E' una tecnica di camouflage della calvizie, un tatuaggio che cerca di rendere naturale la rasatura.
Tony Benfatto porta questa specializzazione in Oriente con Master e seminari. Lo sguardo rivolto dal settore medico all’abilità del dermopigmentista abruzzese deriva dalla complementarietà delle due attività, la chirurgica e la tricopigmentologica. Da un lato c’è il chirurgo che risolve in parte un inestetismo, ad esempio con un autotrapianto, dall’altro c’è la tricopigmentazione che provvede a coprire gli inestetismi causati da esiti cicatriziali.
“La dermopigmentazione era già sviluppata in Oriente ma con tecniche applicative differenti, ovvero più definite e meno naturali.” Il dermopigmentista Toni Belfatto, già relatore di prestigiosi congressi internazionali, a Seul il mese scorso ha presentato e svelato i segreti della tricopigmentazione, specializzazione da lui stesso ideata e brevettata. “La tecnica, invece, sconosciuta era proprio la tricopigmentazione. Ai corsi in Corea hanno partecipato chirurghi estetici e plastici, dottori e operatori di dermopigmentazione paramedicale”.