Proseguono le proteste contro il Green Pass e l’obbligo vaccinale Covid-19 sui minori, un movimento di cittadini abruzzesi e marchigiani, domani giovedì 30 settembre dalle 11:30 alle 12:30, presenzieranno con un sit-in a Pescara, di fronte al Convento dei Cappuccini del Santuario della Madonna dei Sette Dolori.
Si terrà anche la conferenza stampa, rigorosamente all’aperto, nel pieno rispetto delle restrizioni anti Covid, "al fine di non discriminare, e dunque escludere, chi legittimamente non fosse in possesso del green pass".
"Il luogo scelto non è casuale, perché proprio in quel santuario, laddove si sono verificati diversi episodi di intolleranza, noi manifesteremo mitezza."
In collegamento telefonico interverrà Francesco Maria Fioretti Presidente Emerito della Corte di Cassazione. "Riferiremo in merito al pericolosissimo stato di tensione prodotto dai media. Contiamo anche sulla presenza di Padre Luca Rettore della Basilica, che finora non siamo riusciti a rintracciare." Il riferimento è all'episodio del 26 settembre 2021, proprio nel Santuario della Madonna dei Sette Dolori a Pescara, precisa Nico Liberati: “Possiamo fornire una versione diversa dei fatti, che, seppure confermi nella sostanza quella della Questura di Pescara, apre nuovi scenari.”
In una nota congiunta Beatrice Marinelli, Marco Gambini e Nico Liberati, in rappresentanza della neonata federazione dei gruppi #nogreenpass #nontoccateiminori di Marche e Abruzzo, dichiarano:
“Esprimiamo solidarietà umana a L., I. e agli operatori delle Forze dell’Ordine. Tutti intervenuti, polizia, carabinieri e Guardia di Finanza, con medesima e grandissima professionalità, e tutti implicati, a vario titolo in un’azione di forza, avvenuta nell’ambito di un luogo carissimo agli abruzzesi e dedicato al culto. Alle vittime ribadiamo la nostra solidarietà: i cittadini [tra cui gli stessi operatori delle FFOO] sono tutti vittime di una ingiustizia, quella di un governo autoritario, che sta mancando al suo dovere di assoluta imparzialità. Come denunciamo con forza da tempo, vi è crescente nervosismo tra la popolazione, per via di una campagna comunicativa irresponsabile e intrisa di odio; il tutto viene amplificato ed esacerbato attraverso il ricatto e la ghettizzazione derivante dall’abuso [all’italiana-in chiave ideologica] del Green Pass.”
Conclude Nico Liberati:
“Torniamo a chiedere l'immediata rettifica agli organi di stampa. Nessuno osi trasferire, seppure mediaticamente, l’ eventuale responsabilità degli atti dal singolo cittadino alla comunità cui fa riferimento, sia esso cittadino privato, sia che indossi una divisa d’onore e di servizio. Se un privato cittadino contravviene alle disposizioni di legge non indossando la mascherina, non sta facendo una manifestazione #novax o #nogreenpass [al limite, proprio al limite, seguendo questi neologismi raccapricciani, sarebbe un no mask], e questo dovrebbe essere oramai chiarito a tutti.”