Lunedì, 15 Dicembre 2025 17:43

Totani alla Dakar, l'auto si chiama Monnalisa

omaggio a Leonardo Da Vinci, e un omaggio alla cultura

L’Aquila – Ci sono piccole fissazioni che fanno parte delle nostre vite. Manie che
portiamo avanti per anni e che entrano a far parte del nostro quotidiano, normali per
noi e magari curiose, oppure originali, per gli altri. Silvio Totani ne ha una: una
fissazione che lo porta, da decenni, a battezzare le sue cose, a trovare un nome a quegli
oggetti, automobili comprese, che fanno parte della sua vita, in questo caso sportiva. E
Tito, suo fratello, ormai si è arreso di fronte alla mania di Silvio e lo lascia fare, senza
ammettere che in fondo in fondo questa storia comincia a piacergli. Così la Nissan Patrol
con cui corsero la Dakar in Arabia Saudita due anni fa si chiamava Tanit, figura
mitologica fenicia e anche cartaginese, dea della natura e del cielo, nonché divinità del
deserto, ma questa volta i Totani hanno subito capito che per questo buggy due ruote
motrici ci voleva qualche cosa di più.
Nuovamente sono andati a ricercare nel mondo dell’arte e della letteratura, una figura
mitica, naturalmente femminile, e in questo caso anche misteriosa e indissolubilmente
legata in un qualche modo alla Francia. Così durante un viaggio in Marocco, chiusi in una
macchina per quasi 600 chilometri gli aquilani insieme a due amici coinvolti in questa
‘Missione Optimus’ hanno cominciato a ragionare, ad associare idee e figure e complice
una nuova amica entrata nelle loro vite proprio la sera prima, appassionata di deserto e
di avventura, di nome Lisa il risultato è saltato fuori.
Il buggy Optimus del team francese che correrà la Dakar 2026 con l’equipaggio formato
da Silvio e Tito Totani si chiamerà Monnalisa. Un omaggio a Leonardo Da Vinci, e un
omaggio alla cultura: “Si è trattato davvero di un’associazione di idee. Mentre
risalivamo verso Marrakech per rientrare dopo i test in Marocco di ottobre con la
squadra, in una sorta di brainstorming abbiamo cercato, e infine trovato, il nome
giusto”. A parlare è Silvio Totani che appunto spiega la sua passione per i nomi propri:
“Volevamo comunque un nome importante, legato al passato, all’antichità, niente di
moderno e non potevamo tralasciare un particolare importante: il nostro buggy è nato in
Francia e fa parte di un team francese. E inoltre ha sicuramente inciso sulla nostra
decisione anche il recente furto, rocambolesco, al Louvre, proprio là dove è custodita la
Gioconda di Leonardo. L’idea è nata per caso ed è subito piaciuta a tutti”.
Così è stato creato il marchio che verrà apposto sulla vettura proprio al momento delle
verifiche a Yanbu, in Arabia Saudita, e che accompagnerà l’equipaggio italiano dal primo
gennaio al 17 nella 48. edizione della Dakar.