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Lunedì, 24 Novembre 2025 17:09

Famiglia nel bosco, ministero Istruzione: "Risulta regolare obbligo scolastico bambini"

Il caso abruzzese sulle ribalte nazionali


Espletato attraverso l'educazione domiciliare e tramite l'appoggio a una scuola autorizzata, spiega il ministero. Chiesta in Csm apertura pratica a tutela Tribunale minorenni dell'Aquila.
Famiglia nel bosco, chiesta in Csm apertura pratica a tutela Tribunale minorenni dell'Aquila
"Al Ministero dell'Istruzione e del Merito risulta regolarmente espletato l'obbligo scolastico attraverso l'educazione domiciliare legittimata dalla Costituzione e dalle leggi vigenti e tramite l'appoggio ad una scuola autorizzata. La conferma è arrivata dal dirigente scolastico dell'istituto scolastico di riferimento per il tramite dell'ufficio scolastico regionale". Così in una nota il ministero dell'Istruzione e del Merito riguardo alla famiglia che viveva nel bosco nel Chietino e i cui tre bambini sono stati allontanati. Si legge su Adnkronos.

Chiesta in Csm apertura pratica a tutela Tribunale minorenni dell'Aquila
Una richiesta di apertura di pratica a tutela dei magistrati del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, a seguito delle dichiarazioni di esponenti politici sul recente provvedimento di allontanamento dei minori è stata presentata al Comitato di Presidenza del Csm. La richiesta è stata sottoscritta da tutti i consiglieri togati di Palazzo Bachelet, con l'eccezione di Bernadette Nicotra di Magistratura Indipendente, e dai consiglieri laici Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli. Nel documento si richiama la complessità e la gravosità delle decisioni di protezione dei minori, assunte sulla base di atti e valutazioni tecniche e con finalità esclusivamente di tutela. I consiglieri segnalano i rischi di una strumentalizzazione del caso nel dibattito politico e referendario sulla giustizia.
La richiesta di apertura pratica a tutela dei magistrati
"Il provvedimento in questione, di natura provvisoria, è stato assunto - si spiega nella richiesta di apertura pratica a tutela dei magistrati del tribunale per i minorenni dell'Aquila - nell'ambito di un procedimento nato su impulso della procura minorile, dopo il ricovero dei minori, e all'esito di un'istruttoria durata 13 mesi fondata su relazioni dei servizi sociali e delle forze dell'ordine, su accertamenti tecnici relativi alle condizioni abitative, sulle informazioni sanitarie e sulle complessive condizioni di vita e di relazione dei minori interessati e solo dopo aver reiteratamente cercato di istaurare con i genitori un percorso di socializzazione e sanitario. Esso rientra, dunque, nell'esercizio delle funzioni attribuite dalla legge alla giustizia minorile tipiche attribuzioni dell'autorità giudiziaria minorile e persegue esclusivamente finalità di protezione dei bambini coinvolti".

"A fronte di ciò, alcune dichiarazioni pubbliche hanno definito la decisione come un 'sequestro' di minori, l'hanno qualificata con espressioni fortemente denigratorie e hanno annunciato iniziative ispettive e interlocuzioni dirette con i giudici investiti del procedimento. Tali affermazioni provenienti anche da rappresentanti di pubbliche Istituzioni trascendono - sottolineano i consiglieri - la legittima critica a un atto giudiziario e finiscono per colpire direttamente l'operato dei magistrati del Tribunale per i minorenni, esponendoli a una indebita pressione anche mediatica. In particolare, da alcune dichiarazioni appare del tutto ignorata la natura delle decisioni di protezione dei minori, che spesso incidono in modo doloroso sulla vita delle famiglie e sono gravose anche per i magistrati chiamati ad assumerle". Si legge sempre Adnkronos.
"La giurisdizione, soprattutto in ambito minorile, opera in un quadro di legge complesso, sulla base di atti e di elementi tecnici, componendo interessi tutti meritevoli di rispetto: la libertà delle scelte educative dei genitori, il diritto dei bambini alla sicurezza, alla salute, alla socialità e alla riservatezza. La semplificazione di tale complessità in formule polemiche, che presentano l'intervento giudiziario come un sequestro o una violenza di Stato, finisce per minare la fiducia nella magistratura ed esonda in un'inaccettabile delegittimazione personale dei giudici titolari del procedimento (che hanno poi un immediato riflesso in gravi e scomposti attacchi attraverso i social, circostanza ormai quasi ricorrente: si pensi anche alle vicende che hanno recentemente riguardato il Tribunale dei Minorenni di Roma). Preoccupa, inoltre, che questa vicenda venga evocata in connessione con la prossima consultazione referendaria in materia di giustizia, che nulla ha a che fare con il caso in esame. Dovrebbe essere interesse di tutti, istituzioni politiche e istituzioni di garanzia, che il confronto sui referendum si sviluppi sul terreno delle opzioni normative e delle ragioni di merito, senza piegare a fini di propaganda casi concreti che riguardano minori e che sono ancora oggetto di valutazione giudiziaria", si legge nella richiesta.

Sindaco Palmoli, pronti a sostenere la famiglia del bosco

'Confermiamo la disponibilità a collaborare con il tribunale' il comune di Palmoli con il sindaco Giuseppe Masciulli si dice pronto a collaborare con il Tribunale dei minori dell'Aquila e le assistenti sociali a sostegno della famiglia nel bosco per favorire il loro ricongiungimento. Si apprende da Ansa.

L'amministrazione comunale segue da vicino le loro vicende e, già dallo scorso anno, si era adoperata per assicurare loro un'abitazione in paese con tutte le utenze dove la coppia con i bambini ha vissuto poco più di una settimana. "Il comune - sono le parole del sindaco all'ANSA - è pronto a collaborare con i giudici e le assistenti sociali per sostenere la famiglia nel bosco. Quel casolare dove oggi vivono, era abitato in precedenza da una coppia di anziani palmolesi ed aveva tutte le utenze. La coppia anglo-australiana ha scelto uno stile di vita più estremo rispetto ad altre famiglie neorurali che vivono in questa zona. Abbiamo cercato di aiutarli da subito ed oggi rinnoviamo la disponibilità".

Salvini: "Giudici tutelano i giudici, i bambini chi li tutela?"

Sui social la replica di Matteo Salvini. "I giudici tutelano i giudici. E quei tre bambini strappati ai genitori, chi li tutela?", scrive il vicepremier e leader della Lega. E la Lega annuncia i banchetti per la raccolta firme a sostegno della famiglia di Palmoli che vive nel bosco. L'iniziativa, spiegano dal partito regionale, si svolgerà il prossimo fine settimana e interesserà i centri più grandi della regione, a partire dalle quattro città capoluogo. Per l'occasione dovrebbe arrivare in Abruzzo anche il leader della Lega, Matteo Salvini (da sempre in prima linea nella difesa della famiglia), ma l'evento è in corso di definizione e al momento non si conoscono i dettagli. "La Lega Abruzzo si mobilita a sostegno della famiglia che vive nel bosco di Palmoli e lancia una raccolta firme nelle principali piazze abruzzesi affinché i tre bambini possano tornare a vivere con i propri genitori", si legge sui social del partito. Il coordinatore regionale Vincenzo D'Incecco parla di "una battaglia di giustizia e di libertà" e annuncia che "faremo di tutto per vedere nuovamente unita questa famiglia".