Sabato, 15 Gennaio 2022 16:35

Oggi Giulio Regeni avrebbe compiuto 34 anni.

Regeni

"2.183 giorni senza Giulio"

Oggi Giulio Regeni avrebbe compiuto 34 anni. Il ricercatore friulano era nato, infatti, il 15 gennaio 1988. Numerosi sono i messaggi postati sui social per ricordare i "2.183 giorni senza Giulio". Sull'account twitter 'Verità Per Giulio' si legge: "Caro Giulio, il 15 gennaio era data lieta per chi ti amava, ora l'ennesimo momento in cui la tua assenza è più dolorosa: avresti compiuto 34 anni. Avevi radici e ali. Noi siamo sempre qui, da 6 anni, con la nostra promessa".

Giulio Regeni fu ucciso in Egitto tra gennaio e febbraio 2016.

Era un dottorando italiano dell'Università di Cambridge rapito al Cairo il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir, e ritrovato senza vita il 3 febbraio successivo nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani.

Erano le 19:41 del 25 gennaio quando il ricercatore italiano inviò un SMS alla fidanzata in Ucraina, dicendo che stava uscendo. Poco dopo, la studentessa Noura Wahby, amica di Regeni conosciuta nel 2014 a Cambridge, denunciò sul proprio profilo Facebook la sua scomparsa, mancando all'appuntamento per incontrare delle persone in piazza Tahrir e festeggiare il compleanno di un amico.

Il corpo nudo e atrocemente mutilato di Giulio Regeni fu trovato il 3 febbraio 2016 in un fosso lungo la strada del deserto Cairo-Alessandria, alla periferia del Cairo.

 Il corpo presentava evidenti segni di tortura e pestaggio, al punto che la madre lo riconobbe "dalla punta del naso". In particolare nella pelle erano state incise, con oggetti affilati, alcune lettere dell'alfabeto, pratica che porterebbe il tratto distintivo della polizia egiziana. L'esame autoptico rivelò un'emorragia cerebrale e una vertebra cervicale fratturata a seguito di un violento colpo al collo, verosimile causa della morte.

L'omicidio di Giulio Regeni non è un evento isolato negli ultimi anni.

La Procura di Roma dopo lunghe e complicate indagini, nel 2021 ha rinviato a giudizio quattro ufficiali della National Security Agency, servizi segreti egiziani. I reati contestati comprendono il sequestro di persona pluriaggravato, il concorso in lesioni personali gravissime e l'omicidio, ma non il reato di tortura perché quest'ultimo è stato introdotto nel codice penale italiano solo nel 2017.

Purtroppo gli imputati risultano irreperibili perché la magistratura egiziana non ne ha fornito gli indirizzi di residenza, né ha concesso ai magistrati italiani di essere presenti agli interrogatori degli indagati stessi, nonostante questi quattro indiziati siano stati iscritti nel registro degli indagati nel dicembre 2018 e nonostante le richieste dalla procura di Roma inoltrate già con la rogatoria del 5 maggio 2019.

Il movente del violento interrogatorio e dell'omicidio degli ufficiali sarebbe basato sul sospetto, del tutto infondato secondo la procura di Roma, che Giulio Regeni volesse finanziare una rivoluzione.

La documentazione nella storia delle indagini suggerisce che sia poco attendibile e ci sia dell'altro che l'Italia sta attendendo da anni.

Una carriera scolastica insolita.

Nato a Trieste il 15 gennaio 1988, Regeni crebbe a Fiumicello (in provincia di Udine) e, ancora minorenne, si trasferì per studiare allo Armand Hammer United World College of the American West (Nuovo Messico - Stati Uniti d'America), poi nel Regno Unito a Leeds ed a Cambridge e, infine, a Vienna. Vinse due volte il premio "Europa e giovani" (2012 e 2013), al concorso internazionale organizzato dall'Istituto regionale studi europei, per le sue ricerche e gli approfondimenti sul Medio Oriente. Dopo aver lavorato al Cairo per l'UNIDO ed aver svolto per un anno ricerche per conto della società privata di analisi politiche Oxford Analytica, stava conseguendo un dottorato di ricerca presso il Girton College dell'Università di Cambridge e si trovava in Egitto per svolgere una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani presso l'Università Americana del Cairo.

In alcuni articoli, scritti anche con lo pseudonimo di Antonio Drius e pubblicati dall'agenzia di stampa Nena-Near East News Agency (Nena News), Agenzia Stampa Vicino Oriente, che nasce nel 2010 da un collettivo di giornalisti e ricercatori, che vivono e lavorano nel Vicino Oriente e in Italia, con l’obiettivo di diffondere un’informazione indipendente su un’area del mondo che è terreno di conflitti che condizionano l’intero pianeta.

Regeni ha descritto la difficile situazione sindacale dopo la rivoluzione egiziana del 2011.