Uno dei periodi, troppo lunghi, più violenti, tra la fine degli anni 1960 e gli inizi degli anni 1980, l'estremizzazione dell'ideologia politica produsse violenze di piazza, lotta armata e terrorismo: correvano quelli che verranno battezzati nel 1981 da Margarethe von Trotta nel suo film Anni di piombo.
Si parlava in quei tormentati anni di Strategia della tensione, della paura diffusa tra la gente, atti terroristici, destabilizzazione, che sfociarono in brutali azioni figlie di ideologie opposte, le vittime furono solo i giovani che aderirono da una parte o l'altra, accumunati dalla inquietudine e dal voler partecipare ad una voglia di cambiamento non escludendo la violenza. Così le due diverse fazioni, di estrema destra ed estrema sinistra, reagirono ai malesseri e i fatti dell'epoca, con la lotta armata rispondendo colpo su colpo, azione su azione all'altrui violenza.
Figli degli inganni del proprio tempo, un folto gruppo di ragazzi si convinse a dare supporto.
Accadde l'ennesimo increscioso atto di violenza il 27 agosto 1973: questa volta fu l'assalto che avvenne al bar Versilia di Lido di Camaiore, un attentato compiuto nel noto punto di ritrovo di simpatizzanti di estrema destra.
Guerriglia tra schieramenti opposti di giovanissimi.
Da aprile si erano registrate tensioni con simpatizzanti di estrema sinistra nei pressi del bar che di recente era diventato luogo di incontro di destra che culminarono con un incendio del locale nel 21 luglio, un primo attentato con danni per cinque milioni di lire (2.500 euro circa, somma rilevante all'epoca), seguita, tre giorni dopo, da una grande rissa tra il servizio d'ordine del bar e simpatizzanti di sinistra intenti a distribuire volantini.
Il diciottenne Poletti accoltellato da suoi coetanei
Il 26 agosto, mentre alcuni giovani erano intenti a distribuire L'Unità nei pressi del bar, vennero aggrediti da quattro uomini. Uno degli aggrediti, il diciottenne viareggino Franco Poletti, metalmeccanico, venne colpito da tre coltellate e riportò ferite gravissime. Gli aggressori si dettero alla fuga, ma la polizia di stato riuscì a catturarli al casello autostradale Versilia presso Forte dei Marmi. Si trattava di quattro militanti di Avanguardia Nazionale di età compresa tra i 19 e i 20 anni, venuti da Trieste appositamente per aiutare il titolare del bar a tenere lontani i simpatizzanti di sinistra. Fortunatamente si salvò.
Il giorno seguente, domenica 27 agosto, fu organizzata, da alcuni movimenti e partiti di sinistra, una grande manifestazione di protesta, in risposta ai gravi fatti occorsi.
La manifestazione, inizialmente pacifica, degenerò rapidamente in scontri con una ventina di feriti e vari danni a proprietà private. Nonostante il massiccio schieramento di agenti a difesa del bar Versilia, un gruppo di manifestanti, passando dalla vicina spiaggia, riuscì a lanciare bottiglie molotov contro il locale, che fu completamente distrutto.