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Martedì, 19 Maggio 2020 18:02

Pescara, "si tagliano Lecci per ripiantare le palme. Una scelta priva di senso".

taglio lecci taglio lecci

 Le associazioni Co.n.al.pa. Pescara – Chieti, AIAPP Abruzzo e Pro Natura Abruzzo condannano il taglio di alberi di leccio in Viale Pepe per ripiantare palme Washingtonia.

"Non riusciamo a capire le motivazioni di questo ennesimo assalto contro il verde urbano pescarese, in una città che soffre la cementificazione selvaggia e che ha assolutamente bisogno di verde urbano con alberi che producono ombra e combattono l’inquinamento". Si legge in una nota di Co.n.al.pa. delegazione Pescara – Chieti AIAPP Abruzzo Pro Natura Abruzzo.

"Siamo oltretutto in piena primavera, in cui gli alberi diventano luogo di nidificazione. Il leccio è uno degli alberi più amati dall’avifauna quindi è stato fatto anche un danno alla biodiversità. Il Quercus ilex, da sempre simbolo del paesaggio abruzzese e pescarese, è una specie molto importante per gli ecosistemi, simbolo del mediterraneo e della nostra storia. E’ tra i migliori alberi contro il particolato atmosferico ed è un ottimo albero da ombra". Proseguiono, "Ripiantare palme Washingtonie, specie ornamentali che non svolgono mitigazione dell’isola di calore o lotta all’inquinamento, ci sembra un nuovo fallimento nella gestione del verde pescarese".

"A Pescara è necessario cambiare modo di operare sul verde urbano. Tante le operazioni finite male. Le nuove piantagioni di alberi effettuate in città si sono dimostrate in molte occasioni un fallimento clamoroso, soprattutto per la mancanza di cure colturali e il miglioramento dei siti d’impianto. Tanti sono i giovani alberi rinsecchiti che devono essere sostituiti, con dispendio di soldi da parte del Comune. La costruzione delle infrastrutture verdi e degli spazi alberati non può essere gestita con la mentalità dell’usa e getta o della disposizione di oggetti d’arredo. Per combattere l’inquinamento e l’isola di calore non servono le palme ma occorrono alberi da ombra, latifoglie sempreverdi, alberi anti-smog, siepi di arbusti. Non possiamo assistere ancora a questa fiera di alberi rinsecchiti, di lecci e pini abbattuti che popolano Pescara, seguendo una logica fallimentare che non rinverdisce affatto la città". Concludono: "Le nostre associazioni si sono sempre rese disponibili a collaborare con l’amministrazione per il miglioramento del patrimonio arboreo cittadino, desiderosi di dialogo e soprattutto di confronto costruttivo. Queste scelte creano danni e non migliorano la qualità dell’aria in città. Gli alberi e il verde urbano hanno bisogno di molteplici figure tecnico-professionali che devono essere in grado di operare in squadra per il miglioramento del bene comune".

Interviene il consigliere comunale di opposizione PD Stefania Catalano.“Ciò che avevamo annunciato lo scorso 14 aprile si sta avverando: al costo di 47mila 214 euro, più 2.559 euro per l’espianto, è partito il progetto per la sostituzione dei Lecci di via Pepe con palme di Washington. Un’operazione insensata, innanzitutto perché si stanno espiantando anche tutti gli Aceri ripiantati appena un anno fa in sostituzione di Lecci che erano in precario stato vegetativo, e poi perché questo tipo di albero, secondo gli esperti del Comune e l’ordine degli agronomi di Pescara, non è minimamente adatto ad essere collocato in quella zona. Dove, fra l’altro, l’imponenza delle Washingtonia sicuramente creerà dei disagi ai residenti della via, che si ritroveranno i balconi invasi dalle folte chiome". Riferisce inoltre, "Come se non bastasse, durante l’interrogazione che presentai a metà aprile e che fu discussa il 30 aprile, l’assessore Albore Mascia dichiarò che avrebbe atteso l’ok della Soprintendenza prima di avviare i lavori. Mi chiedo se questo parere positivo sia davvero arrivato e mi chiedo perché in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo, anche a causa dell’emergenza Covid 19, la giunta Masci decida di investire oltre 50mila euro in una operazione che comporterà costi futuri, legati alla manutenzione, ben più ingenti”.

“Dopo diverse segnalazioni da parte dei cittadini del quartiere, lo scorso 14 aprile presentai una interrogazione proprio per avere delucidazioni sulla volontà – ricorda Catalano - dell’Amministrazione di cambiare il verde arboreo già impiantato lo scorso anno sul lato nord della via con alberi di Palma di Washington, che avrebbero dovuto caratterizzare l’intera strada.

Chiede infine, "chi pagherà questa scelta priva di senso? Se nello spiantare gli aceri questi si seccheranno, chi pagherà? Perché creare costi di espianto e di reimpianto certamente inutili? Come spiegare ai cittadini, contrari già all’abbattimento dei Lecci, di un nuovo espianto e la scelta di piante totalmente diverse e che non fanno ombra e ossigeno come i Lecci e gli Aceri? Le palme, inoltre, costano circa 1.500 euro per esemplare e a confronto con gli Aceri costano 10 volte tanto e per cosa? Metterle e poi al 99% vederle morire per colpa del Punteruolo?"

Ultima modifica il Martedì, 19 Maggio 2020 18:10

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