Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


 

Giovedì, 03 Febbraio 2022 20:11

Di Sante: Neofascismo a Pescara. Comune consente l'affissione di manifesti negli spazi pubblicitari. Perché?

 "Dalla presenza del Presidente del consiglio comunale Antonelli al convegno dei nostalgici del ventennio, ritirata solo dopo le proteste, alla pubblica affissione, il centrodestra dimostra una certa allergia ai valori della costituzione repubblicana e antifascista nata dalla Resistenza". 

Corrado Di Sante, segretario provinciale Prc-Se Pescara sostiene con forza: "E' vergognoso che si continui a spalleggiare organizzazioni che andrebbero sciolte. Nel merito, la storia del confine orientale va ricordata tutta, a cominciare dai crimini del fascismo prima e durante la seconda guerra mondiale nell'ex Jugoslavia, dall'italianizzazione forzata, alle quotidiane violenze durante il ventennio sulla popolazione slava, dalle stragi di civili da parte dei nazi-fascisti durante la guerra di occupazione, al campo di concentramento per slavi ed ebrei del Regio Esercito Italiano ad Arbe, l'attuale isola croata di Rab."

"Le drammatica vicenda delle foibe si inserisce in questo contesto. È grave- prosegue - che fino ad oggi nessun presidente della Repubblica italiana abbia mai fatto visita al campo di concentramento di Arbe. Viene da chiedersi quale futuro avevano in mente i promotori della legge che istituito il Giorno del Ricordo e quanti continuano a fare un uso tutto politico della tragedia delle foibe. Si vuole un futuro di pace e condivisione nel rispetto delle diversità, di convivenza e riconciliazione nelle terre di confine oppure si ha nostalgia di nazionalismi e revanscismo?"

"È emblematico in questo la scelta del 10 febbraio per la "Giornata del ricordo". Il 10 febbraio 1947 fu firmato il Trattato di pace di Parigi, tra l'Italia e le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale. Qualcuno vuole disconoscere quella firma?"

Conclude: "Qualcuno avrebbe voluto altro, la vittoria del nazifascismo? Solo il sacrificio dei partigiani salvò l'onore di un paese passato dalla dittatura fascista alla discese in guerra al fianco di Hitler. Ricordare le vittime di fascismi e nazionalismi è doveroso perché non si ripetano le tragedie della seconda guerra mondiale e del Novecento, foibe comprese. Ma è bene porsi una domanda: per quale futuro lavora la nostra memoria? Mai più la barbarie del nazifascismo, mai più nazionalismi, mai più odio e muri."

Top News

Statistiche

Visite agli articoli
33232140