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Venerdì, 22 Dicembre 2017 11:17

Montesilvano, Abruzzo Civico. Ruggero prende il partito. D'Alonzo fuori dalle commissioni

Enea D'Alonzo consigliere comunale Enea D'Alonzo consigliere comunale

D'Alonzo: “è una forzatura della procedura prevista e la denuncerò”

Prosegue la 'faida intera' ad Abruzzo Civico, tra Lino Ruggero, ex vicesindaco, e Enea D'Alonzo, ex assessore, entrambi in giunta Di Mattia.

Ieri Ruggero avrebbe protocollato una lettera che, oltre a indicare se stesso come capogruppo, segnalerebbe il transito in Abruzzo civico, da Montesilvano popolare, di Danilo Palumbo e la ridistribuzione delle commissioni da cui risulterebbe escluso Enea D'Alonzo.

“Io sono stato eletto dal popolo nella lista Abruzzo Civico, sono io il capogruppo per ora, Ruggero è venuto successivamente e sta arbitrariamente prendendo decisioni che necessitano di una procedura ben precisa”, commenta D'Alonzo che riferisce: “il transito in Abruzzo civico deve essere votato dal gruppo consiliare che è composto da me e Ruggero, dopo la domanda di Danilo Palumbo che non c'è stata.” Il risultato si preannuncerebbe 50% e 50%, il voto di Ruggero contro quello di D'Alonzo: “in quel caso il partito Abruzzo Civico diventa organo terzo e decide definitivamente.”

Sul sito istituzionale ancora non ci sono modifiche del quadro consiliare.

D'Alonzo denuncia che questa procedura è stata saltata: “c'è stata una forzatura”. Così annuncia: “io mi rivolgo all'avvocato e manderò una lettera alla Presidenza del Consiglio e al Sindaco, per denunciarla, perchè – per esempio - è come se io protocollassi domani il mio ingresso in M5S indicando il capogruppo a mio piacimento. Non è possibile!”.

Intanto si restano ad osservare altri possibili transiti, come il potenziale di Barbara Di Giovanni che resta sola in Montesilvano Popolare ed ora potrebbe scegliere tra gruppo misto o altre formazioni.

Per Enea D'Alonzo questa sarebbe “un'operazione del senatore Federica Chiavaroli, studiata a tavolino in vista delle elezioni politiche”, e, aggiunge il consigliere comunale, potrebbe agevolare “il sindaco Maragno per riequilibrare i voti in consiglio comunale, dato che da tempo Montesilvano 2019 dà problemi”.

D'Alonzo conclude, con amarezza: “Sarò disoccupato ma almeno io non devo rendere conto a nessuno”.

Montesilvano rischia di scomparire dalla cartina geografica fondendosi con Pescara tra pochi 12 mesi, 1 gennaio 2019, perpetuando gli 'affreschi' di vita della politica locale che mostra di non essere matura per una città di 185mila abitanti.

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