Martedì, 09 Novembre 2021 16:17

Abruzzo. Movimenti in Piazza contro proposta cimitero feti mai nati

il collettivo femminista Zona Fucsia di Pescara, in contemporanea con la città dell'Aquila, invita tutti e tutte a partecipare al sit in di giovedì, 11 Novembre

Fuori Genere:

Un sit-in per chiedere il ritiro del disegno di legge "Riconoscimento e tutela del diritto alla sepoltura dei bambini mai nati”, depositato lo scorso luglio dal capogruppo di Fratelli d'Italia nel Consiglio regionale d'Abruzzo Guerino Testa, dal consigliere e presidente della commissione Sanità Mario Quaglieri e dal consigliere e sottosegretario alla presidente della Giunta Umberto D'Annuntiis. A promuovere la mobilitazione il collettivo Fuori Genere che dà appuntamento a giovedì 11 novembre alle ore 13 a Palazzo dell'Emiciclo (Villa Comunale L'Aquila), in occasione dell’esame in quinta commissione consiliare del disegno di legge.

Pescara, giovedì 11 novembre alle ore 17

"In occasione della discussione della vergognosa proposta di legge di Fratelli D'Italia Abruzzo sulla sepoltura dei "Bambini Mai Nati", il collettivo femminista Zona Fucsia di Pescara, in contemporanea con la città dell'Aquila, invita tutti e tutte a partecipare al sit in di giovedì, 11 Novembre, alle ore 17 presso piazza Unione per mostrare dissenso e indignazione di fronte a questo ennesimo attacco all'autodeterminazione delle donne. Un sit-in per chiedere il ritiro del disegno di legge "Riconoscimento e tutela del diritto alla sepoltura dei bambini mai nati”, depositato lo scorso luglio dal capogruppo di Fratelli d'Italia nel Consiglio regionale d'Abruzzo Guerino Testa, dal consigliere e presidente della commissione Sanità Mario Quaglieri e dal consigliere e sottosegretario alla presidente della Giunta Umberto D'Annuntiis. Sottoscriviamo anche noi il comunicato dell'associazione femminista Fuori Genere, che ha indetto il sit in nella città de l'Aquila: "Nel luglio scorso Fratelli d’Italia ha presentato una pericolosa modifica all’art. 19 della legge regionale n. 41/2012 (“Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria”) per obbligare la sepoltura dei bambini mai nati. La proposta prevede che per ogni aborto che si verifica prima delle 28 settimane e dopo i 90 giorni, qualora i genitori non provvedano o non lo richiedano, il seppellimento sia disposto dalla ASL in una specifica area cimiteriale.

“Di fatto, quindi, la sepoltura in un cimitero cattolico diventerebbe obbligatoria a prescindere dalla volontà della donna, in quanto o la donna acconsente a fare la sepoltura o la sepoltura sarà comunque effettuata”.

Inoltre questa proposta arriva sulla scia di quanto già accaduto in Lombardia prima e in Veneto poi ed è chiaro come tale scelta politica rientri all’interno di un più grande disegno integralista cattolico delle destre, strettamente connesse ai movimenti no-choice. Ciò si evince dal vergognoso ed eloquente copia-incolla fatto sul comma 2-ter dell’articolo 19 del ddl veneto che nel ddl abruzzese doveva comparire come 3-ter: la cura e la difesa dei diritti delle donne è così impellente che qualcuno ha sbadatamente dimenticando di modificarlo e adattarlo al testo abruzzese. Giovedì 11 novembre alle ore 13 ci vediamo presso il Palazzo dell'Emiciclo (Villa Comunale L'Aquila) dove la Quinta Commissione consiliare discuterà della proposta di modifica.Il nostro sarà un sit-in per chiedere che si prenda posizione contraria rispetto a questo scempio che calpesta i nostri diritti e la nostra libertà di scelta annientando il nostro diritto all’autodeterminazione. Piuttosto riteniamo che sia urgente rendere chiari i consensi informati inserendo tutte le eventuali possibilità sul destino del feto o del prodotto del concepimento, che sia necessario garantire la piena libertà di scelta sull’eventuale sepoltura e pretendere l’abolizione di tutti gli accordi tra ospedali e ASL con le associazioni cattoliche. Fuori gli obiettori e la Chiesa dai consultori e dagli ospedali pubblici. Aborto libero, sicuro e gratuito per tutteƏ."

L'Aquila. ore 13 del 11 novembre

Chiedono che "tutte le forze politiche si oppongano duramente a questo scempio e che la proposta venga affossata".

"Per questo motivo è necessaria una forte presenza in piazza da parte di tutte e ribadire con forza che non abbiamo bisogno di cimiteri ma, come dimostrano i 2 anni di pandemia in corso, di una sanità accessibile, efficiente e laica Su quelle croci ci sono sì nomi e cognomi e sono quelli di tutte noi. Su quelle croci è incisa la fine dei nostri diritti e della nostra libertà di scelta".

Rispondono all’appello delle compagne di Fuori Genere, "saremo con loro in piazza per il sit-in che si terrà giovedì 11 novembre ore 13:00 presso il palazzo dell’emiciclo, Villa Comunale L’Aquila"

Nel luglio scorso Fratelli d’Italia, nella quasi totale indifferenza dei più, ha presentato una pericolosa modifica all’art. 19 della legge regionale n. 41/2012 (“Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria”) per assicurare la sepoltura dei bambini mai nati, modifica che verrà discussa il prossimo 11 novembre dalla Quinta Commissione, proseguendo così il proprio iter legislativo. In realtà il diritto alla sepoltura è già presente nella legislazione italiana (D.P.R. 1990 n. 285, "Regolamento nazionale di polizia mortuaria"), e prevede che sia facoltativo e a discrezione della donna e dei familiari qualora la gravidanza venga interrotta prima delle 20 settimane. La proposta di legge in questione prevede che il diritto alla sepoltura dei bambini mai nati entro le 28 settimane sia esercitato dalle aziende sanitarie locali, a carico del bilancio regionale, anche quando non vi sia espressa richiesta da parte dei genitori. In questo modo si aggira la norma generale e, soprattutto, si ledono la libertà di scelta e autodeterminazione individuale della donna e della sua famiglia. Il cimitero dei feti rientra nella strategia adottata dal cattolicesimo oltranzista e bigotto, avallata e condivisa dalla destra più radicale e conservatrice, dai fascisti nostalgici e dai leghisti, con l'intento di guadagnare qualche voto dagli elettori cattolici. Nelle città in cui sono stati creati questi cimiteri, è stata posta una croce con incisi il nome del "mai nato" ed il nome e cognome della madre, ledendo la privacy della donna che ha subito/praticato un aborto. Queste croci, infatti, sono una vera e propria intrusione insensibile, violenta e molesta nella vita privata di una donna, che potrebbe sì essere vissuta come un trauma, a maggior ragione nel caso in cui non ci siano espressa richiesta e consenso alla sepoltura da parte dei genitori.

A detta dei promotori, questo disegno di legge ha l'obiettivo di promuovere la cultura della vita. Se la vita di una donna conta meno di un embrione; se non hanno alcun valore la sua dignità, la sua volontà e la sua libertà; se vediamo negare costantemente il nostro diritto alla salute con tagli alla sanità che hanno spazzato via la stragrande maggioranza dei consultori, rendendo, di fatto, inaccessibili le cure di cui abbiamo bisogno, a quale cultura della vita si fa riferimento? Questa proposta di legge, checché ne dica il titolo che porta, non tutela nessuno. Serve solo a stigmatizzare una scelta in modo subdolo dandole una copertura legislativa.