Mercoledì, 19 Marzo 2025 12:13

Pescara, approvato ordine del giorno sulle condizioni della struttura carceraria .

Ordine del giorno sulla situazione attuale e scenari futuri della struttura carceraria Casa Circondariale di Pescara “S. Donato”

E' stato appena approvato in Consiglio comunale un ordine del giorno congiunto "nel quale è stato calato anche il nostro ordine del giorno sulle condizioni della struttura carceraria di Pescara". Lo fa sapere Domenico Pettinari Presidente Movimento Politico “Pettinari per l’Abruzzo”.

"La Città di Pescara ospita la struttura carceraria denominata Casa Circondariale di Pescara “S. Donato”. L’Istituto risale agni anni 60 e ospita 381 detenuti su una capienza regolamentare di 276 posti, come rilevato dai dati pubblicati sul sito internet del Ministero della Giustizia. Sempre dai dati pubblicati sul sito internet del Ministero della Giustizia, presso l’Istituto operano 122 addetti di Polizia penitenziaria, contro le 166 unità previste. Il sovraffollamento carcerario della Casa Circondariale di Pescara “S. Donato”, essendo il numero di detenuti gestiti superiore al limite della capacità ufficiale della struttura, così come il numero sottostimato di addetti effettivi della Polizia penitenziaria della struttura, rispetto alle effettive unità previste e, infine, l’aspetto strutturale obsoleto dell’Istituto, risalente agli anni 60, hanno di fatto compromesso l’efficace funzionalità della Casa Circondariale di Pescara “S. Donato”, a discapito della qualità delle condizioni di lavoro degli addetti della Polizia penitenziaria dell’Istituto, nonché della qualità della vita degli stessi detenuti ospitati presso la struttura. A causa delle pessime condizioni in cui versa l’Istituto, il 17 febbraio scorso si è registrato un episodio di suicidio di un detenuto presso la struttura carceraria, in seguito culminato in una rivolta da parte dei detenuti del carcere, per denunciare la situazione di sovraffollamento e inadeguatezza dell’aspetto logistico, in cui versa la Casa Circondariale di Pescara “S. Donato”. Sull’episodio di suicidio, sono intervenuti anche l’Ordine degli Avvocati di Pescara e il Sindacato di Polizia Penitenziaria, per ribadire le problematiche attinenti il sovraffollamento e l’inadeguatezza dell’aspetto logistico del carcere di Pescara. Per tutti questi motivi abbiamo presentato un nostro ordine del giorno che è stato calato all’interno dell’ordine del giorno congiunto che invita il Sindaco ad attivarsi nei confronti del Ministero della Giustizia, affinché vengano stanziate le opportune risorse economiche necessarie alla realizzazione di una nuova struttura carceraria, in grado di accogliere dignitosamente i detenuti ospitati presso la Casa Circondariale di Pescara “S. Donato” e tutelare la qualità delle condizioni di lavoro degli addetti della Polizia penitenziaria. Invita altresì il Sindaco ad individuare, in collaborazione con i Comuni limitrofi, il nuovo sito idoneo ad ospitare la realizzazione della nuova struttura carceraria, da sottoporre al Ministero della Giustizia. Ad attivarsi nei confronti del Ministero della Giustizia, qualora la realizzazione della nuova struttura carceraria non fosse percorribile immediatamente e comunque nelle more della nuova realizzazione, affinché vengano stanziate le risorse necessarie a ristrutturare l’attuale struttura carceraria Casa Circondariale di Pescara “S. Donato”, al fine di adeguarla sotto l’aspetto logistico al numero di detenuti presenti presso l’Istituto e alla tutela della qualità delle condizioni di lavoro degli addetti della Polizia penitenziaria in servizio presso la struttura. Ad attivarsi nei confronti del Ministero della Giustizia, affinché provveda a rinforzare il corpo della Polizia penitenziaria attualmente in servizio presso la Casa Circondariale di Pescara “S. Donato”, assegnando all’Istituto nuove unità lavorative, a copertura del personale necessario per la gestione del carcere."

La consigliera Simona Barba (AVS - Radici in comune) ha messo in luce una contraddizione fondamentale nel sistema penitenziario: l'illegalità che regna in un'istituzione deputata a far rispettare la legge.

"È molto difficile parlare dopo tanti interventi così precisi nel descrivere come questo carcere sia in questa situazione da anni", ha esordito Barba, evidenziando il paradosso di un ente che "viaggia nell'illegalità più completa" mentre dovrebbe essere parte della catena della giustizia. La consigliera ha posto una domanda scomoda ma necessaria: perché, nonostante diagnosi accurate e proposte concrete, in tutti questi anni non si è mai riusciti a realizzare un cambiamento effettivo? La risposta, secondo Barba, risiede in parte nei pregiudizi diffusi: "C'è un pregiudizio che fare progetti e investimenti sulle carceri è come buttare soldi, perché viene considerato un posto a parte dove i detenuti devono soffrire". Questa mentalità, ha sostenuto la consigliera, ha completamente stravolto il sistema giuridico italiano, che dovrebbe essere educativo e non punitivo. Barba ha quindi lanciato un appello per considerare i detenuti come cittadini di Pescara a tutti gli effetti: "Qualsiasi progetto si va a fare sui cittadini che sono all'interno del carcere è un progetto per la comunità di Pescara". Il paragone con la sanità è illuminante: come per il pronto soccorso, di fronte ai più deboli la società tende a ritirarsi. "Tutti sanno che ci sono dei problemi, ma non c'è una vera volontà per affrontarli", ha affermato la consigliera. Barba ha quindi rivolto un appello diretto al sindaco, chiedendogli di farsi carico della situazione insieme a tutta la comunità - associazioni, enti e aziende - per sviluppare progetti concreti: carcere-lavoro, carcere-istruzione, attività culturali e lavori di pubblica utilità. Ha inoltre sollevato questioni cruciali sulla presenza in carcere di tossicodipendenti e malati psichiatrici, sottolineando come queste persone dovrebbero essere accolte in strutture più adeguate. "Non possiamo pensare che problemi di sanità possano essere risolti dal carcere" ha dichiarato con fermezza, invitando tutti i consiglieri a visitare personalmente la struttura penitenziaria per rendersi conto della situazione. L'intervento si è concluso con un monito: "Questo consiglio straordinario non deve essere "di facciata" o motivato solo dall'emozione del momento, ma deve rappresentare un punto di svolta in cui l'amministrazione e la comunità si assumono le proprie responsabilità, ricostituendo un senso di appartenenza collettiva senza girarsi dall'altra parte, pensando che domani è un altro giorno e tanto tutto rimarrà come prima".

Ultima modifica il Mercoledì, 19 Marzo 2025 15:51