Sabato, 18 Gennaio 2025 10:47

Il buon governo locale: i sindaci PCI che fecero la storia

Martedì a Pescara la presentazione del volume curato da Angelo Staniscia. Ospiti Giovanni Legnini, Antonio Bassolino e Gianguido D'Alberto

 

PESCARA  - Una sintesi di buon governo locale e capacità di introdurre politiche innovative in territori e tra realtà sociali conosciuti in modo approfondito. E’ il filo conduttore del volume  “Politiche e pratiche di buon governo locale". Le esperienze dei sindaci del Pci in Abruzzo”, edito da Morlacchi  e curato da Angelo Staniscia, che sarà presentato martedì prossimo, 21 gennaio, a Pescara, nella sala Berlinguer della Fondazione Abruzzo Riforme, in via Lungaterno  Sud 76, con inizio alle 17.30.

Con l’autore – nell’incontro coordinato da Stefania Misticoni e moderato dal giornalista Fabrizio Masciangioli – ci saranno anche tre ospiti d’eccezione: l’ex vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistrature, Giovanni Legnini; l’ex sindaco di Napoli e Presidente della Regione Campania e minisitro, Antonio Bassolino; il vice presidente nazionale dell'Anci e sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto.

Staniscia, ex sindaco di Atessa, poi anche consigliere regionale e parlamentare, ha raccolto nel volume che ha curato ventisette storie di sindaci del PCI, che hanno operato nelle quattro province abruzzesi nel cuore del Novecento: “Si è trattato di anni “difficili ma tanto carichi di speranza”  scrive Giovanni Legnini nell’introduzione -  nei quali sono stati piantati semi che avrebbero fruttificato nel giro di pochissimo tempo. È proprio in quei decenni, infatti, che si assiste ad un rilancio dell’industrializzazione abruzzese, spesso con modalità originali frutto di una profonda conoscenza del territorio e delle sue vocazioni più profonde. Oppure, ancora, è in quel periodo che vengono attuate politiche ambientali innovative, che avrebbero trasformato l’Abruzzo nella “regione verde d’Europa. E - per fare un solo altro esempio - è allora che vengono attuate originali politiche sociali e di sviluppo territoriale che contrastano lo spopolamento progressivo delle aree interne”.

Sullo sfondo, una capacità di innovazione politica che passa dall’alleanza con il Psi – spesso in anni di rapporti difficili sul piano nazionale – all'avvio di rapporti di collaborazione con le componenti più aperte della Dc, partito da sempre egemone in Abruzzo. Da questi racconti e da queste interviste non emerge solo la politica locale, ma la capacità dell’Abruzzo di essere un vero e proprio laboratorio politico di portata nazionale.