Nuova Pescara, il Consiglio regionale ha approvato la risoluzione presentata dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Luca De Renzis, Leonardo D’Addazio e Massimo Verrecchia che impegna a risottoporre ai cittadini la questione della fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore attraverso un nuovo referendum consultivo.
Sindaco Carlo Masci sulle decisioni della Regione sul nuovo Comune di Pescara
"Io credo che la scelta del Consiglio regionale sia stata una scelta ponderata, molto riflettuta, che ci dà la possibilità di lavorare bene altri due anni per raggiungere meglio un obiettivo che i cittadini hanno chiesto nel 2014. Quelli che pensano che tutto sia facile e tutto si faccia rapidamente dovrebbero riflettere su quello che si sta facendo: stiamo unendo tre città che hanno avuto una storia diversa e questa fusione è la prima del genere in Italia. Facciamo da apripista per cui dobbiamo fare tutto bene, non in maniera approssimativa. E se c'è stata una valutazione tecnica che ha ritenuto che ci volesse più tempo per lavorare e per fare tutto bene, il Consiglio regionale ha recepito questo passaggio. Sappiamo che dobbiamo rimboccarci le maniche per completare le tante opere in corso e per avviarne altre, per far crescere questa città e fare in modo che quando arriverà l'appuntamento della nuova città tutto questo territorio vasto al centro dell'Italia, in una posizione strategica, potrà giocarsi le sue carte confrontandosi con realtà come la nostra o forse diventate più piccole di noi, perché noi saremo cresciuti. Ognuno ha le proprie idee su questo tema, le proprie rivendicazioni, e sono tutte accettabili e valide ma in democrazia è la maggioranza a decidere, alla fine, assumendosi la responsabilità del fare con realismo e pragmatismo. Comprendo anche le perplessità dei miei colleghi di Montesilvano e Spoltore: ci abbiamo ragionato molto e ascoltando gli altri anch'io ho rivisto le mie posizioni, ma resto convinto che insieme potremo trovare una formula per fare in modo che questo territorio sia più grande e più performante e che i cittadini possano avere una qualità della vita migliore, perché l'obiettivo è questo. Quanto ad un possibile nuovo referendum, così come era consultivo nel 2014 lo sarà anche qualsiasi altra eventuale consultazione futura. È sempre la Regione ad avere in mano il pallino e sono contento che finalmente la Regione entri direttamente nel processo di fusione perché forse è mancato fino a oggi questo elemento determinante. La fusione non è più lasciata ai singoli Comuni, che non avevano e non hanno la forza di muoversi su un processo di aggregazione che va ben oltre le singole realtà".
Il presidente della Commissione Statuto Luigi Albore Mascia sulla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore commenta:
"Io da sempre sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno, per riempirlo di contenuti. E anche oggi, all'indomani della votazione in Consiglio regionale di un emendamento sulla Nuova Pescara, ribadisco la mia visione: siamo di fronte a un bicchiere mezzo pieno che vogliamo colmare, per raggiungere l'obiettivo della fusione". Questa la dichiarazione di Luigi Albore Mascia al termine della riunione di stamani, a Palazzo di città, della commissione Statuto, che presiede. "Oggi la Commissione ha preso atto delle nuove scadenze, fissate nell'emendamento di ieri, e soprattutto degli adempimenti fissati. E ha preso atto che per la realizzazione di uno statuto, che sarà la spina dorsale, l'architettura del nuovo Comune di Pescara, queste competenze sono rimaste comunque una prerogativa degli organi di indirizzo politico e quindi delle Commissioni che io presiedo, sia a livello comunale, con la Commissione Statuto di Pescara, sia a livello intercomunale, e cioè la Commissione Statuto che fa capo ai Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore", ha detto Albore Mascia. Albore Mascia ha riflettuto anche sulla eventualità di un nuovo referendum, dopo quello del 2014 che ha dato il via libera alla fusione. "Il percorso per arrivare al nuovo Comune di Pescara è ampiamente avviato, aveva bisogno di essere in qualche modo revisionato. L'emendamento che è stato approvato ieri dà questa opportuna revisione, quindi la mia preoccupazione è quella di lavorare per realizzare il nuovo Comune di Pescara e dare seguito a ciò che è stato determinato nel referendum del 2014. Se da una parte si deve prendere atto che le Amministrazioni che si sono avvicendate sono in ritardo, anche per giustificazioni fondate, dall'altra bisogna considerare che questa attività è unica in Italia, originale e molto impegnativa, per cui noi continuiamo a lavorare per il nuovo Comune di Pescara. Non ho la sfera di cristallo per immaginare se ci sarà un referendum, ma quello che ho in mano oggi è un emendamento che stabilisce degli step temporali, delle attività e degli oneri a carico dei Comuni". E' chiaro il da farsi, da qui al 31 gennaio 2029, e il primo passaggio è la costituzione, attraverso una convenzione, di un'intesa calibrata tra i tre Comuni. "Io sono convinto che questo tempo sia sufficiente, ma soprattutto che ci sia l'impegno degli uomini e delle donne che sono stati chiamati a queste responsabilità", ha proseguito Albore Mascia. Non manca una riflessione sulla proposta della Città metropolitana che porta la firma dell'onorevole Sottanelli, ampiamente dibattuta nella commissione presieduta da Albore Mascia. "La città metropolitana proposta dall'onorevole Sottanelli è una bellissima suggestione rispetto alla quale abbiamo appurato che c'è un iter parlamentare piuttosto complesso. Con l'approvazione della nuova legge elettorale si è entrati già in una fase pre-elettorale e quindi è molto difficile che possa essere valutata la proposta dell'onorevole Sottanelli, ma potrà essere riproposta nella futura legislatura. E la realizzazione del nuovo Comune di Pescara può addirittura dare maggiore forza all'idea di Sottanelli", per Albore Mascia.
Nuova Pescara, Alessandrini (M5S): «la destra calpesta il voto dei cittadini. Marsilio e Sospiri senza credibilità: prima rinviano al 2029, poi vogliono rifare il referendum. Una vergogna istituzionale»
«Quello che è accaduto ieri in Consiglio regionale rappresenta una delle pagine più vergognose della politica abruzzese. Una maggioranza di destra ormai allo sbando, dilaniata da guerre interne, ripicche e regolamenti di conti, ha trasformato le istituzioni in uno strumento al servizio dei propri interessi politici, arrivando a calpestare la volontà popolare pur di nascondere il proprio fallimento. Prima ha imposto il rinvio al 2029 della Nuova Pescara, ricorrendo alla ghigliottina per spazzare via circa mille emendamenti del Movimento 5 Stelle e impedire il confronto democratico. Poi, senza il minimo pudore, ha approvato una risoluzione per riportare alle urne i cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore e chiedere loro di votare nuovamente sulla fusione. Non gli è bastato disattendere il risultato di un referendum. Adesso pretendono addirittura di rimetterlo in discussione. È un atto di arroganza politica senza precedenti, uno schiaffo alla democrazia e un insulto all'intelligenza dei cittadini». È durissima la condanna della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini all'indomani della seduta del Consiglio regionale che ha approvato il nuovo rinvio della fusione e la risoluzione presentata dai consiglieri De Renzis, D'Addazio e Verrecchia, capogruppo di Fratelli d'Italia.
Aspettando Godot: Nuova Pescara, il centrodestra rinvia al 2029 e ripropone il referendum.
Sinistra Italiana-AVS: “E’ teatro dell’assurdo, a pagare sono i cittadini” - Intervengono Daniele Licheri, Segretario regionale Sinistra Italiana Abruzzo Giulia Mistichelli, Segretaria Circolo di Pescara Sinistra Italiana Enrico Di Ciano, Consigliere comunale AVS – Radici in Comune Emanuele Mancinelli, Segretario Circolo di Montesilvano-Spoltore Sinistra Italiana.
Ha dell’assurdo lo spettacolo a cui abbiamo assistito ieri in Consiglio regionale: ci conferma quanto il centrodestra non solo non abbia un progetto di governo, ma continui ad anteporre la logica della spartizione alle istanze del territorio. L’intreccio tra la questione dei rifiuti, che ha tenuto in ostaggio i lavori per settimane, e quella della Nuova Pescara, a causa dei soliti scontri interni, è stato un teatro dell’assurdo e anche totalmente irresponsabile. La Nuova Pescara vive così l’ennesimo rinvio, dal 1° gennaio 2027 al 2029, con il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, che continua a farneticare di ritardi del centrosinistra quando lui e Marsilio sono al governo della Regione ormai ininterrottamente dal 2019, da quasi otto anni. Nel frattempo, tra le tensioni interne al centrodestra, il Presidente Marsilio in perenne scontro con Sospiri fa presentare da tre consiglieri del suo partito Fratelli d’Italia una risoluzione che impegna la Giunta regionale a rifare, a distanza di dodici anni, un referendum per chiedere di nuovo ai cittadini se vogliono la nuova città. Lo stesso centrodestra che aveva contestato il referendum chiesto da Montesilvano e Spoltore ora ne indice uno per conto proprio, a dodici anni da un giudizio già espresso, con il 64% di sì, e con una legge regionale pronta da anni. Il via libera al rinvio sarebbe arrivato solo dopo che la maggioranza ha ricomposto le proprie divisioni sulla gestione del servizio rifiuti: due partite che non hanno nulla a che vedere l’una con l’altra, tenute insieme da equilibri di potere interni alla coalizione e non dall’interesse dei territori. È un caos istituzionale tutto a spese dei cittadini, che pagano caro un ritardo inaccettabile: in termini di spesa pubblica, viste le risorse già spese e quelle che si rischia di perdere con questo rinvio, e in termini di democrazia, visti i tempi inaccettabili di questo percorso di fusione. Mettere in discussione un iter già avviato, e già lungo di suo, è assurdo. L’unica certezza, a oggi, è che la Nuova Pescara resta un perenne “aspettando Godot” e che i cittadini dei tre Comuni vengono presi in giro continuamente da quelle istituzioni che dovrebbero tutelarli. Per questo chiediamo alla Regione di rispettare la legge e la volontà espressa dai cittadini, di dire con chiarezza quali sono i tempi certi della fusione e di non scaricare sui territori le liti interne alla maggioranza.
Lettera aperta ai consiglieri regionali e ai Sindaci di Pescara, Montesilvano e Spoltore
Il sindacato FP Cgil Pescara sottolinea i profili di illegittimità costituzionale della proposta e il mancato rispetto dello Statuto regionale (artt. 74-78), ricordando che la legge istitutiva (L.R. 13/2023) è già vigente e che il Tar Abruzzo ha già annullato un precedente referendum consultivo proposto da Spoltore e Montesilvano.
In merito al nuovo referendum consultivo sulla Nuova Pescara ( emendamento approvato ieri, otto ottobre dalla Regione Abruzzo ), la FP Cgil Pescara sottopone una riflessione a tutti i consiglieri regionali e ai Sindaci di Pescara, Montesilvano, Spoltore, sottolineando quanto la proposta abbia dei profili di illegittimità costituzionale e il non rispetto delle norme contenute nello Statuto della Regione Abruzzo ( Titolo VII – I Referendum, art. dal 74 al 78 ). L’art. 78 dello Statuto Regionale, così esplicitamente recita “L’Istituzione di nuovi Comuni, i mutamenti delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali, sono sottoposti a referendum consultivi delle popolazioni interessate, prima di essere approvati con legge”.
Pertanto, poichè la legge regionale è stata già approvata ed è vigente ( legge regionale 17 marzo 2023. nr. 13 ) un nuovo referendum consultivo sarebbe, de iure e de facto, improponibile/improcedibile. Se ne deduce che solo un referendum abrogativo della legge istitutiva (legge regionale 17 marzo 2023 – nr. 13) sarebbe percorribile in punta di diritto. E’ bene sottolineare che il Tar Abruzzo ha già annullato il referendum consultivo proposto dai Comuni di Spoltore e Montesilvano per il processo di fusione per la creazione della Nuova Pescara, sentenziando la sovrapposizione con il precedente referendum regionale 2014.
Il Segretario Generale FP CGIL Pescara Massimo Di Giovanni
Intanto ieri in Consiglio regionale Lorenzo Sospiri così si è espresso:
Ora c’è un documento puntuale scritto dalle strutture comunali, e approvato dall’Assemblea dei 3 comuni, approda in consiglio e ci dice che è complicato fare la fusione entro 85 giorni per varie ragioni. Noi allora – ha aggiunto il Presidente Sospiri - prendiamo una legge che ha funzionato parzialmente e la ristrutturiamo per ribaltare il senso della prima: è la Regione che governa l’ufficio di fusione; si dà mandato a ricostruire i 3 ambiti; creiamo le condizioni per armonizzare i bilanci con le partite sospese e i contratti che andranno a conclusione per fare la fusione. Poi ci poniamo il tema di quanto tempo ci voglia, e su stimolo del consigliere Blasioli, proviamo a trovare una mediazione, un punto di caduta sulle varie ipotesi, perchè il caos non aiuterà la fusione, dobbiamo essere ancorati a una idea sostenibile. Se dall’opposizione mi vengono suggerimenti io li approvo, chiedo di raccogliere le intuizioni e di migliorare una norma. Ognuno di noi ha un pezzettino di responsabilità per il ritardo, oggi noi abbiamo una riforma complessiva delle modalità per fare la fusione e assegniamo un tempo lungo e uno più breve e oggi i Comuni non hanno più scuse. Marsilio sarà il presidente della giunta regionale che vedrà i tre comuni andare al voto in maniera unitaria”.