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Martedì, 29 Marzo 2016 15:49

Pescara. Addio a Fiore Di Sciascio. Alessandrini "scompare un pezzo dell'identità "

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Si è spento a Pescara nella sua casa di via Italica Fiore Di Sciascio. Nato il 21 luglio del 1924 a Guardiagrele si era laureato a Napoli nel 1952, conseguendo il dottorato in Ingegneria Civile e Trasporti. Lascia i figli Pietro, Annalisa, Maria, i nipoti Lorenzo e Beatrice i fratelli Angela, Maria, Luigi, Sergio.

Di Sciascio era uno degli ultimi prigionieri di guerra ancora in vita. Il 17 gennaio 1944 una pattuglia di soldati operanti nel comprensorio di Guardiagrele lo trovò nascosto in una grotta e lo fece prigioniero. Fu condotto a Bocca di Valle e sottoposto a interrogatori e maltrattamenti. In quei giorni fu obbligato a lavorare in montagna, trasportando vettovaglie, armi e munizioni. Il 31 gennaio venne trasferito a Manoppello e durante lo spostamento insieme con altri compagni riuscì a eludere la sorveglianza dei tedeschi buttandosi in una scarpata. Dopo diverse notti passate nelle campagne, il 18 febbraio prima raggiunse il confine tra Rapino e Guardiagrele e in seguito arrivò a Casoli che era stata liberata. Alla fine della guerra insieme ai genitori, fratelli e sorelle si trasferì a Pescara Nel 1956 la lista della Democrazia Cristiana, guidata da Antonio Mancini, ottenne il maggior numero di consensi e di eletti (15) alle votazioni per il rinnovo del Consiglio comunale. Tra essi Fiore Di Sciascio che per le sue specifiche competenze Mancini volle al suo fianco, come assessore nella Giunta Comunale. Per il Comune di Pescara si trattava del passaggio della maggioranza tra i partiti di sinistra, PCI e PSI, alla Democrazia Cristiana. L’anno dopo, come incarico di assoluto prestigio, quello di componente della Commissione per il Piano Regolatore Generale di Pescara, presieduta dall’allora Sindaco Mancini e composta anche da Vittorio Campobassi, Aldo Cetrullo, Renato Gentile, Attilio Giammaria, Camillo Michetti ed Enrico Patucca. Si candidò per altre tre legislature, 1960, 1964, 1970, risultando sempre eletto con ampi consensi e i sindaci dell’epoca, Mariani, Zugaro De Matteis, De Cecco, Novello, D’Incecco e Casalini, lo vollero al loro fianco. Naturalmente le deleghe affidategli furono principalmente Edilizia e Urbanistica. Nel 1975 rinunciò alla vita politica e amministrativa preferendo occuparsi maggiormente di quella professionale, oltre all’insegnamento all’Istituto Tecnico Industriale di Pescara. Gran Croce al Merito conferitagli nel 1991 dall’Accademia, Internazionale per le Scienze Economiche e Sociali e Ispettore prefettizio per le Opere di cemento armato.

I funerali questa mattina si sono svolti i funerali nella Cattedrale di San Cetteo.

Il sindaco Alessandrini: “Pescara perde un testimone di sviluppo e crescita amministrativa”

“Con Fiore Di Sciascio scompare un pezzo dell'identità amministrativa della città, che ha trovato in lui un appassionato rappresentante dal 1956 agli anni '70, uno dei periodi di maggiore fermento per il nostro capoluogo. Un politico impegnato, di lungo corso, segnato come molti abruzzesi dall'esperienza dura della prigionia durante l'ultima guerra e di grande competenza in materia edilizia e urbanistica, che una volta uscito dalla politica ha continuato ad esprimere nella sua vita professionale e nell'insegnamento. L'Amministrazione comunale si stringe al cordoglio della famiglia e del fratello Sergio Di Sciascio, per il lutto che stanno vivendo”

Ultima modifica il Martedì, 29 Marzo 2016 16:11

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