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Lunedì, 07 Marzo 2016 17:48

Migranti, vertice Ue-Turchia: Ankara chiede più fondi e aiuti

La Turchia avrebbe chiesto più aiuti in cambio della sua collaborazione a bloccare il flusso di migranti verso l'Europa.

Lo scrive il 'Financial Times', citando fonti diplomatiche europee, secondo cui queste richieste supplementari rischierebbero di far fallire il vertice Ue-Turchia che si è aperto a Bruxelles. In particolare, Ankara avrebbe chiesto un aumento dei fondi già concordati con l'Ue (i tre miliardi di euro decisi a novembre scorso, per la copertura tra l'altro dei costi per la sanità e l'istruzione dei rifugiati siriani), un accesso più rapido ai visti Schengen per i cittadini turchi ed un'accelerazione del suo processo di adesione all'Unione Europea.

"La Turchia è pronta a lavorare con l'Ue e anche ad essere un membro dell'Ue", ha detto il premier turco Ahmet Davutoglu, arrivando a Bruxelles per il vertice con i 28 capi di Stato e di governo dell'Ue. "Siamo tutti colleghi che lavorano insieme, gomito a gomito, per il futuro del nostro continente", ha aggiunto.

"Torno a Bruxelles per il secondo vertice Ue-Turchia in tre mesi - ha continuato Davutoglu - il che dimostra quanto la Turchia sia indispensabile per l'Ue e viceversa. Abbiamo molte sfide davanti a noi e l'unico modo per rispondere è la solidarietà, la solidarietà nel nostro continente. Dobbiamo guardare all'intero quadro del nostro continente, non solo all'immigrazione irregolare. Sono contento che oggi tra i leader europei ci sia una consapevolezza molto più intensa dell'importanza di queste sfide".

"Ieri abbiamo avuto un incontro molto fruttuoso con la cancelliera Angela Merkel e con il premier olandese Mark Rutte - ha proseguito il premier turco - siamo tutti colleghi. Sono sicuro che queste sfide verranno risolte attraverso la cooperazione. Spero che questo summit si focalizzi non solo sull'immigrazione irregolare, ma anche sul procedimento di accesso della Turchia all'Ue", cosa che costituirebbe "un punto di svolta nelle nostre relazioni". La richiesta della Turchia di entrare a far parte della Comunità Economica Europea risale all'aprile del 1987.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, citato dall'agenzia ufficiale Anadolu, ha detto: "L'Ue deve ancora dare alla Turchia i tre miliardi di euro per i rifugiati che ha promesso quattro mesi fa". "Sono quattro mesi - ha detto in un discorso ad Ankara - che aspettiamo che li sblocchino". "La Turchia ha salvato quasi 100.000 rifugiati nel Mediterraneo", ha aggiunto Erdogan.

Werner Faymann insiste sulla necessità di chiudere la rotta dei Balcani seguita dai migranti per raggiungere il nord Europa. Il cancelliere austriaco ha lasciato chiaramente intendere il suo pensiero incontrando i giornalisti: "Sono decisamente a favore di dire a tutti chiaramente, chiuderemo tutte le rotte, anche la rotta balcanica". "Per molti è stato troppo facile semplicemente lasciar entrare gente, condurla dentro. Più chiaramente opponiamo resistenza, meglio sarà", ha aggiunto.

Per Angela Merkel la riduzione del flusso dei migranti in arrivo deve essere frutto di una "soluzione sostenibile da ricercarsi assieme alla Turchia" per garantire che il numero di arrivi sia ridotto "per tutti i paesi, compresa la Grecia". La cancelliera ha sottolineato come l'approccio Ue non possa essere quello di "chiudere l'una o l'altra cosa". Merkel, spiegano fonti diplomatiche, è tra coloro che sono contrari alla possibilità di dichiarare "chiusa" la rotta dei Balcani occidentali seguita dai migranti per arrivare nel nord Europa.

Dal presidente francese Francois Hollande sì alla cooperazione con la Turchia sui flussi migratori, ma nei confronti di Ankara l'Ue deve esercitare "una vigilanza estrema" per quanto riguarda per esempio la libertà di stampa. "Il piano è semplice da enunciare, ma difficile da mettere in pratica - ha sottolineato Hollande - si tratta della sicurezza delle frontiere esterne, della cooperazione con la Turchia e della solidarietà con la Grecia, questa è la posizione che difenderà la Francia".

Il premier britannico David Cameron ha ribadito: "Non ci sono prospettive" che la Gran Bretagna possa aderisca ad un sistema comune di asilo europeo, noi abbiamo "un opt out solido come una roccia". "Noi non siamo in Schengen - ha continuato - abbiamo il nostro confine, per cui i migranti che arrivano in Europa non sono in grado di entrare da noi". Tuttavia, ha riconosciuto Cameron "è importante che aiutiamo l'Europa ad assicurare il suo confine esterno, ed è per questo che stiamo mandando le navi britanniche" a pattugliare l'Egeo.

Per il primo ministro greco Alexis Tsipras per affrontare la crisi dei migranti nell'Ue "ci sono accordi che non sono stati implementati, e questo è un problema. Se ci sono accordi che non vengono implementati, non ci sono affatto accordi". L'afflusso di migranti "è un nostro problema comune, un problema europeo - continua Tsipras - dobbiamo trovare soluzioni comuni. Abbiamo una situazione difficile da affrontare. Mi auguro di avere risultati sostanziali da questo incontro, per implementare il piano di azione, diminuire gli afflussi in modo sostanziale e rompere le reti dei trafficanti".adnkronos

Ultima modifica il Lunedì, 07 Marzo 2016 17:55