Gli assessori del Partito Democratico hanno disertato la riunione di giunta di ieri, 8 marzo, ma fissata da quasi una settimana. Ed anche i consiglieri PD non sono intervenuti nella riunione di maggioranza di ieri pomeriggio pur essendo stata convocata il 2 marzo scorso e nella quale il sindaco avrebbe fornito le risposte alle ulteriori proposte sul bilancio avanzate sia dal PD che da ART. 1 nell'ultima riunione del 15 febbraio. “Credo che la misura sia colma. Amministrare impone senso di responsabilità e lealtà verso i cittadini”, dice il sindaco Francesco Mastromauro.
“Le assenze di ieri hanno un solo significato. Quello, cioè, di porsi supinamente rispetto alle direttive imposte dal segretario Gabriele Filipponi, per paralizzare l'attività amministrativa bruciando così il lavoro portato avanti in questi mesi per costruire il bilancio di previsione 2018 e a cui sono consegnate le speranze, le progettualità e il futuro della nostra città dando risposte ai bisogni della collettività. Dai 250.000 euro del Piano asfalti ai 500.000 euro per il collettore di via Parma; dai 2.600.000 euro per la realizzazione della nuova scuola “Pagliaccetti” ai 500.000 euro previsti per la manutenzione della città, compresi gli interventi per il rifacimento della pavimentazione di Corso Garibaldi. Senza contare tutte le opere di grande impatto già programmate e le cui procedure sono in corso. Come la nuova caserma dei carabinieri il cui iter da parte della Stazione Unica Appaltante della Provincia per l'individuazione dell'impresa esecutrice dei lavori, dopo le mie sollecitazioni, verrà completato entro il mese in corso insieme con quello per l'asilo “Le Coccinelle”. O come i lavori sulla scuola di Colleranesco, che prenderanno avvio con la sottoscrizione del verbale di consegna il 12 marzo prossimo per innalzarne il livello antisismico a 1. O, ancora, l'abbattimento delle passerelle aeree di via Di Vittorio. Ma sul tappeto c'è molto altro ancora: il futuro utilizzo dell'ex palazzo di Giustizia di via Cerulli, i cui risultati relativamente alle verifiche di vulnerabilità sismica verranno consegnate nei prossimi giorni, e la ex Casa cantoniera per la Protezione Civile, di cui si stanno completando le procedure che però avranno effetto solo con l'approvazione dell'atto da parte della Giunta. E poi la nuova sede INPS ma anche una nuova struttura per attività culturali che il Comune avrà a disposizione nei prossimi giorni grazie all'interlocuzione portata avanti con l'ASL di Teramo oltre alla ultimazione dei lavori sulla parte est di via Nazario Sauro."
"Per cui, prosegue Francesco Mastromauro, far mancare i numeri significa ipotecare ogni prospettiva. Lo dico e lo ripeto. A fronte di tutto questo è un gesto responsabile quello del PD? Oltretutto in un periodo in cui, dopo tanto lavoro, finalmente siamo pronti a raccogliere i frutti dell'impegno. Non dare 'gambe' forti a tutti i restanti punti del programma di fine consiliatura, sottoscritto da PD e ART. 1 nel luglio 2017, francamente mi sembra un capriccio. Mi riesce davvero difficile rintracciare in questo atteggiamento un motivo serio. Il bilancio, frutto di innumerevoli incontri e confronti all'insegna della collegialità, recependo oltretutto le istanze dei gruppi consiliari, richiede tempi certi e stretti per la sua approvazione: entro il 15 marzo da parte della Giunta per poi essere sottoposto al Consiglio che deve essere convocato entro il 31 marzo. Se non si rispettano questi tempi, il lavoro di mesi e mesi verrà vanificato con pesantissimi contraccolpi per la città. Per quanto mi riguarda – conclude il sindaco - continuerò a lavorare come fatto dal 2009 sempre per amore nei confronti della città e con senso di responsabilità. Vorrei solo sapere se lo stesso amore e senso di responsabilità lo ha anche il PD, dal quale mi attendo una presa di posizione chiara su ciò che intende fare. Altrimenti – conclude Francesco Mastromauro - valuterò nei prossimi giorni se esistono ancora le condizioni per condividere con il PD un documento fondamentale come il Bilancio. Al quale, lo ripeto, è affidato il futuro immediato e anche in prospettiva di Giulianova”.
Intanto Fabio Ruffini esce dal PD e rassegna le sue dimissioni formali da assessore.
Il Sindaco gli chiede di ripensarci. Fabio Ruffini ha protocollato oggi le sue dimissioni da assessore rassegnando pertanto le deleghe, assegnategli dal sindaco Francesco Mastromauro nel luglio 2017 secondo le indicazioni fornite dal PD in occasione del rimpasto, alla Pianificazione urbanistica, all'Edilizia Privata, alle Politiche per l’Ambiente ed al Demanio marittimo e fluviale. Nel rivolgersi al sindaco, Ruffini, che ha anche espresso la volontà di lasciare il Partito Democratico, ha voluto ringraziare il primo cittadino “per la fiducia conservata negli anni” sottolineando però “l'impossibilità di proseguire” nel mandato politico amministrativo “riservando ogni motivazione esclusivamente a chi, nel tempo, ha avuto la possibilità di conoscere la mia persona oltre che il mio impegno, così fuggendo da ogni eventuale e immaginabile inquinamento del mio pensiero”. Scrive ancora Fabio Ruffini: “In questi anni abbiamo lavorato per dare risposte ai tanti problemi cui è afflitta la nostra città, a volte riuscendoci altre meno ma sempre spingendosi sino al limite delle possibilità di ognuno e comunque anteponendo gli interessi della collettività ad ogni altra cosa. Abbiamo trascurato gli affetti familiari e gli impegni professionali senza mai aver rivendicato ad alcuno i diritti ormai prescritti, consapevoli dell'importanza e della responsabilità del ruolo svolto votato sempre all'ascolto e al rispetto dell'altrui pensiero, in ossequio ai dettami della trasparenza e degli alti valori morali ricevendone, a mera ma sorprendente gratifica, l'aver dato giusta soluzione ai legittimi bisogni reclamati dai cittadini. Lascio a lei e all'Amministrazione tutta – conclude Ruffini – il mio augurio di buon proseguimento nell'auspicio di non veder vanificato il lavoro sin qui svolto”. Il sindaco, pur prendendo atto della volontà espressa da Fabio Ruffini, tuttavia gli ha chiesto di ripensarci, ribadendo il grande valore e le non comuni capacità da lui dimostrate in tutti questi anni. “Un elemento preziosissimo, direi indispensabile, dotato di acume, perseveranza e con chiare progettualità. Non è certo un caso che Fabio sia stato parte attiva dell'Esecutivo sin dall'inizio della mia sindacatura, quindi dal 2009. Il tantissimo che è stato fatto e il molto ancora che siamo pronti a fare non può prescindere dalla presenza di Fabio Ruffini, al quale quindi chiedo di ritirare le sue dimissioni da assessore”.