Venerdì, 16 Ottobre 2026 15:33

CIA: Prezzi agricoli in calo, costi di produzione in aumento e caro gasolio mettono a rischio il reddito delle imprese.

Agricoltura: olio −42%, frutta −11,4%, costi di produzione in aumento. CIA Chieti-Pescara a Roma il 21 ottobre


Prezzi agricoli in calo, costi di produzione in aumento e caro gasolio mettono a rischio il reddito delle imprese. Bomba: «Basta divisioni, questa battaglia riguarda tutti»
Una delegazione di CIA Chieti-Pescara sarà a Roma il 21 ottobre, davanti a Montecitorio, per partecipare alla seconda fase della mobilitazione nazionale promossa da CIA Agricoltori Italiani, avviata il 13 ottobre e che riprenderà dal 20 al 22 ottobre. Al centro della mobilitazione, una questione che CIA denuncia da anni: i costi di produzione pesano sulle imprese, i prezzi agricoli in diversi comparti diminuiscono e le famiglie continuano a pagare di più per fare la spesa.
Una battaglia portata avanti con continuità, anche attraverso la manifestazione nazionale del 26 ottobre 2023, alla quale CIA Chieti-Pescara era presente. Da allora le iniziative sindacali non si sono fermate, ma le difficoltà strutturali restano irrisolte.

I NUMERI: PREZZI AGRICOLI IN CALO, COSTI E ALIMENTARI IN AUMENTO
Gli ultimi dati ISMEA di settembre 2026 registrano una diminuzione del 3,5% dei prezzi agricoli all’origine rispetto a un anno prima, con flessioni del 42% per l’olio d’oliva, dell’11,4% per la frutta e dell’11,3% per il vino. L’andamento non è uniforme: gli ortaggi, ad esempio, segnano un aumento del 44,2%.
Sul fronte dei costi, l’ultimo indice ISMEA disponibile, relativo ad agosto, registra un +8,4% per i mezzi correnti di produzione delle coltivazioni agricole, con +11,4% per il frumento, +7,2% per l’olivicoltura e +6,4% per la frutta.
Intanto, secondo le stime preliminari ISTAT di settembre, i prezzi degli alimentari non lavorati aumentano del 5,5%, mentre l’inflazione generale raggiunge il 4,2%.

DAL CAMPO ALLO SCAFFALE: QUANTO VA A CHI PRODUCE?
Alcuni esempi aiutano a comprendere il problema. A settembre 2026, secondo ISMEA, le pesche erano quotate mediamente 0,74 euro al chilogrammo all’origine, le pere 0,95 euro, l’uva da tavola 0,62 euro. Rispetto a settembre 2025, i prezzi agricoli delle pere sono diminuiti del 19,6% e quelli dell’uva da tavola del 20,2%.
Nella rilevazione ISMEA-NielsenIQ di giugno 2025, le zucchine scure erano quotate 0,51 euro al chilogrammo all’origine, contro 1,61 euro al dettaglio per la categoria zucchine; le pesche a polpa gialla 1,16 euro, contro 2,99 euro al dettaglio per la categoria pesche.
Confronti che riguardano fasi commerciali e categorie non sempre perfettamente coincidenti e che non rappresentano automaticamente il margine della distribuzione. Evidenziano però la necessità di comprendere come si forma il prezzo finale e quanto valore viene riconosciuto alla produzione.

IL CASO DELL’OLIO: PRODUZIONE ITALIANA, IMPORTAZIONI E GIACENZE
Il comparto olivicolo è emblematico delle contraddizioni del mercato. Secondo i dati ISTAT riferiti al 2025, l’Italia ha prodotto circa 379 milioni di litri di olio d’oliva, ne ha esportati 298 milioni e ne ha importati 565 milioni: un volume di importazioni pari a circa una volta e mezza la produzione nazionale.
A settembre 2026, ISMEA rileva per l’extravergine un prezzo medio all’origine di 4,81 euro al chilogrammo, in calo del 49,4% su base annua. Una media di mercato che non va confusa con la quotazione specifica dell’olio 100% italiano.
Secondo il rapporto Frantoio Italia, al 30 settembre risultavano inoltre 195.044 tonnellate di olio in giacenza, il 46,7% in più rispetto a un anno prima.
Un mercato nel quale convivono produzione nazionale di qualità, forti importazioni, esportazioni e giacenze importanti, mentre molte famiglie, alle prese con bilanci sempre più difficili, sono spinte a privilegiare il prezzo rispetto all’origine del prodotto.

BOMBA: «BASTA CAMPANILISMI, QUESTA BATTAGLIA RIGUARDA TUTTI»
«Esprimiamo piena solidarietà e sostegno agli agricoltori che stanno manifestando in tutta Italia. Le loro difficoltà sono anche le nostre. Non è una questione di sigle, appartenenze o bandiere: il problema riguarda l’intera agricoltura italiana», dichiara Domenico Bomba, presidente di CIA Chieti-Pescara.
«Da anni denunciamo queste criticità e continuiamo a chiedere risposte concrete. Ma abbiamo soprattutto bisogno dell’opinione pubblica. Troppo spesso veniamo percepiti come una categoria che si lamenta continuamente. Dietro ogni protesta, invece, ci sono imprese, famiglie, investimenti e posti di lavoro. Quando un’azienda agricola chiude, perde l’intero territorio».
«Basta campanilismi e divisioni – sottolinea il presidente - Non chiediamo privilegi, ma la possibilità di continuare a produrre con un reddito dignitoso. Difendere gli agricoltori significa difendere anche i consumatori, la qualità del cibo e il futuro delle nostre comunità».

«NON RIDUCIAMO TUTTO AL GASOLIO. IL PROBLEMA È LA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA DELLE IMPRESE»
«Il costo del gasolio agricolo pesa sulle aziende, ma la crisi del settore non può essere ricondotta a una sola voce di spesa», prosegue il presidente CIA Chieti-Pescara.
Energia, fertilizzanti, prodotti fitosanitari, irrigazione e manodopera continuano a incidere sui bilanci delle imprese. A questo si aggiunge il fatto che molti costi vengono sostenuti in anticipo, mentre il prezzo di vendita dei prodotti resta spesso incerto.
«Gli agricoltori investono nella produzione e ne affrontano i rischi climatici e di mercato, ma quando i ricavi non coprono le spese è la stessa continuità dell’attività a essere in discussione», conclude Bomba. Non tutte le aziende, inoltre, possono ricorrere alla vendita diretta: molte conferiscono i propri prodotti a cooperative, organizzazioni di produttori e grande distribuzione. Per questo, oltre a intervenire sul costo del carburante, è necessario affrontare il problema della redditività agricola, garantendo maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e rapporti più equilibrati lungo la filiera.

LA NUOVA SFIDA: UN OSSERVATORIO PERMANENTE DAL CAMPO ALLO SCAFFALE
Sul sito www.ciaabruzzo.it è in fase di sviluppo un Osservatorio permanente dei prezzi dal campo allo scaffale, basato su fonti ufficiali come ISMEA, ISTAT e sulle rilevazioni dei mercati. Uno strumento semplice e accessibile a tutti, che consentirà di confrontare prezzi agricoli, quotazioni all’ingrosso e prezzi al consumo, seguendone l’evoluzione nel tempo.
L’intento è quello di permettere ai cittadini di comprendere concretamente le ragioni delle battaglie portate avanti da CIA, mettere i numeri davanti agli slogan, superando la contrapposizione tra agricoltori e consumatori, che condividono l’interesse per un sistema agroalimentare più trasparente ed equilibrato.
CIA Chieti-Pescara sarà a Roma con questo obiettivo: difendere il reddito delle imprese, superare le divisioni e costruire una maggiore consapevolezza pubblica sul valore dell’agricoltura.
Perché impoverire chi produce il cibo significa, in prospettiva, impoverire l’intero Paese.