Il progetto delle “case a un euro”, "annunciato con enfasi dall’amministrazione di centrodestra come soluzione per il rilancio del territorio e il recupero del centro storico, si sta rivelando, nei fatti, un’operazione più mediatica che concreta". A dirlo è Gruppo di Opposizione Penne Ribelle composto da Gabriele Frisa e Sonia Marini.
"A oggi, infatti, il numero delle abitazioni effettivamente assegnate o recuperate risulta estremamente limitato rispetto alle aspettative create. I bandi pubblicati sono stati pochi, sporadici e privi di una programmazione chiara, senza una reale strategia di valorizzazione urbana e sociale". Si legge in una nota.
"A preoccupare ulteriormente è la scarsa trasparenza con cui il progetto viene gestito. Mancano dati aggiornati e facilmente accessibili sul numero degli immobili disponibili, sulle manifestazioni di interesse ricevute, sulle assegnazioni concluse e sullo stato reale degli interventi. I cittadini hanno il diritto di conoscere come vengono amministrati beni pubblici e quali risultati concreti siano stati raggiunti". Proseguono i cosigieri comunali.
L'opposizione chiede all’amministrazione di fare chiarezza e di riferire pubblicamente:
1. I numeri del patrimonio:
Quanti immobili sono stati formalmente acquisiti al patrimonio o inseriti nel progetto "Case a un euro" dall'inizio dell'iniziativa a oggi.
2. L'attività istruttoria: Quanti bandi di assegnazione sono stati effettivamente pubblicati e quali sono state le tempistiche di gestione delle domande.
3. I risultati concreti: Quanti atti di compravendita sono stati effettivamente stipulati e quanti di questi hanno già visto l'apertura (o la conclusione) dei cantieri di ristrutturazione.
4. Il monitoraggio:
Quali e quante procedure di controllo sono state attivate per verificare il rispetto degli obblighi di ristrutturazione entro i termini stabiliti dai regolamenti comunali. Quante ristrutturazioni sono state ad oggi ultimate.
5. L'impatto sul territorio:
Una valutazione analitica dei benefici economici e sociali prodotti e quindi quante nuove residenze, quante entrate tributarie quale indotto per le imprese locali.
Le iniziative per contrastare lo spopolamento e rilanciare i borghi meritano serietà, continuità e trasparenza, non slogan utili solo alla propaganda politica.
"Il nostro territorio ha bisogno di politiche abitative e di rigenerazione urbana credibili, partecipate e capaci di produrre risultati reali per la comunità. Continueremo a vigilare affinché i cittadini ricevano risposte chiare e verificabili." Concludono.