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Giovedì, 18 Giugno 2026 18:35

Stellantis, la CNA Abruzzo sugli impegni del gruppo: effetti positivi sulle micro imprese

Bernardo Sofia

«Una filiera produttiva che va aiutata intervenendo sui costi dell’energia e tagliando la burocrazia»

«La scelta di fare della Val di Sangro l'hub per la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni garantisce non solo il futuro dello stabilimento, ma la centralità dell'intero territorio abruzzese nel panorama industriale europeo, ipotecando positivamente il futuro di una filiera che ha nelle piccole e micro imprese un elemento fondante». Così il Presidente e il Direttore di CNA Abruzzo, Bernardo Sofia e Silvio Calice, accolgono l’annuncio che l’Amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, ha fatto ieri nel corso dell’audizione parlamentare: un importante momento istituzionale confermato dall’annuncio di un investimento da oltre un miliardo di euro sullo stabilimento di Atessa. «Investimento - osservano ancora in casa CNA - che mantiene l’interesse strategico del gruppo attorno al territorio abruzzese, escludendo categoricamente ipotesi di delocalizzazione. Oltretutto, l’ingente investimento annunciato in materia di utilizzo dell’intelligenza artificiale conferma le intenzioni del gruppo».

La positività dell’annuncio, sempre secondo la CNA Abruzzo, va tuttavia bilanciata con alcune criticità emerse sempre nell’audizione del manager. Criticità – dicono ancora Sofia e Calice - «che riguardano in particolare i costi dell’energia, in Italia decisamente più alti che in altri Paesi europei, e la necessità di snellire la burocrazia: elementi, questi, che gravano soprattutto sul mondo delle imprese più piccole, come studi recenti della confederazione nazionale segnalano come più penalizzate delle medio-grandi». Di grande interesse, per la CNA Abruzzo, resta come detto la prospettiva positiva che si apre per l’intera filiera del settore, «andando ben oltre le mura della fabbrica. L’automotive è il settore con il più alto moltiplicatore di valore aggiunto proprio per le sue interdipendenze con i servizi e la manifattura».

A tal proposito, Sofia e Calice citando ancora uno studio recente della CNA nazionale, ricordano come la filiera sia animata da una moltitudine di micro e piccole imprese che, pur essendo l'86,3% del totale del comparto produttivo, rischiano di restare ai margini e subire le grandi trasformazioni tecnologiche se non adeguatamente supportate». «Un furgone che permette a un artigiano di lavorare non può essere considerato solo un veicolo, è un bene strumentale essenziale» ha ricordato lo stesso Filosa durante l'audizione. Prova ne sia il fatto che il settore dell'autoriparazione, che in Italia conta quasi 73mila imprese, vede ben il 96,4% con meno di dieci addetti, garantendo la continuità operativa dei mezzi che circolano sulle strade. Nella nota della CNA, infine, un invito alla Regione Abruzzo, «affinché consideri l'impatto che questa transizione verso l'elettrico e l'ibrido avrà sulle piccole imprese di componentistica e di servizio. Il rischio è infatti che le grandi case tendano a internazionalizzare la manutenzione, marginalizzando le piccole officine proprio in una fase di radicale mutamento tecnologico».