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Sabato, 02 Maggio 2020 19:30

Coronavirus/Italia. I dati sono confortanti. Calano i ricoverati e aumentano i guariti.

192 decessi e non 474, riferito ad oggi

Sono 192 i decessi nelle ultime 24 ore in Italia e non 474 come era apparso dai dati comunicati dalla Protezione Civile. Il dato è corretto ma, secondo quanto ha spiegato la Regione Lombardia, contiene anche 282 vittime lombarde di aprile che vengono comunicate dai Comuni a fine mese. Una circostanza che però, a quanto si apprende, non era stata specificata dalla Regione nell'inviare i dati al ministero della Salute.

Per la prima volta da circa un mese e mezzo il numero dei decessi in 24 ore scende quindi sotto le 200 unità. Il totale delle vittime nel Paese dall'inizio dell'emergenza Coronavirus è di 28.710. Gli attualmente positivi sono 100.704, con una diminuzione di 239 unità rispetto a ieri. I guariti sono in tutto 79.914. Calano ancora i ricoverati con sintomi (17.357, -212) e i pazienti in terapia intensiva (1.539, -39). In isolamento domiciliare si trovano ancora 81.808 persone. I casi totali dall'inizio dell'emergenza sono 209.328 (+1.900). In tutto sono stati eseguiti 2.108.837 tamponi, i casi testati sono 1.429.864.

"Continua la grande ritirata di Sars-CoV-2 dall’Italia".

Parola del virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta (Usa), che commenta sui social gli ultimi dati della Protezione civile. Calano "i ricoveri in terapia intensiva per Covid-19 (ieri calo di altre 116 unità, da 1694 a 1578), ma calano anche i ricoveri ospedalieri (scesi di altre 580 unità, da 18.149 a 17.569) e ieri si è anche abbassato il numero dei decessi per Covid-19 (285 unità). Quindi barra a dritta e avanti tutta verso la fine del tunnel", sottolinea Silvestri. Si legge su Adnkronos.

Da Silvestri una 'ricetta' da Oltreoceano per una riapertura in sicurezza: "Guardando la regolarità con cui i numeri di Covid-19 in Italia continuino a scendere, è forte la tentazione di dire: 'Lasciamo che il virus sparisca senza cambiare la formula vincente'. Ma mi rendo conto che la sofferenza economica e socio-sanitaria legata al lock-down ormai sta superando quella causata dal virus", spiega il virologo elencando i suoi '3 punti' per la riapertura. Con una precisazione: "Come sapete, io non faccio parte di alcun comitato consultivo ufficiale in Italia. Ed è giusto così perché il premier Conte ed il ministro Speranza sono circondati di ottimi consiglieri tecnico-scientifici, mentre i miei ruoli istituzionali sono negli Usa e non in Italia".

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