire ulteriori episodi di questa natura. E occorre farlo subito, affinché l’accesso agli ospedali venga limitato solo a chi ne ha effettivamente bisogno e il personale sanitario non sia più chiamato, in aggiunta ai carichi di lavoro già estenuanti, ad assolvere a doveri di portierato. La repressione, la procedibilità d’ufficio, pene certe, sistemi di videosorveglianza accurati, e presenza e vigilanza costante costituiscono senz’altro dei deterrenti importanti, ma accanto a ciò occorre anche tornare ad investire sulla sanità, affinché il servizio torni ad essere efficiente, con tempistiche di accesso e presa in carico dei pazienti accettabili."

Di Pillo su personale sanitario: li abbiamo osannati durante la pandemia, glorificandoli per il loro coraggio

"Infermieri, medici e paramedici, li abbiamo osannati durante la pandemia, glorificandoli per il loro coraggio, per la loro forza, per l’abnegazione al proprio lavoro, dimenticandoci il giorno dopo che questi sostantivi i sanitari se li meritano sempre, e comunque. Bistrattati dalla loro azienda, fanno turni massacranti, prendendosi responsabilità enormi, con retribuzioni il più delle volte vergognose, e lavorando con mezzi vetusti, se non addirittura anacronistici."

Così Capogruppo della lista -Pettinari Sindaco- Consigliere Comunale Massimiliano Di Pillo: ”comunico la mia massima e incondizionata solidarietà, a tutto il personale sanitario dell’azienda ospedaliera di Pescara, augurandomi che i buoni propositi che arrivano dal governo nazionale, relativi a più presenza delle forze dell’ordine negli ospedali, abbiano applicazione immediatamente e non dopo che ci sarà scappato il morto. Il proliferare della violenza e della sopraffazione, ci induce ad un’ampia e pesante riflessione, contemperata con la necessità impellente di avere maggior presenza delle forze dell’ordine anche nelle strade della nostra città."

L’USB  chiede immediati finanziamenti per la sanità pubblica regionale che deve garantire servizi efficienti ai cittadini.

"L’episodio verificatosi al reparto oncologico del P.O. di Pescara non è un campanello di allarme ma la conferma che a tutto ciò va messo un argine. Naturalmente il governo, visto il ripetersi di casi simili in tutto il paese, pensa che la soluzione sia quella di intervenire in ottica semplicemente repressiva. A nostro avviso vi è la necessità di intervenire con una inversione di tendenza nella destinazione delle risorse alla sanità pubblica, che in percentuale è nettamente inferiore rispetto ad altri paesi UE, e con un’azione legislativa che interrompa il percorso che favorisce la sanità privata a danno di quella pubblica." L’USB "da sempre denuncia una deriva che non si arresta e chiede che la sanità pubblica, gratuita ed universale torni ad essere centrale nel paese. Solo chi ha la fortuna di non aver bisogno di recarsi in un P.O. pubblico, o semplicemente in un qualsiasi pronto soccorso, può affermare che le risorse destinate dal governo alla sanità siano sufficienti a garantire l’assistenza sanitaria così come prevista dalla costituzione."

In Abruzzo "la situazione è drammatica e gli annunci di disavanzo, che implicherebbe il commissariamento della sanità regionale, portano a continui tagli che non fanno altro che peggiorare la situazione. Riteniamo che la gestione delle ASL sia catastrofica sotto tutti i punti di vista e occorre una presa di coscienza da parte del Presidente Marsilio, dell’Assessore Verì e di tutta la giunta. Gli operatori sanitari non possono essere vittime tre volte: nel cercare di tamponare una mancanza di personale atavica, nel subire le frustrazioni degli utenti che a volta sfociano anche in ingiustificati atti di aggressione e nel subire economicamente decurtazioni in busta paga per inefficienze amministrative come denunciato da noi alla ASL 2 di Lanciano Vasto Chieti. L’USB esprime totale solidarietà a tutti gli operatori sanitari vittime di aggressioni e chiede immediati finanziamenti per la sanità pubblica regionale che deve garantire servizi efficienti ai cittadini."

Ultima modifica il Lunedì, 16 Settembre 2024 17:02