Così l’avv. Luigi Di Alberti, Coordinatore per l’Abruzzo del Team legale dell’associazione nazionale dei consumatori “Contribuenti Italiani” “L’ordinanza comunale n.323 del 25 giugno 2015,- spiega l’avv. Luigi Di Alberti ,a nome di Contribuenti Abruzzo - con la quale il Comune di Pescara ha riorganizzato le regole per il transito veicolare nelle ZTL, nelle aree pedonali nonchè per la sosta con disco orario e a pagamento, prevede, come già le precedenti ordinanze del 2102, 2013 e 2014, la sosta con disco orario in diverse strade del centro, tra le quali Corso Vittorio Emanuele (dalla stazione verso Nord), Via Silvio Pellico, via Milano, Via Umbria, via de Amicis, Via Genova, Via Ravenna, Via Campania, Via Palermo e Via Ancona. In tali strade, con l’Ordinanza n.150/2012 il Comune istituì, dal lunedì al sabato, la sosta a tempo (max 60 min.) con disco orario dalle ore 08.00 alle 21.00, con posizionamento della relativa cartellonista.” "Nel dicembre 2014 -aggiunge l’vv. Di Alberti - con l’ordinanza n.664, poi confermata dalla successiva n.89 del 27 febbraio 2015 e dall’ultima di giugno 2015, il limite orario serale è stato ridotto dalle 21.00 alle 20.00, anche per agevolare la sosta dei residenti, dopo la chiusura delle attività commerciali. Peccato che, nonostante il nuovo orario sia in vigore da oltre un anno, nessuno al Comune si sia preoccupato di sostituire la relativa cartellonistica. Infatti, su tutte le strade interessate dalla sosta a tempo è stato lasciato il cartello con il vecchio limite 08.00/21.00. La singolarità della vicenda è resa dal fatto che la svista degli uffici comunali ha certamente tratto in inganno i cittadini e forse anche la Polizia Municipale, la quale in questi mesi avrà elevato decine di verbali, avendo tutti fatto affidamento su quanto scritto sul cartello. In realtà, i verbali sono illegittimi in quanto, per costante orientamento della Corte di Cassazione, evidenziato già, a partire dalla decisione n.7888 del 1995, anche nel vigore del precedente codice della strada, l'obbligatorietà della prescrizione contenuta in un segnale stradale deve ritenersi condizionata alla legittimità del provvedimento amministrativo che l'ha imposta, cioè, nel nostro caso, l’ordinanza del 2012, abrogata nel dicembre 2014.” “Alla luce di quanto esposto dal responsabile del nostro team legale regionale - conclude Donato Fioriti, Presidente per l’abruzzo di “Contribuenti Italiani” - chiediamo pubblicamente lumi al primo cittadino avv. Marco Alessandrini - sul perché da oltre un anno nessuno ha provveduto a sostituire i cartelli illegali, con ipotesi di danno per i cittadini che hanno pagato multe illegittime e con un indubbio vantaggio per il Comune che avrebbe incassato somme non dovute. Restiamo a disposizione dei cittadini interessati attraverso le nostre sedi territoriali, il nostro portale www.contribuentiabruzzo.it e la ns mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo."