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Martedì, 21 Aprile 2020 17:45

Covid19/Conte, 50 miliardi di euro nel prossimo decreto

Scritto da rednez
Conte Conte

Potenziare ulteriormente la risposta di politica economica: in aggiunta ai 25 mld di euro già stanziati con il 'Cura Italia', il governo stanzierà una somma "non inferiore a 50 miliardi di euro che si aggiungeranno ai 25 mld già stanziati per un intervento complessivo non inferiore ai 75 miliardi di euro''. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte nell'informativa nell'Aula del Senato.

Un'informativa che "mi consente di offrire al Parlamento un quadro compiuto delle più recenti iniziative che il governo ha adottato sul piano interno e un aggiornamento sulle iniziative che, a livello europeo, sono in programma per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Questo passaggio viene compiuto nella chiara consapevolezza, di chi vi parla ma anche dell’intero governo, della necessità di coinvolgere appieno il Parlamento" ha sottolineato il presidente del Consiglio.

"Stiamo elaborando un programma di progressive aperture omogeneo su base nazionale - ha spiegato - e che ci consenta di aprire buona parte delle attività produttive e commerciali tenendo sotto controllo però la curva del contagio, in modo da intervenire laddove questa si innalzi oltre una certa soglia, soglia che non pensiamo debba essere formulata in termini astratti ma che vogliamo sia commisurata alla ricettività delle strutture ospedaliere di riferimento".

"Si prospetta adesso una fase molto complessa" nella quale si procede "ad un allentamento delle restrizioni che riguardano attività produttive e commerciali. Stiamo facendo il possibile per preservare l'efficienza del tessuto produttivo. Riaprire ma sulla base di un piano ben strutturato articolato che prevede una nuova organizzazione del lavoro, di trasporti e di tutte le attività connesse".

"Una volta completato questo programma, lo discuteremo con tutti i soggetti interessati: enti locali, imprese, sindacati. Si tratta di uno dei passaggi più sensibili. Siamo consapevoli che un'imprudenza, un'avventatezza in questa fase può compromettere tutti i sacrifici che con responsabilità e disciplina abbiamo affrontato fin qui" ha detto il premier.

Conte ha spiegato inoltre che "il governo si sta adoperando perché siano rafforzati tutti i servizi di prevenzione e sta sollecitando una rinnovata integrazione tra le politiche sanitarie e quelle sociali, con particolare attenzione a case di cura e residenze sanitarie assistenziali, dove si è verificata, purtroppo, un’esplosione incontrollata dei contagi, specialmente in alcune aree del Paese".

5 punti del Governo Conte.

Risposta sanitaria all'emergenza in 5 punti, elaborata dal governo per fronteggiare il Covid-19: dispositivi, distanza sociale, vaccino.

Inoltre, occorre un "rafforzamento della strategia di mappatura dei contatti sospetti, il cosiddetto contact tracing, e di teleassistenza con l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’immediatezza nella individuazione dei contatti stretti dei casi positivi e il loro conseguente isolamento sono cruciali per evitare che singoli contagiati possano determinare nuovi focolai. Per questo, un’adeguata applicazione informativa direttamente disponibile su smartphone è uno strumento essenziale per accelerare tale processo".

L'applicazione Immuni, ha puntualizzato Conte, sarà "offerta su base volontaria e non obbligatoria e faremo in modo che chi non vorrà scaricarla non subirà limitazione nei movimenti o altri pregiudizi. Un team composto dal ministero dell’Innovazione, dal ministero della Salute e da esperti in sicurezza cibernetica sta affiancando il Commissario Arcuri al fine di implementare questa applicazione nel migliore dei modi e con le più elevate garanzie".

"Ho dato indicazioni affinché i capigruppo, di maggioranza e di minoranza - ha aggiunto - siano costantemente informati su questo processo applicativo. Io stesso mi riservo, in una fase più avanzata, di riferire puntualmente alle Camere sui dettagli di questa applicazione, nella consapevolezza che il coinvolgimento del Parlamento deve essere pieno e stringente, essendo coinvolti diritti costituzionali fondamentali, come la dignità della persona, il diritto alla riservatezza e all’identità personale, come pure la tutela della salute pubblica e, non ultima, l’esigenza di proteggere un asset informativo di primaria importanza nella logica degli interessi strategici nazionali".

Tema caldo i rapporti con l'Ue.

"Non ci saranno alcuni vincitori e alcuni perdenti. O vinceremo tutti, o perderemo tutti...'' ha scandito Conte parlando del negoziato in sede Ue sugli aiuti per l'emergenza Covid-19. ''Non potrò accettare un compromesso al ribasso" ha messo in chiaro il premier. ''Le consultazioni" con i Paesi del G7 "hanno fatto da subito emergere la magnitudo dello spazio fiscale messo in campo da Usa, Cina e lo stesso Giappone. Di fronte a risposte di diversi trilioni di dollari, la risposta complessiva europea'' all'emergenza economica legata al Covid-19 "non si è ancora configurata di livello adeguato. Per questa ragione non potrò accettare un compromesso al ribasso, non siamo di fronte a un negoziato a somma zero''.

Conte ha quindi sottolineato che "il Recovery fund è una parte essenziale" della trattiva in Ue. "Questo nuovo strumento di finanziamento dovrà essere conforme ai trattati perché non abbiamo tempo per modificarli. Va gestito a livello europeo senza carattere bilaterale, deve essere ben più consistente degli strumenti attuali, mirato a far fronte a tutte le conseguenze economiche e sociali, dovrà essere immediatamente disponibile e se dovrà ricadere nel quadro finanziario pluriennale dovrà essere messo a disposizione subito, attraverso garanzie che ne anticipino l'applicazione" ha detto Conte.

Poi il Mes. Sull’attivazione di una "linea di credito dedicata alle spese sanitarie ed erogata dal Meccanismo europeo di stabilità, l'ormai famigerato Mes, si è alimentato, nelle ultime settimane, un dibattito che rischia di dividere l’Italia in opposte tifoserie" ha osservato. "L’Europa non deve ritrovarsi nuovamente a chiedere scusa, nei confronti di nessun Paese, come è successo in passato, quando ha imposto alla Grecia programmi particolarmente severi. Di qui la mia posizione di assoluta cautela" di fronte alla "sfida epocale che abbiamo di fronte, non si può pensare che la risposta possa essere affidata a interventi modesti" sul piano finanziario e "per di più basati su un accordo intergovernativo come il Mes, pensato per gestire crisi assai diverse", riguardanti singoli Paesi e imputabili a squilibri di natura economica, ha rimarcato Conte, ricordando che "insieme ad altri otto Paesi membri, l’Italia ha lanciato una sfida ambiziosa all’Europa, invitandola a introdurre nuovi strumenti per affrontare e superare al più presto questa crisi".

"Alcuni di questi Paesi, che hanno condiviso questa nostra impostazione, hanno dichiarato da subito - lo voglio dire apertamente, la Spagna - di essere interessati al Mes, purché non abbia le rigide condizionalità applicate in altre circostanze, ma solo la condizione che l’utilizzo del finanziamento sia per far fronte alle spese sanitarie, dirette e indirette. Rifiutare la nuova linea di credito significherebbe fare un torto ai Paesi, che pure sono a noi affiancati in questa battaglia, e che intendono invece usufruirne. Resto però convinto che all’Italia serva altro", ha rimarcato il presidente del Consiglio, ricordando di aver "già dichiarato che questa discussione" sul Mes "debba avvenire in modo pubblico e trasparente dinanzi al Parlamento a cui spetta l'ultima parola".

Ultima modifica il Mercoledì, 22 Aprile 2020 15:30

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