Stampa questa pagina
Mercoledì, 26 Agosto 2026 17:58

Pescara, diffida cocciniglia: "ecatombe dei nostri alberi più grandi"

Barba: "Pescara è arrivata a un punto di non ritorno. Intere vie della città hanno pini in uno stato di infestazione così avanzato che, tra pochissimo, li porterà alla morte."

"Siamo di fronte a una vera e propria ecatombe dei nostri alberi più grandi, quelli che da decenni ombreggiano le nostre strade, mitigano il calore, puliscono l'aria che respiriamo.
Eppure, nonostante la gravità della situazione, si continua ad agire in modo ascientifico, con interventi parziali e quindi inutili, che al massimo riducono temporaneamente la popolazione della cocciniglia solo sugli alberi trattati, che verranno in seguito subito reinfestati dagli altri non trattati". Simona Barba – Presidente Radici in Comune sostiene che "Quello che serve immediatamente è un approccio logico: per scienza, per gli investimenti dei fondi pubblici, per la salute della nostra comunità, sempre più in crisi per gli effetti dell'isola di calore amplificata dalle ondate di calore estive".

"Tutto andava fatto nel 2021, quando la Determinazione della Regione Abruzzo n. DPD023/342/2021 del 5 ottobre 2021 individuava ufficialmente il focolaio di Pescara e dettava azioni e prescrizioni precise per il contrasto della Toumeyella parvicornis, la cocciniglia tartaruga del pino". Ricorda Barba: "Quelle prescrizioni, insieme a quelle del Decreto Ministeriale 3 giugno 2021, sono state disattese irresponsabilmente dalla nostra amministrazione comunale per quanto molte voci abbiano denunciato costantemente quanto stava accadendo. Per questo motivo, la nostra Associazione Radici in Comune ha inviato una formale diffida al Comune di Pescara"

Nel documeto si richiedono: trattamenti endoterapici su tutti i pini comunali entro settembre 2026, prima che il periodo vegetativo si chiuda e l'efficacia dei trattamenti crolli;
una procedura per i pini privati, perché se non si tratta tutto il patrimonio arboreo, qualsiasi intervento pubblico è inutile: i focolai privati reinfestano le piante pubbliche trattate;
trattamenti contemporanei su tutto il territorio, compresi i parchi, per evitare focolai e reinfestazioni;
coordinamento con l'Osservatorio Regionale per la Tutela Fitosanitaria, per garantire che gli interventi seguano le indicazioni scientifiche e normative;
pieno adempimento delle prescrizioni del DM 3 giugno 2021 e della Determinazione regionale, finora disattese.

La situazione è drammatica

"In alcune zone della città – via Colle di Mezzo, via del Santuario, parco di Villa Basile, l'intero quartiere San Giuseppe, Porta Nuova e tante altre – il peggioramento è evidente a tutti. I pini ingialliscono e le montagne di aghi secchi sono visibili a tutti lungo le strade: stanno finendo lì, a terra, tutti i nostri pini" prosegue Barba. "Perdere i pini maturi di Pescara significa perdere servizi ecosistemici essenziali: ombreggiamento, mitigazione delle temperature, riduzione dell'inquinamento atmosferico, contrasto all'isola di calore. Servizi che non si possono sostituire piantando nuovi alberelli, che impiegheranno decenni per raggiungere le stesse dimensioni e la stessa efficacia".

Vengono anche chiesti dati e numeri sui trattamenti dal 2021. "Se non verranno date risposte concrete, o se le risposte saranno incomplete o meramente interlocutorie, ci riserviamo di interessare gli organi competenti, e di valutare ogni ulteriore iniziativa amministrativa e giudiziaria, inclusa la segnalazione di inadempienza agli obblighi derivanti dal DM 3 giugno 2021 e dalla Determinazione regionale DPD023/342/2021".

La risposta dell’assessore al Verde, Gianni Santilli in risposta all’ex consigliera comunale Simona Barba

“L'ex consigliere comunale Simona Barba attacca a testa bassa l'Amministrazione e la struttura comunale del Verde portando avanti giorno dopo giorno una polemica che appare sempre più strumentale e che lascia sgomenti. Senza neppure sapere cosa si stia facendo e come, per la cura del verde, ha presentato una diffida al Comune per poi chiedere nella stessa diffida una serie di informazioni. Quindi, pur ignorando le azioni poste in essere, le contesta e detta addirittura i tempi. Eppure il lavoro del Comune procede dal 2021, per contrastare la cocciniglia, con il supporto di professionisti, tant'è che siamo diventati un punto di riferimento per altri, e se sono già 4000 gli alberi trattati, altri saranno trattati a breve. Parlare dell'Amministrazione e dei tecnici del Comune come nemici giurati, come ha fatto Simona Barba dal 2024 a marzo 2026, non è sicuramente un atteggiamento produttivo e utile: gli elettori hanno bocciato questo modo di fare politica, tant'è che Barba non è più consigliere comunale, e mi chiedo se gli associati di Radice in Comune si sentano rappresentati da queste polemiche continue, su tutto, create ad arte per contestare il centrodestra. Nulla di utile per il verde, per l'ambiente e per la città che oggettivamente sta soffrendo per i cambiamenti climatici ma sicuramente non è stata abbandonata a se stessa come dice Barba che potrebbe forse rivolgersi al suo consigliere di riferimento in Comune innanzitutto per informarsi. Esposti, ricorsi e diffide servono solo ad alzare il livello dello scontro politico e anche questo dovrebbe essere chiaro al centrosinistra che a marzo è stato nuovamente sconfitto alle urne”.

La replica di Barba.

"Incredibilmente nella risposta stizzita dell'assessore Santilli apparsa su alcuni organi di informazini, compare finalmente un dato: dal 2021 a oggi sono stati fatti 4000 trattamenti. Il vaso di Pandora – Ecco il vaso di pandora che si apre: avendo un patrimonio di circa 4.000 pini domestici, se in 5 anni sono stati fatti circa 4.000 trattamenti capiamo subito che i conti non tornano. Il trattamento ha efficacia per pochi mesi, e la logica, la scienza e la coscienza, vogliono che almeno i primi anni sia ripetuto, almeno ogni anno, per abbattere in modo consistente la popolazione di cocciniglia. In 5 anni significa dover avere effettuato 20.000 trattamenti, ne mancano così 16.000, e si nota, visto lo stato di seccaggine di molti alberi. Se guardiamo le nostre strade è chiaro che il metodo adottato dal nostro comune, quello cioè di fare trattare un po' qua e un po' là, senza una seria programmazione, non ha funzionato. Penso che sia evidente a tutti. Le risorse e le priorità – Mancheranno i 300.000 euro circa annui? Eppure non mancano mai i 500.000 per lo sfalcio, e nemmeno i 300.000 in variazione urgente per il solito concerto estivo. Forse la politica non ha ritenuto doveroso curare il nostro patrimonio arboreo, tanto vitale per noi, meglio un evento a ricordare D'Annunzio, e l'effigie del suo pino tanto amato val bene una grafica, mica per davvero è importante. Pini di prima e di terza classe? – Se poi analizziamo meglio i dati, trovati faticosamente, appaiono molte cose particolari: i pini di via Regina Margherita, quelli di viale Kennedy, i pini di Piazza Italia, sono stati trattati anche 4 volte. Altri, figli di un dio minore, una volta, forse due, altri nessuno, come in piazza Romita e in altri luoghi dove i pini stanno morendo o sono stati gia abbattuti. Ma tutti noi ci ricordiamo del pollo di Trilussa. Esistono forse pini di prima classe e di terza classe? Il problema è che sono tutti sul Titanic, e lasciando focolai aperti, nessuno è in salvo. Inoltre dei pini dei privati nessuno parla; di quelli negli istituti scolastici della Provincia, men che meno: bisogna trattare tutti, tutti insieme, senza lasciare focolai aperti. È questa ora l'unica strada se vogliamo salvarli. Quanti pini sono ancora in piedi? – Poi il mistero di quanti pini ci siamo oramai effettivamente in piedi. Nell'ultimo censimento, pubblicato nel 2017, i pini domestici erano circa 4200. Cosa sarà successo poi? Quanti ne sono stati abbattuti? Quanti si stanno abbattendo? Qual è la consistenza a oggi? Perchè l'ultimo bilancio arboreo pubblicato fa riferimento ancora al censimento del 2017? Guarda caso l'assessore non ce lo dice e nessun altro dato dell'Amministrazione trasparente ci illumina su quanti oggi veramente punteggino le nostre strade. Lo sanno sicuramente, ma l'Assessore qui non si fa sfuggire il dato, e ritorna fumoso e vago, come sempre. Ma purtroppo i nostri grandi pini saranno sicuramente molti di meno, e ne mancheranno ancora, e ancora altri, nei prossimi mesi. L'assessore ha tempo entro settembre per intervenire su tutti i pini, non uno di meno. Non si nasconda dietro gli uffici, che i denari li decide la sua Giunta."

Ultima modifica il Giovedì, 27 Agosto 2026 12:54

Articoli correlati (da tag)