Martedì, 23 Dicembre 2025 14:48

Giovanni Masotti, è morto il giornalista storico volto Rai

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​"Il giornalista è colui che informa il lettore che la tale persona è morta, mentre il lettore non sapeva nemmeno che fosse viva. Ma in questo caso, piangiamo un uomo che ha dato voce alla Storia." — Ennio Flaiano


​Il panorama dell’informazione italiana perde oggi un pilastro fondamentale: Giovanni Masotti, il celebre giornalista che per decenni ha prestato il suo volto e la sua professionalità al servizio pubblico della Rai, si è spento all'alba all'età di 74 anni. La notizia della sua scomparsa, avvenuta in una clinica privata romana a causa delle complicazioni di una broncopolmonite, segna la fine di un'era per il Tg2 e per il giornalismo d'inchiesta e di corrispondenza. Masotti non era solo un mezzobusto televisivo; era un testimone oculare dei mutamenti geopolitici, un analista raffinato della politica interna e, soprattutto, un professionista che aveva saputo evolversi mantenendo intatta la propria integrità intellettuale.
​Dalla cronaca locale ai palazzi del potere

​Il percorso di Masotti inizia lontano dai riflettori della Capitale, con quella gavetta autentica che un tempo era il requisito essenziale per diventare grandi firme. Nel 1974 muove i primi passi a Momento-sera, immergendosi nella cronaca pura. Questo spirito di osservazione lo porta poi a Radio Monte Carlo e successivamente a La Nazione di Firenze. Nel capoluogo toscano, Masotti affina le sue doti di cronista politico, arrivando a ricoprire il ruolo di capocronista.

​È proprio a Firenze che avviene l’incontro con la Rai, un legame che durerà per quasi tutta la sua vita professionale. Alla fine degli anni Ottanta, diventa il volto familiare del Tgr Toscana, conducendo le edizioni principali delle 14:00 e delle 19:30. La sua capacità di bucare lo schermo, unita a una dizione impeccabile e a una rara capacità di sintesi, lo rendono il candidato ideale per il salto a livello nazionale.
​L’ascesa al Tg2 e la politica nazionale

​Nel 1990, Masotti approda alla redazione del Tg2 in veste di giornalista parlamentare. Sono anni cruciali per l'Italia: il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, le inchieste di Mani Pulite, le stragi di mafia. In questo contesto turbolento, Masotti diventa una guida per i telespettatori, spiegando con chiarezza i complessi meccanismi del Palazzo. Dal 1994 al 1997, la sua conduzione dell’edizione della notte (le 23:30) diventa un appuntamento fisso per chi cerca un approfondimento pacato ma rigoroso a fine giornata.

​La sua carriera interna all'azienda di Viale Mazzini è una scalata meritocratica: caporedattore del politico, poi, nel 2002, la nomina a vicedirettore del Tg2 dal Parlamento. Masotti non si limita a gestire il lavoro altrui; continua a ideare e condurre format di successo come Italia sì, Italia no e Punto e a capo, programmi che hanno cercato di stimolare il dibattito pubblico oltre la semplice notizia del giorno.
​Lo sguardo sul mondo: Londra e Mosca

​Tuttavia, è nel ruolo di corrispondente dall'estero che Giovanni Masotti consolida la sua statura internazionale. Raccontare l'Europa da Londra e, successivamente, le complessità della Russia da Mosca, ha richiesto non solo competenza linguistica e politica, ma una profonda sensibilità culturale. Dalle sue corrispondenze emergeva sempre il desiderio di andare oltre il comunicato ufficiale, cercando di intercettare il "sentire" dei popoli che osservava.

​Mosca, in particolare, ha rappresentato una sfida professionale di altissimo livello. Masotti ha saputo narrare le trasformazioni della Russia contemporanea con un occhio attento agli equilibri di potere mondiali, senza mai dimenticare il dovere di cronaca verso il pubblico italiano. La sua voce, calma e rassicurante anche nelle situazioni di crisi, è rimasta impressa nella memoria collettiva di chi ha seguito le vicende internazionali attraverso il piccolo schermo.
​L’ultima sfida: il giornalismo di prossimità

​Nonostante una carriera trascorsa nelle più prestigiose sedi mondiali, Masotti non ha mai dimenticato l'importanza del giornalismo locale, quello che parla direttamente al cittadino e ai suoi bisogni immediati. Nel 2019, trasferitosi a Viterbo, decide di rimettersi in gioco fondando la testata giornalistica Lamiacittànews.

​Questa scelta dimostra la vera natura di Giovanni Masotti: un uomo che amava il giornalismo per il giornalismo, non per il prestigio o la fama che ne derivavano. In un’epoca di crisi per l’editoria cartacea e digitale, investire in una testata locale è stato un atto d'amore verso la professione e verso il territorio della Tuscia, che lo aveva accolto con calore.
​Un eredità di stile e professionalità

​La scomparsa di Masotti lascia un vuoto incolmabile tra i colleghi. Molti lo ricordano come un "signore del giornalismo", un uomo dotato di una eleganza innata e di una curiosità mai sopita. La sua capacità di passare dalla conduzione in studio al reportage sul campo, dalla direzione editoriale alla scrittura pura, lo rende un esempio di versatilità ormai raro nel panorama mediatico iper-specializzato di oggi.

​La Rai perde una delle sue figure più rappresentative, un giornalista che ha saputo incarnare il concetto di servizio pubblico, mettendo sempre la notizia e il dovere di informare al di sopra di ogni interesse personale o di parte. La broncopolmonite che lo ha strappato ai suoi cari e al suo pubblico non potrà tuttavia cancellare i decenni di archivi video e di articoli che restano come testamento della sua dedizione.

​I punti chiave della sua carriera:

​1974: Inizio a Momento-sera.
​Anni '80: Capocronista a La Nazione e debutto al Tgr Toscana.
​1990-2002: Protagonista al Tg2 come giornalista parlamentare, conduttore e infine vicedirettore.
​Anni 2000: Corrispondente Rai da Londra e Mosca.
​2019: Fondatore di Lamiacittànews a Viterbo.

​Oggi il giornalismo italiano si stringe attorno alla famiglia di Giovanni Masotti. Con lui se ne va un pezzo di storia della televisione, ma rimane l'insegnamento di chi ha sempre creduto che per raccontare il mondo sia necessario, prima di tutto, osservarlo con onestà e senza pregiudizi.

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