"Sta per chiudersi un'altra estate senza terme. Dal 2020 Caramanico è priva del suo motore economico principale, con tutto l'indotto che ne derivava per il paese e per l'intero comprensorio. Ma ora non possiamo più permetterci di aspettare. È il momento di unirci, di fare squadra come comunità e partecipare, quindi, attivamente alla riapertura del complesso termale. Si può pensare a una qualsiasi formula giuridica, ma l'importante è far ripartire le terme e farle tornare ad essere un volano di sviluppo, com'è stato per tanto tempo". A sottolinearlo è Gregorio Sperduti, coordinatore cittadino della Lega Caramanico. Sperduti ricorda che "dal 1576 le acque sulfuree della Maiella sono state il cuore pulsante dell'economia caramanichese, sostenendo turismo, commercio e ricettività".
"La chiusura del complesso – spiega – ha spezzato questa catena, lasciando il paese in una grave crisi non solo economica, ma anche identitaria. Una situazione causata da anni di scelte fallimentari. Ora, però, è tempo di guardare avanti. Caramanico ha bisogno di risposte e visione. La nostra proposta è chiara: dopo sette aste andate deserte, è necessario creare una forma di gestione partecipata e condivisa nel rispetto delle normative, coinvolgendo cittadini, imprese, enti pubblici e privati. L'obiettivo è ambizioso, ma necessario. Restituire a Caramanico il ruolo di eccellenza nel panorama del turismo termale abruzzese e far ripartire l'economia locale. L'unica strada è, ripeto, l'unità. Le terme devono tornare ad essere il nostro futuro! Pertanto – conclude Sperduti - invito l'amministrazione comunale a convocare un tavolo di confronto con gli imprenditori e tutti coloro che possono essere interessati a questa iniziativa".