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Mercoledì, 12 Novembre 2025 12:04

“Il Filosofo e il Monsignore”: venerdì a Pescara la presentazione dell’ultimo libro di Luigi Ponziani

Il conflitto tra poteri laici ed ecclesiali di fine ‘700 protagonista del dialogo tra l’autore e il giornalista Fabrizio Masciangioli

 

PESCARA - Rivisitare un passaggio cruciale della storia abruzzese: la stagione rivoluzionaria di fine Settecento, ovvero i mesi drammatici e contraddittori - tra l’inverno 1798 e l’estate 1799 - quando al seguito delle armate francesi nascono nel Regno di Napoli le nuove istituzioni repubblicane, ispirate ai valori della Rivoluzione Francese; e contemporaneamente l’esercito borbonico viene sbaragliato e il re fugge lanciando un appello al popolo abruzzese per spingerlo alla mobilitazione contro gli invasori.

E’ il quadro cui dedica la sua ultima fatica “Il Filosofo e il Monsignore” lo storico teramano Luigi Ponziani: il volume sarà presentato a Pescara dopodomani, venerdì 14 novembre, alle ore 17,30 nella Sala Berlinguer della Fondazione Abruzzo Riforme, che ha organizzato l’appuntamento con la Fondazione Luciano Russi. Nello spazio di via Lungaterno Sud, l’autore dialogherà con il giornalista Fabrizio Masciangioli, che della Fondazione che porta il nome dell’ex Rettore dell’ateneo teramano è vice-presidente, rinnovando così un rapporto che già in passato ha visto forme di collaborazione tra i due organismi.

Il lavoro di Ponziani (edito da “Ricerche & Redazioni”) attinge a un carteggio inedito riguardante le vicende accadute nel Teramano: in particolare l’attenzione si concentra sul conflitto che contrappone il riformatore illuminista Melchiorre Delfico al vescovo teramano Luigi Maria Pirelli, punto di riferimento del partito realista e ultra-conservatore. Seppur lontane nel tempo, le vicende del biennio rivoluzionario mantengono una loro indubbia attualità perché segnano la fine del vecchio mondo feudale e il travagliato inizio di una nuova stagione storico-politica: dall’inedito carteggio emerge la ridefinizione del rapporto tra il potere dell’autorità clericale e quello delle municipalità repubblicane che rivendicano la loro autonomia rispetto ai privilegi della Chiesa.