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Giovedì, 09 Dicembre 2021 16:53

Scuola. Sciopero generale per il 10 dicembre.

Lo sciopero di domani.

 

PRC-SE Federazione di Pescara: E che fine faranno i 22.000 assunti come personale ATA Covid in scadenza al 30 dicembre 2021?

Corrado Di Sante Segretario Provinciale PRC-SE Federazione di Pescara annuncia lo sciopero, "mi chiama in causa personalmente infatti per il secondo anno consecutivo ho un contratto a tempo determinato fino al 31 agosto come collaboratore scolastico".

"Domani 10 dicembre c'è lo sciopero generale della scuola proclamato tra gli altri da FLC CGIL, UIL SCUOLA, GILDA E COBAS e sono tante le ragioni per scioperare contro le politiche del Governo Draghi e la legge finanziaria." "Dopo due anni di pandemia le aule restano troppo affollate, nulla si è fatto sulla riduzione del numero di alunni per classe, e di fatto anche alle norme sul distanziamento si può derogare. E che fine faranno i 22.000 assunti come personale ATA Covid in scadenza al 30 dicembre 2021, per i quali non è previsto nella finanziaria alcun rinnovo contrattuale? L'emergenza continua ma le mie colleghe, che oggi garantisco la pulizia di aule e spazi scolastici, supportando i collaboratori di ogni reparto, rimarranno senza contratto. Più carichi di lavoro per chi resta e niente lavoro per chi scade". È in arrivo una valanga di denaro per le imprese ma alla scuola restano le briciole, dopo decenni di tagli dissennati. Al peggio non c'è fine infatti come collegato alla finanziaria c'è l'autonomia regionale differenziata, così certificheranno scuole di serie A e scuole di serie B. Precariato, classi sovraffollate, mancate assunzioni e scarsi investimenti non sono un buon viatico per affrontare le trasformazioni epocali che ci aspettano."

"Governo e Confindustria vogliono una scuola funzionale ai profitti delle imprese, noi vogliamo un'istruzione per 'rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo dell' persona umana'! È la Costituzione Draghi se ne faccia una ragione. Lo sciopero di domani 10 dicembre é una tappa di avvicinamento allo sciopero generale di tutte le lavoratrici e lavoratori proclamato per il prossimo giovedì 16 dicembre, perché è insulto che si taglino le tasse a chi può pagarle e restino solo le briciole per tutti gli altri. Io domani faccio sciopero."

Snals: uno sciopero generale per la scuola

La scelta è irrinunciabile. Carlo Frascari, segretario regionale Snals- Confsal lo dice apertamente. Lo sciopero è, a questo punto, un atto inderogabile. “La proclamazione dello sciopero generale della scuola del 10 dicembre”, spiega Frascari” quello indetto da SNALS, CGIL UIL e GILDA, al quale hanno aderito anche le altre sigle autonome, è la risposta politica più forte dei lavoratori del comparto, dai Dirigenti al personale docente e ATA, ad una situazione insostenibile che il Governo non ha percepito nella sua gravità”. Alla base della protesta”, prosegue il segretario regionale Snals-Confsal, “non ci sono solo rivendicazioni salariali, con stipendi che da anni attendono di avere una rivalutazione credibile per tutto il personale ma, anche, richieste di attenzione e risoluzione ai molti problemi del sistema, che la pandemia ha evidenziato e ampliato”. Si attende da tempo una revisione sistemica delle procedure di assunzione del personale, che continuano ad essere governate da interventi provvisori di ogni governo in carica, senza dare una soluzione al fenomeno del precariato e, per il personale docente, alla definizione di percorsi stabili per l’abilitazione”.

Si continua”, aggiunge Frascari, “ad invadere materie contrattuali con interventi legislativi e amministrativi su ogni materia: mobilità, aggiornamento, valutazione del personale, prestazione lavorativa, responsabilità. Si scaricano sulle scuole maggiori funzioni e procedure, che rendono sempre più complesse le prestazioni lavorative di tutto il personale, senza prevedere organici adeguati ai sovraccarichi richiesti. Si trasformano, ormai da tempo”, conclude il segretario Snals- Confsal Abruzzo, “le relazioni sindacali a livello centrale e periferico in vuoti riti formali che non riescono ad incidere sulle decisioni del governo e del ministero dell’istruzione, spesso svuotato di ogni reale potere di concertazione e decisione. Questo sciopero è, quindi, per la Scuola e per il suo futuro nel nostro Paese”.

Ultima modifica il Giovedì, 09 Dicembre 2021 17:14

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