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Martedì, 13 Gennaio 2026 16:30

Pescara/Amministrative. Ritorno al voto per 23 sezioni. Decisione del consiglio di Stato.

Dalle 27 sezioni individuate dal TAR si passa a 23 su 170

 Pescara, 13 gennaio 2026 -Si tornerà al voto in 23 sezioni delle 170. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, confermando parzialmente la sentenza del Tar che a giugno scorso aveva disposto nuove elezioni per il rinnovo dela consiglio comunale e il Sindaco in 27 sezioni a causa di irregolarità nelle operazioni della tornata elettorale della primavera 2024. Il sindaco di centrodestra Carlo Masci aveva vinto. Per poche centinaia di voti non si è stato necessario il ballottaggio.

Sindaco di Pescara, Carlo Masci, su sentenza del Consiglio di Stato: rigettato appello di Costantini che chiedeva di tornare alle urne in tutte le sezioni della città

 “Prendo atto della sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il nostro appello solo in parte, stabilendo che si torni al voto in 23 sezioni (di cui una ospedaliera) su 170. Leggendo la sentenza, registriamo che l’appello di Carlo Costantini è stato totalmente rigettato e la sua tesi - sul fatto che si dovesse tornare alle urne in tutte le sezioni della città - è stata categoricamente smentita. La sentenza, inoltre, ha escluso in maniera chiara che si sia verificato il fenomeno della cosiddetta “scheda ballerina”, confermando che le elezioni si sono svolte regolarmente.

Il Consiglio di Stato ha considerato errori formali quelli commessi dai presidenti nelle 23 sezioni dove va ripetuto il voto e di questo non posso che essere amareggiato perché questi errori, assolutamente indipendenti dalla mia persona e dalla coalizione che mi sostiene, ci hanno causato un danno, portando all’annullamento parziale delle elezioni con le quali i cittadini mi hanno rieletto al primo turno, staccando il secondo candidato di oltre 10mila voti. Già dal 25 giugno scorso avevo detto che sarebbe stato opportuno tornare alle urne immediatamente e oggi, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, spero che il nuovo voto nelle 23 sezioni avvenga nel più breve tempo possibile, per garantire stabilità al governo della città, per non fermare tutti i progetti in corso e da avviare e per consentire a Pescara di crescere ulteriormente.

Nel frattempo resto in carica per tutte le attività già in essere, continuando ad agire serenamente per il bene della città, come ho sempre fatto, mantenendo ferma la mia visione di Pescara condivisa col centrodestra. I numeri che ci dividono dal candidato del centrosinistra sono chiari e insindacabili e sono certo che i pescaresi non avranno dubbi e saranno ancora una volta al nostro fianco”.

 

Costantini: Ci attendono circa 60 giorni di campagna elettorale e li affronteremo con determinazione. 

“La sentenza pubblicata questa mattina dal Consiglio di Stato chiude definitivamente ogni ambiguità: il giudizio del Tar di Pescara sull’annullamento delle ultime elezioni amministrative era fondato, corretto e giuridicamente ineccepibile. Non solo. Il Consiglio di Stato ha espressamente riconosciuto che il percorso argomentativo seguito dai giudici amministrativi pescaresi era pienamente condivisibile, riducendo sì il numero delle sezioni interessate dal ritorno al voto, ma confermando nel merito la gravità dei fatti.

Dalle 27 sezioni individuate dal TAR si passa a 23, ma il dato politico e istituzionale resta immutato e anzi si rafforza: in 23 sezioni elettorali, che coinvolgono circa 14.000 cittadini, il processo elettorale è stato così compromesso da rendere necessario l’annullamento del voto. Questo non è un dettaglio tecnico, ma è un fatto gravissimo. Nei giorni immediatamente successivi alla sentenza del TAR, il sindaco Carlo Masci aveva reagito attaccando l’operato dei giudici amministrativi con argomentazioni deboli e francamente risibili. Oggi quelle dichiarazioni si rivelano per ciò che erano: un tentativo maldestro di delegittimare chi aveva semplicemente applicato la legge.

Il Consiglio di Stato ha messo il bollino di garanzia sulla sentenza del TAR, smentendo politicamente e giuridicamente il sindaco. Se in 23 sezioni si è dovuti tornare al voto, significa che si sono verificate irregolarità gravissime. Una cosa è certa e non aggirabile: la responsabilità complessiva del corretto svolgimento del procedimento elettorale ricadeva sul sindaco Carlo Masci, che ha clamorosamente fallito. Solo per questo, in un sistema democratico sano, dovrebbe trarne le conseguenze e dimettersi. Ora si apre una fase nuova. Non solo sul piano elettorale, ma sul piano politico e civico.

Pescara ha bisogno di ricostruire un rapporto di fiducia, ascolto e dialogo tra amministrazione pubblica e città reale: commercianti, marineria, imprese, professionisti, categorie sociali. Un dialogo che in questi anni non è mai esistito, esclusivamente a causa dell’arroganza, della presunzione e dell’incapacità di mettersi in discussione del sindaco Masci. Ci attendono circa 60 giorni di campagna elettorale e li affronteremo con determinazione. I numeri dimostrano che il risultato è tutt’altro che scontato: Masci ha evitato il ballottaggio per soli 472 voti.

A Pescara il centrosinistra parte da una base del 35%, mentre in Abruzzo, a Chieti e a Teramo, ha vinto al secondo turno partendo dal 21%. Il margine da recuperare è contenuto, soprattutto considerando il numero di elettori che torneranno alle urne e dunque gli scenari sono apertissimi. Tra l’altro queste elezioni non riguardano solo il governo della città ma riguardano anche il futuro dell’intera regione. Dietro questo voto c’è la partita decisiva della Nuova Pescara. Con Carlo Masci sindaco, la Nuova Pescara non si realizzerà mai. I fatti parlano chiaro: ha già chiesto e ottenuto un primo rinvio dal 2024 al 2027 e oggi ne ha richiesto un secondo, dal 2027 al 2029, dimostrando incapacità e totale inadeguatezza rispetto ai tempi e agli impegni assunti con i cittadini.

Noi la fusione l’abbiamo ideata e l’abbiamo sempre sostenuta. Sappiamo come realizzarla e sappiamo anche che può essere gestita nei nove mesi che ci separeranno dalla ripetizione del voto all’entrata in funzione operativa della Nuova Pescara, fissata al 1° gennaio 2027. Queste nuove elezioni sono quindi anche un referendum tra chi vuole la Nuova Pescara e chi ha dimostrato, con i fatti, di non volerla. Come dicevo, si apre una pagina nuova. Possiamo scriverla insieme con i pescaresi, con serietà, partecipazione e rispetto delle regole. Pescara lo merita”.

Giovani Democratici: pronti a tornare al voto per ridare voce alla città

I Giovani Democratici commentano la sentenza del Consiglio di Stato, che conferma sostanzialmente il pronunciamento del TAR e dispone la ripetizione del voto in 23 sezioni del Comune di Pescara. “Prendiamo atto della decisione dei giudici – dichiarano i Giovani Democratici –. Continuiamo a ritenere che, per ragioni di opportunità democratica, sarebbe stato più giusto tornare al voto in tutta la città, ma oggi la priorità è guardare avanti e lavorare per ridare piena voce alle cittadine e ai cittadini coinvolti”.

“Siamo pronti a tornare al voto con serietà e determinazione – affermano Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici Abruzzo, ed Emanuele Castigliego, segretario cittadino GD di Pescara – per portare in Consiglio comunale una voce e un modo nuovo di fare politica, vicino ai problemi reali della città e per cambiare Amministrazione”. “Pescara oggi è una città che aumenta il costo dei parcheggi senza migliorare il trasporto, che mette in campo soluzioni spot e inefficaci sul trasporto notturno, che è ostile a chi fa impresa e pericolosa per studenti e lavoratori, che vede troppi giovani andare via e che spesso risponde alla crisi urbana con la criminalizzazione della vita notturna anziché con politiche di inclusione e vivibilità”, aggiungono Claudio Mastrangelo e Silvia Sbaraglia, candidati alle elezioni amministrative.

“Noi vogliamo un’altra Pescara – concludono –: una città viva, accessibile, sicura perché abitata e curata, che investa sulla mobilità, sul lavoro, sugli spazi di socialità e sul futuro delle nuove generazioni. Per questo siamo pronti a tornare al voto e a rimettere al centro l’interesse della città”

Rivotare è una bella notizia ma rappresenta una grande sconfitta

Domenico Pettinari Presidente Movimento Politico “Pettinari per l’Abruzzo” interviene:

Rivotare è una bella notizia ma rappresenta una grande sconfitta per il rispetto delle regole della democrazia perchè se due gradi di giudizio hanno stabilito che in 23 sezioni bisogna rivotare vuol dire che le irregolarità e anomalie riscontrate sono talmente gravi da aver pregiudicato l’esito del voto e quindi la democrazia stessa . E’ gravissimo ciò che è accaduto a Pescara e a questo punto pretendo che chi ha sbagliato paghi . E paghi anche severamente .

Io sarò candidato sindaco di una coalizione civica indipendente ed equidistante dal centro destra e dal centro sinistra . Assieme alla mia squadra stiamo già al lavoro per proporre il nostro programma fatto di azioni concrete a favore della disabilità, dei meno abbienti, del commercio e delle piccole e medie imprese. Un programma che mira a sostenere la nostra marineria e a salvaguardare il fiume, il mare e il verde urbano. Un programma che guarda con attenzione al mondo animale e che punta a manutenere strade e marciapiedi cittadini con opere durature. Vogliamo trasformare le aree degradate, piene di buche, sporche e maleodoranti, in zone dove il decoro urbano viene messo al primo posto. Ci impegneremo per rendere Pescara una città più sicura, più ordinata e quindi più bella sanzionando duramente chi pensa di “governare” territori con prepotenza e illegalità . Sarà un nostro obiettivo prioritario quello di dotare la macchina amministrativa di criteri aggiuntivi di estrema trasparenza dove gli affidamenti diretti, le consulenze, gli incarichi e le assunzioni dovranno rispondere anche ad un codice etico a cui i pubblici amministratori dovranno uniformarsi .

La nostra scelta proseguirà con coerenza nel solco che abbiamo tracciato distinguendoci e distinguendo la nostra visione dal modello unico centro destra-sinistra perchè riteniamo che siano facce della stessa medaglia che hanno già amministrato questa città fallendo . Non pretendiamo di essere migliori degli altri ma rivendichiamo con orgoglio una visione differente della politica e del modo di amministrare che ci contraddistingue come unica alternativa civica ed indipendente dal sistema di potere che ha già dimostrato cosa fare. Per tali motivi questo pomeriggio abbiamo messo in atto una protesta eclatante in consiglio comunale srotolando uno striscione con la scritta : “sindaco e giunta dimettetevi e liberate Pescara “ , perché riteniamo che i pescaresi meritano di tornare a votare in tutte le sezioni e non solo in 23 sezioni e questa cosa sarà possibile solo con le dimissioni del Sindaco .

Amministrative di Pescara: Marinelli e Ranalli, “Certificato il caos ai seggi. Masci non finga che non sia successo niente”

«La decisione del Consiglio di Stato certifica definitivamente un fatto gravissimo: il voto a Pescara è stato segnato da irregolarità pesanti e diffuse. Non si rimandano al voto 23 sezioni a cuor leggero», dichiarano Daniele Marinelli, segretario regionale del Partito Democratico, e Carmen Ranalli, segretaria provinciale del PD di Pescara, commentando la sentenza che conferma la solidità della decisione del TAR del 25 giugno scorso. «Fin dal primo momento – proseguono – la sentenza del TAR è apparsa molto solida nella descrizione del caos che si è verificato nelle sezioni elettorali cittadine nel 2024. Oggi il Consiglio di Stato ne certifica la fondatezza e la correttezza delle motivazioni. I Comuni devono essere amministrati da chi è stato legittimato da elezioni trasparenti, inequivocabili e senza ombre: questo vale ancora di più per una città capoluogo come Pescara. Prendiamo atto della sentenza, nel rispetto delle istituzioni, anche se avremmo auspicato che fosse restituito pienamente ai pescaresi il diritto di votare, rimettendo al giudizio dell’intera città l’attuale amministrazione. Il Consiglio di Stato ribadisce che il voto di Pescara è stato largamente e pesantemente inquinato da gravissime irregolarità. Il sindaco Masci – continuano Marinelli e Ranalli – non può continuare a fingere che non sia successo niente. La gestione del processo elettorale da parte del Comune non è stata affatto solida e il vertice politico dell’Amministrazione, invece di assumersi responsabilità, ha scelto fin dal primo giorno la strada della negazione. Quel caos ai seggi – aggiungono – è lo stesso caos che da sette anni caratterizza l’operato della Giunta Masci: cantieri pubblici scoordinati o abbandonati, aumento delle tariffe dei parcheggi salvo poi sospenderle solo parzialmente e temporaneamente dopo le proteste. Una città insicura: le aree attorno alla stazione sono lasciate all’autogestione, mentre chi parla di “esercito nelle strade” non riesce nemmeno a garantire un organico adeguato delle forze di polizia per una città capoluogo. Si spera a breve i cittadini torneranno al voto in 23 sezioni: noi ci faremo trovare pronti, con serietà, determinazione e una proposta di governo alternativa credibile».

Ultima modifica il Mercoledì, 14 Gennaio 2026 18:19

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