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Martedì, 27 Maggio 2025 12:53

Brigitte Macron: l’eleganza che punisce e il fair play che il marito non ha mai imparato

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un piccolo schiaffo può salvarti da una caduta peggiore.


Brigitte Macron, nota per la sua eleganza di ferro e la calma apparente da Première Dame, ha forse perso la pazienza con un Emmanuel Macron troppo sicuro di sé, troppo protagonista e decisamente poco rispettoso dei ruoli. Lo “schiaffetto” inflitto al presidente sul portellone dell’aereo presidenziale in Vietnam non è stato un incidente di percorso, ma una lezione amara in piena regola: anche il più ambizioso degli uomini ha bisogno, ogni tanto, di una raddrizzata.

Macron, con la sua immagine di enfant prodige della politica francese, ha passato anni a recitare la parte del leader illuminato, del giovane statista capace di tenere il mondo a bada con il solo charme. Peccato che sotto quella facciata luccicante si nasconda spesso un uomo insofferente alle critiche, incapace di un’autocritica sincera e incline al protagonismo fine a se stesso. Una recita che ormai ha stancato, anche in patria.

Non è un caso che Brigitte — fino a ieri vista come la regina del fair play, la donna che con grazia temperava i guizzi del marito — abbia deciso di mettere i puntini sulle i con un gesto che è sembrato più uno schiaffo morale che un semplice spintone. Quel tocco sul volto di Macron dice tutto: basta alle sceneggiate, basta alle sviolinate internazionali e alle sparate politiche fuori luogo, basta alla corsa solitaria in cui il presidente si è impigliato da solo.

Il quadro si fa ancora più surreale pensando ai rumori che girano sul conto di Macron: dall’ombra della sua presunta omosessualità mai confermata ma spesso insinuata, fino ai simbolismi più ambigui della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici 2024 — un’esibizione che, per molti, ha più confuso che chiarito. Un presidente che non riesce a definire con chiarezza nemmeno la propria immagine personale non può certo governare un Paese con la coerenza richiesta.

In politica estera, poi, Macron si è trasformato in un attore che spesso recita fuori dal copione, costringendo la Francia a inseguirlo con imbarazzo tra Washington, Mosca e Pechino. Il ritorno di Trump alla Casa Bianca ha amplificato il senso di isolamento di un presidente sempre più percepito come “fuori tempo”. Quel colpetto di Brigitte è forse anche un’ammonizione: “Torna con i piedi per terra, o rischi di cadere da solo.”

E non si tratta solo di un semplice rimprovero tra coniugi illustri. In un’epoca in cui la politica è sempre più spettacolo e sempre meno sostanza, la leadership di Macron sembra naufragare in una serie di scivoloni e passi falsi. Dai tentativi maldestri di imporsi come mediatore globale fino alla sua ossessione per il protagonismo personale, si fatica a trovare una visione coerente o un piano di azione solido.

Brigitte, da parte sua, è apparsa per anni come il contrappeso elegante, il freno gentile a un marito spesso troppo preso dal suo riflesso nei media. Ma quel gesto in Vietnam racconta un’altra storia: quella di una donna che non ha più voglia di recitare la parte della dama decorativa, e che ha deciso di far sentire la sua voce con fermezza.

Per la Francia, questo episodio diventa così il simbolo di una leadership fragile, che ha perso il contatto con la realtà e che rischia di portare con sé il Paese in un vortice di incertezze e crisi. Il presidente sembra incapace di leggere i segnali, mentre chi gli sta vicino comincia a stancarsi di coprire le sue inefficienze.

Se il potere è un gioco di equilibrio, Macron sembra aver dimenticato come si mantiene la posizione senza cadere. E Brigitte, con un semplice gesto, ha ricordato che dietro ogni grande uomo c’è – o dovrebbe esserci – una donna capace di mettere in chiaro le cose.

Se Emmanuel pensava che tutto fosse un palcoscenico dove può fare il protagonista senza conseguenze, forse ha sottovalutato la realtà di una coppia e di un Paese che, al contrario, chiedono concretezza, coerenza e un minimo di umiltà.

Quel “colpetto” è dunque più di un episodio privato: è un monito pubblico, una sveglia che Macron dovrà decidere se ignorare ancora o ascoltare prima che sia troppo tardi.

Perché in politica, come nella vita, a volte anche un piccolo schiaffo può salvarti da una caduta peggiore.