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Martedì, 28 Novembre 2023 18:28

Da Bugiarda a Rubamazzetto: alcune varianti della Scopa

La Scopa, gioco di carte intramontabile e radicato nella cultura italiana, ha attraversato i secoli mantenendo intatta la sua popolarità nel tempo e adattandosi ai tempi senza fare opposizione, anzi, integrandosi alle nuove modalità di fruizione, come quelle online.

Le carte scopa sono tradizionalmente quelle napoletane, un mazzo da 40 carte, comprendenti Asso, 2, 3, 4, 5, 6, 7, Fante, Cavallo e Re e l’obiettivo del gioco è appunto fare scopa, ovvero prendere più carte possibile combinando quelle in mano con quelle sulla tavola. Diffusa in ogni regione, la popolarità della Scopa ha generato molteplici varianti, ciascuna caratteristica di specifiche aree geografiche.

Da Bugiarda a Rubamazzetto, esploriamo alcune di queste affascinanti evoluzioni del gioco

 

Asso Piglia Tutto: in questa variante, le regole di base rimangono le stesse della Scopa tradizionale, con una sola, importante, eccezione. Calando un Asso, il giocatore raccoglie tutte le carte sul tavolo: tuttavia, questa presa non si traduce in punti, ma piuttosto offre l'opportunità di accumulare un maggior numero di carte.

 

Cirulla: è una variante che aggiunge un elemento strategico al gioco. Il mazziere espone quattro carte sul tavolo, e se la loro somma è 15 o 30, guadagna rispettivamente 1 o 2 scope. Una sfida che richiede calcoli veloci e una buona dose di astuzia.

 

Bugiarda: qui, le regole sono simili alla Scopa tradizionale, ma con un tocco di “inganno”. I giocatori, infatti, possono decidere se mostrare o nascondere le carte calate. Se l'avversario dubita del valore dichiarato, può richiedere di vedere la carta. A questo punto si prospettano due scenari:

 

  1. Se la carta rispecchia il valore dichiarato il giocatore tiene le carte raccolte e segna, a suo favore, il totale delle carte della presa;

  2. Se la carta è invece “bugiarda” ovvero non rispecchia il valore dichiarato il giocatore deve rimettere sul piatto le carte e l’avversario segna, a suo favore, il totale delle carte della presa;

 

Rubamazzo: in questa variante i giocatori possono prendere, quando è il loro turno, solo una carta dal tavolo e questa deve essere dello stesso valore di quella che hanno in mano. Ogni volta che viene effettuata una presa il giocatore deve tenere scoperta l’ultima carta del proprio mazzo; se l’avversario ne ha una dello stesso valore in mano può “rubare” il suo mazzo.

 

Scopone: che si differenzia dalla Scopa per alcuni fondamentali aspetti. Si può giocare solo in quattro a coppie di due, la distribuzione delle carte prevede che ne vengano date subito nove a testa lasciandone quattro sul tavolo e, infine, quando al primo giro in tavola ci sono tre o quattro Re le carte vengono rimescolate di nuovo per consentire di fare scopa.

 

Se i giochi di carte rappresentano una tra le forme di intrattenimento più antiche e le cui testimonianze appartengono a popolazioni lontane (una delle prime testimonianze viene dalla Cina della dinastia Tang), la Scopa è uno tra quelli più fortemente radicati nella cultura italiana e senza dubbio quello che maggiormente ha risentito delle tradizioni locali: in ogni regione d’Italia, infatti, la Scopa ha assunto sfumature uniche e continua a evolversi, mantenendo viva la sua magia attraverso il tempo e lo spazio e inserendosi perfettamente tra i giochi tipici della tradizione natalizia italiana, festività in cui ci si ritrova tutti insieme a mangiare, brindare e giocare.

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