Giovedì, 01 Ottobre 2026 17:02

La poesia dei pastori torna a farsi ascoltare al Museo delle Genti d'Abruzzo

La voce dei pastori, i versi improvvisati, le sfide poetiche affidate alla memoria e poi trascritte su un taccuino.

 

PESCARA, 01 ottobre - La voce dei pastori, i versi improvvisati, le sfide poetiche affidate alla memoria e poi trascritte su un taccuino. Una tradizione antica che oggi incontra la tecnologia per tornare a essere ascoltata. Domenica 4 ottobre, alle ore 18, la Sala Risorgimento del Museo delle Genti d'Abruzzo, in via delle Caserme 24 a Pescara, ospiterà la presentazione de "La Gara Poetica", il nuovo percorso multimediale interattivo dedicato a Rinaldo Adriani di Mascioni di Campotosto, interprete della tradizione del canto "a braccio" e dell'ottava rima.

 

Con il progetto, ideato e curato dallo studioso di ottava rima Nunzio D'Alessio, il patrimonio demo-etno-antropologico del Museo si arricchisce di una nuova testimonianza legata alla cultura pastorale dei Monti della Laga. L'obiettivo è trasferire nella fruizione contemporanea una forma di espressione nata e tramandata attraverso la parola, la memoria e la voce.

 

Al centro dell'allestimento permanente ci sarà il taccuino di ottave di Rinaldo Adriani, donato al Museo. Si tratta di una raccolta di versi originariamente improvvisati "a braccio" dal poeta nelle diverse gare alle quali partecipava e successivamente trascritti dal figlio Serafino Adriani. Accanto al documento, il percorso propone un dispositivo digitale che consente di accedere ai contenuti attraverso un QR Code: i visitatori potranno leggere le ottave sul proprio smartphone e ascoltarne le registrazioni, reinterpretate e cantate dal poeta a braccio Stefano Prati.

 

L'iniziativa si inserisce nella sezione del Museo dedicata all'ottava rima, che già presenta le figure di Cesidio Gentile e Francesco Giuliani, e si avvale del contributo scientifico dell'antropologa Adriana Gandolfi. La digitalizzazione dei materiali e la post-produzione sonora sono state sostenute da Wash Italia di Nereto, guidata dall'amministratore unico Domenico Gentile, nell'ambito di una collaborazione tra realtà pubbliche e private a sostegno della valorizzazione della cultura locale.

 

«Il Museo delle Genti d'Abruzzo ha tra i suoi compiti quello di custodire le tracce della cultura del territorio e, nello stesso tempo, di trovare strumenti capaci di renderle comprensibili e accessibili al pubblico di oggi», sottolinea il presidente della Fondazione Genti d'Abruzzo Luigi Di Alberti. «Il taccuino di Rinaldo Adriani è una testimonianza preziosa perché conserva non soltanto dei versi, ma la memoria di una pratica culturale. La tecnologia ci consente di fare un passo ulteriore: accanto alla pagina scritta possiamo restituire la voce, il ritmo e la dimensione performativa dell'ottava rima».

 

«Questo progetto mette insieme due elementi che per un museo sono fondamentali: la conservazione e la possibilità di trasmettere», afferma la direttrice del Museo delle Genti d'Abruzzo Letizia Lizza. «Il visitatore non si troverà davanti soltanto a un documento da osservare, ma potrà entrare nel mondo di Rinaldo Adriani attraverso i suoi versi e la loro interpretazione. È un modo concreto per avvicinare anche le generazioni più giovani a un patrimonio immateriale che rischierebbe altrimenti di rimanere affidato soltanto alla memoria di chi lo ha conosciuto».

 

Nell'area di Mascioni, Campotosto e Poggio Cancelli, al confine tra le province dell'Aquila, Teramo e Rieti, l'ottava rima e le altre forme di poesia improvvisata sopravvivono oggi in forme residuali. Per secoli hanno accompagnato la vita dei pastori transumanti, spesso autodidatti, che affidavano alla memoria poemi epici e cavallereschi, testi religiosi e opere della grande tradizione letteraria, da Omero ad Ariosto, da Tasso a Dante.

 

L'ottava rima, nella sua struttura di otto endecasillabi secondo lo schema ABABABCC, diventava anche uno strumento di confronto: la rima conclusiva di una strofa poteva essere ripresa dal poeta successivo, dando vita a una nuova sequenza e a veri e propri dialoghi o contrasti in versi. È questa dimensione insieme letteraria, musicale e sociale che il nuovo percorso del Museo intende restituire.

 

La presentazione del 4 ottobre si aprirà con i saluti istituzionali di Luigi Di Alberti, presidente della Fondazione Genti d'Abruzzo, Letizia Lizza, direttrice del Museo delle Genti d'Abruzzo, ed Ercole Di Girolami, sindaco del Comune di Campotosto.

 

Seguiranno gli interventi di Nunzio D'Alessio, ideatore e curatore del progetto, Domenico Gentile, amministratore unico di Wash Italia, Adriana Gandolfi, antropologa, Serafino Adriani, figlio di Rinaldo, Emanuele D'Ancona, fotografo, e Stefano Prati, poeta a braccio. Sarà proprio la sua voce a riportare dal vivo all'interno della sala la metrica e il ritmo dell'ottava rima.

 

Al termine dell'incontro il pubblico sarà accompagnato nella sala espositiva per conoscere il taccuino di Rinaldo Adriani e sperimentare il nuovo percorso multimediale attraverso il QR Code.