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Venerdì, 20 Maggio 2022 19:09

Chieti. Prosegue la protesta No green Pass per solidarietà ai docenti demansionati

I No Green Pass comunicano che anche oggi 20 maggio stanno continuando a protestare pacificamente a Chieti, in via dei Celestini n. 4, di fronte al liceo statale "Isabella Gonzaga” per manifestare solidarietà ai docenti demansionati e contro l’utilizzo politico delle mascherine nelle scuole. #nogreenpass #nontoccateiminori #abruzzo

 

Nico Liberati Rappresentante Movimento No Green Pass Abruzzo dichiara in una nota:

 

Esattamente un mese fa - il 21 aprile - avevamo iniziato la manifestazione di fronte al liceo “Gonzaga”; il 2 maggio avevamo consegnato alla preside Daniela Mezzacappa una diffida; il 5 maggio avevamo depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Chieti. E dal 12 maggio stiamo continuando a presidiare ininterrottamente la scuola. Una protesta che va avanti senza simboli di partito né associativi e sotto un solo emblema: il tricolore. Per noi è prioritario stigmatizzare l’incomprensibile comportamento divisivo e discriminatorio riservato al docente che è stato relegato, con atteggiamenti autoritari, in un locale interrato: si tratta di un ambiente insalubre e del quale non si ha conoscenza di una eventuale agibilità per questo utilizzo. Siamo quindi pronti a promuovere tutte le opportune azioni, in tutte le sedi competenti, contro questo comportamento teso alla umiliazione delle coscienze e non alla tutela della dignità della persona e della sua salute. Dal 1°aprile i docenti non vaccinati sono, sì, tornati al lavoro ma senza poter insegnare: nel liceo “Gonzaga”, a Chieti, si è arrivati a fare addirittura peggio perché sono stati relegati in locali interrati e indecorosi. E, quindi, di fatto allontanati dagli studenti. Una situazione complessiva, questa in cui si assiste all’imbavagliamento degli stessi studenti e al demansionamento dei docenti, che si scontra con le garanzie che un ordinamento repubblicano dovrebbe garantire e tutelare. E invece assistiamo all’ennesimo tentativo di calpestare il diritto fondamentale della Carta Costituzionale, piegandola a logiche punitive tipiche di uno Stato autoritario. Il preside dell’Istituto, nel rispondere frettolosamente alle domande dei giornalisti, ha omesso di evidenziare le lamentale che da più parti - e per iscritto - si sono sollevate nei confronti del suo operato. Si è invece limitata a citare una lettera che nei giorni scorsi una docente ha postato sui social, ostentando una unitarietà che nel suo Istituto non esiste. Abbiamo conoscenza di nomi e cognomi di chi non condivide il suo operato, così come abbiamo intervistato anche molti ragazzi, nessuno dei quali abbandonando l’Istituto lo fa con il sorriso. In conclusione, la dirigente ha eluso specifiche richieste, ha declamato le proprie lodi e si è nuovamente intestata il primato di poter censurare e seppellire il dissenso. Poichè lo ha fatto a mezzo stampa, evadendo peraltro i termini della questione che le era stata rivolta circa la salubrità dell’interrato (così come se lo stesso disponesse dell’autorizzazione all’uso), riteniamo a questo punto di aver esaurito ogni possibile tentativo di confronto. Da qui, quindi, la decisione di spostare la nostra protesta presso l’Ufficio Scolastico.

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