Per il fatto di essere stato il primo dei martiri cristiani, la sua festa liturgica si celebra il 26 dicembre, cioè immediatamente dopo il Natale che celebra la nascita di Cristo. Il colore della veste indossata dal sacerdote durante la Messa in questo giorno è il rosso, come in tutte le occasioni in cui si ricorda un martire.
Santo Stefano nacque in Grecia, nell'anno 5, primo dei sette diaconi scelti dalla comunità cristiana perché aiutassero gli apostoli nel ministero della fede, morì per lapidazione nel 36 dC perchè il primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Gesù Cristo e per la diffusione del Vangelo. Il suo martirio, descritto negli Atti degli Apostoli, si svolse alla presenza di Paolo di Tarso che in seguito si convertì lungo la via di Damasco. Santo Stefano è venerato come protodiacono e protomartire. Il primo epiteto è dovuto al fatto che fu il primo e forse il più importante dei diaconi eletti in Gerusalemme. Il secondo è associato al suo nome sebbene il suo martirio sia cronologicamente preceduto da quello di Giovanni Battista, morto per decapitazione. Durante il periodo di vuoto amministrativo seguito alla deposizione di Ponzio Pilato, il quale si era irrimediabilmente inimicato la popolazione per l'eccesso di violenza usata per sedare la cosiddetta rivolta del monte Garizim, in quel periodo a comandare in Palestina era quindi il Sinedrio, che eseguiva le condanne a morte tramite lapidazione, secondo la tradizione locale. In particolare, nella Bibbia è scritto che Stefano si inimicò alcuni liberti, cosiddetti probabilmente perché discendenti di quegli Ebrei che Pompeo aveva schiavizzato (69 a.C.) e che poi avevano ottenuto la libertà. Una esecuzione di questo tipo, così come la morte di Giacomo sempre per lapidazione, erano contrarie al diritto romano, in quanto nelle province dell'impero i romani si riservavano in esclusiva i processi capitali e la pena di morte.
In un discorso tenuto nel 425, sant'Agostino riferisce che, subito dopo il ritrovamento a Gerusalemme del corpo di santo Stefano, nel 415, iniziarono a verificarsi miracoli nei suoi luoghi di culto. Ci parla dell'antichissima memoria di Santo Stefano esistente ad Ancona fin dall'epoca del martirio, sorta in seguito all'arrivo in città di un marinaio che avrebbe assistito alla lapidazione del protomartire, e ne avrebbe testimoniato la fede e il coraggio. Papa Onorio I donò nel 628 parte delle reliquie di santo Stefano, in particolare anche l'avambraccio del santo contenuto in un cofano bizantino d'argento, a san Bertulfo abate dell'antica abbazia di San Colombano di Bobbio, avambraccio poi donato nel 1217 alla dipendenza bobbiese della rinascente abbazia di Santo Stefano di Genova (che possedeva anche il feudo imperiese di Santo Stefano al Mare).
Si racconta che molti miracoli sarebbero avvenuti semplicemente toccando le reliquie, addirittura solo attraverso il contatto con la polvere della sua tomba; poi la maggior parte delle reliquie furono razziate dai crociati nel XIII secolo. Il 3 agosto si celebra anche la festa della "Invenzione" (cioè "rinvenimento", dal latino invenio, scoprire) delle reliquie di santo Stefano, giorno in cui questo ritrovamento sarebbe avvenuto.
Tuttora in alcune località si ricorda il protomartire anche in questo giorno, a Santo Stefano al Mare (Imperia) di cui è patrono, a Vimercate (Monza-Brianza), a Putignano (Bari) di cui è protettore e dove si conserva un frammento del suo cranio, a Concordia Sagittaria e in tutta la diocesi di Concordia-Pordenone, a Selci, delle quali è patrono e presso Taurisano (Lecce), di cui è patrono. Anche la Chiesa ortodossa ricorda il santo in questa data. Anche a Nusco (AV) la cattedrale è dedicata a Santo Stefano, e fu primo protettore della cittadina Irpina, ancora oggi il suo busto d’argento, viene portato in processione con il busto di Sant’Amato, santo patrono e primo Vescovo di Nusco.