L’Essenziale è un progetto che si è prefissato di riesumare i classici della canzone italiana in uscita dal 1957 al 1975 catapultandoli nel contesto metodico e rigoroso della musica esatta. Oggetto della ricerca sono state – per citarne alcune - le canzoni di Bruno Lauzi e Luigi Tenco, di Celentano e Domenico Modugno, di Gino Paoli, Nico Fidenco e quelle di tante altre diverse meteore svanite nel nulla che cinquant’anni fa scalavano le classifiche, imperterrite e invidiate da tutto il mondo. L'attitudine dell’insolito trio - lontano da nazionalismi o patriottismi di ogni sorta - è caratterizzata da una feroce tenerezza che esegue e manipola la spiccata malinconia insita nella grande canzone italiana di una volta, senza tralasciare un po’ di necessaria autoironia e un più che dovuto cinismo. Cosa sarebbe stato se il vecchio festival di Sanremo fosse sopravvissuto ad oggi all'interno delle grandi sperimentazioni accademiche, da un lato, e all'interno delle nuove tendenze del panorama pop e cantautorale italiano attuale dall'altro? Gli strumenti ad arco - emblema della ricerca del mondo classico e al tempo stesso delle sviolinate della vecchia e triste canzone italiana - sono senz'altro capaci di liberarsi consapevolmente dalle tradizioni e di giocare con sperimentazioni ardite fino a giungere al confine con l'extramusicale. Di qui l'Essenziale: raccogliere l'essenzialità della contagiosa melodia appartenente alla canzone italiana di un tempo e decontestualizzarla, in un ambiente straniante come quello avanguardistico, in un vero e proprio nostalgico concerto "da camera" per cuori infranti, affrontato grazie alla leggerezza del gioco.
Francesco Leineri - compositore, polistrumentista e performer - ha scritto l’intero concerto. Dopo la lunga formazione decennale si è diplomato in Composizione al Conservatorio Santa Cecilia di Roma sotto la guida del M° Matteo D’Amico. Negli anni ha arricchito la propria formazione grazie a masterclass di vario genere (Maggio Musicale Fiorentino, Nuova Consonanza, Accademia Filarmonica Romana, etc.) e approfondendo parallelamente lo studio della direzione d’orchestra. Oltre ai suoi consolidati lavori nell’ambito di musica per teatro, danza e performance, la sua produzione squisitamente musicale solista, da camera e sinfonica ha fatto sì che si consolidassero rapporti con diversi interpreti e realtà produttive con le quali continua a collaborare. Sue opere sono andate in scena in Italia, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Svizzera, California, Messico, India ed Ecuador.
Irida Gjergji Mero – violista – si avvicina allo studio della musica con il violino all'età di sei anni e prosegue il percorso di formazione fra Italia e Albania, diplomandosi in viola al Conservatorio L. D'Annunzio di Pescara. Ha collaborato in diverse orchestre sinfoniche, liriche e da camera con numerosi concerti in Italia e all'estero e ha all'attivo concerti in duo col pianoforte. Attraverso la frequentazione pluriennale con il teatro approfondisce una ricerca nell’ambito di musiche di scena, dedicandosi anche al teatro ragazzi. È autrice e musicista di Sarabanda Postcomunista, un concerto spettacolo di musiche dal folklore albanese in chiave contemporanea con tournée in teatri nazionali e jazz club affermati.
Flavia Massimo - violoncellista diplomata presso il Conservatorio de L’Aquila – è specializzata in repertorio classico e moderno e (date le sue recenti sperimentazioni in ambito elettronico ed elettroacustico) da oggi anche regista del suono. Nell’ambito classico, oltre a collaborazioni in varie orchestre ed ensemble ha ricoperto il ruolo di violoncellista solista in rassegne musicali e festival di vario genere. Nell’ambito contemporaneo lavora al progetto solista “Celloop” per violoncello solo, voce ed elettronica dal vivo ed è anche interprete di brani contemporanei e composizioni per violoncello, violoncello aumentato ed elettronica. In qualità di regista del suono è assistente musicale e sound designer per enti e realtà produttive di vario genere. Ha collaborato e collabora con diversi cantautori italiani dedicandosi anche al repertorio leggero in studio e dal vivo. Dal 2016 è direttrice artistica del festival “Paesaggi Sonori”.