Ci sono profumi che sanno ritrovare la strada di casa, anche dopo molti anni. Il pane spezzato, la terra d’autunno, l’olio nuovo versato lentamente. Arrivano all’improvviso e dentro qualcosa si muove: una cucina torna ad accendersi, una voce sembra chiamarci, mani amate riprendono a compiere un gesto che credevamo dimenticato.
Forse è questo il dono più intimo delle tradizioni: permettere a ciò che abbiamo amato di incontrarci ancora, attraverso ciò che continuiamo a vivere.
Un’oliva raccolta può contenere molto più del suo piccolo peso. Può custodire una stagione di attesa, il lavoro di una famiglia, il ricordo di un nonno, la pazienza di chi conosce la terra e sa che ogni maturazione ha bisogno del proprio tempo.
Da questa sensibilità nasce “Il Cammino di Essere Oltre – Un viaggio sensoriale tra le olive”, organizzato dall’Associazione Essere Oltre ETS, dalla Presidente e dal Consiglio Direttivo, insieme ai collaboratori e ai soci: persone che scelgono di mettere in comune tempo, energie e affetto per dare vita a un’esperienza capace di lasciare una traccia.
Sabato 17 ottobre 2026
Ore 9:30: ritrovo e accoglienza al Bar Marini’s, a Giuliano Teatino.
Ore 10:00: apertura dell’evento in campagna, con la raccolta delle olive e la scoperta del percorso che conduce dal frutto all’olio.
Riferimento indicato: Frantoio L’Opera di Firmani Domenico, Contrada Piane 25, Giuliano Teatino (CH).
A novembre il cammino proseguirà con la degustazione, accompagnata da arte e cultura tradizionale a sorpresa. La data sarà comunicata successivamente.
Tra i rami concedersi il tempo di sentire
Entrare in un uliveto significa attraversare un paesaggio che chiede presenza.
La luce si posa sulle foglie e le accende d’argento. Le dita incontrano la corteccia, seguono le sue pieghe, riconoscono la consistenza delle olive. Nell’aria si mescolano il profumo della terra, l’umidità del mattino, le voci di chi si avvicina.
Il fruscio dei rami accompagna i racconti. Qualcuno ricorda come si raccoglieva una volta. Qualcuno prova per la prima volta. Una domanda apre una conversazione; un gesto mostrato con pazienza accorcia la distanza tra due persone.
È così che un luogo comincia ad appartenerci: quando gli affidiamo attenzione e ne riceviamo un’esperienza.
La raccolta diventa allora un invito ad abitare pienamente ciò che accade. Accorgersi del peso del frutto nella mano. Guardare il viso di chi ci parla. Lasciare che un ricordo trovi le parole, oppure il silenzio di cui ha bisogno.
Ci saranno emozioni differenti tra quegli alberi: la gioia della scoperta, la nostalgia di una presenza amata, la tenerezza di un gesto riconosciuto. Ciascuna potrà trovare ascolto.
Le mani imparano la memoria prende vita
Nel pensiero di Maria Montessori, la mano occupa un posto fondamentale nel rapporto tra esperienza e conoscenza: attraverso il fare, l’attenzione prende forma e la comprensione si costruisce nell’incontro concreto con le cose.
Tra gli ulivi, questa intuizione diventa vicina, quotidiana.
Raccogliere, osservare, chiedere, seguire la trasformazione del frutto permette di riconoscere tutto ciò che una bottiglia d’olio porta con sé: stagioni, competenze, fatica, cura.
Prima di arrivare sulla nostra tavola, il nutrimento attraversa molte mani. Conoscerle dà un volto alla gratitudine.
Qui il valore pedagogico del cammino prende forma nei gesti: aspettare chi sta imparando, condividere ciò che si conosce, rispettare il lavoro altrui, raccogliere con attenzione ciò che la natura ha fatto maturare.
La terra ci consegna una misura del tempo. Il raccolto arriva dopo mesi di cura; la fiducia cresce attraverso la continuità dei gesti. Anche nelle relazioni, qualcosa matura ogni volta che scegliamo di esserci con pazienza.
Appartenere e trovare posto nella presenza degli altri
Ci sono giornate che restano dentro per il modo in cui qualcuno ci ha accolti.
Un saluto pronunciato guardandoci negli occhi. Una mano che ci mostra come fare. Qualcuno che si accorge della nostra esitazione e ci viene incontro.
Da queste piccole attenzioni nasce il sentimento di appartenenza: sapere che la propria presenza conta, che c’è spazio per la propria voce e per il proprio passo.
Per Essere Oltre, fare comunità significa dare concretezza a questa cura.
Tra gli ulivi e attorno alla tavola, ciascuno porterà qualcosa: un ricordo, una competenza, una poesia, una risata, la disponibilità ad ascoltare. Anche chi arriverà con il desiderio semplice di trascorrere qualche ora in compagnia contribuirà alla bellezza dell’incontro.
Il convivio avrà questo significato profondo: condividere il nutrimento e, insieme, riconoscersi. Lasciare che il pane passi di mano in mano, che una conversazione si allarghi, che una persona appena conosciuta trovi posto accanto a noi.
L’olio nuovo e il racconto di una terra
Esperti accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle varietà autoctone, delle differenze tra i territori e del percorso di trasformazione delle olive.
Conoscere l’olio significherà imparare a prestare attenzione: ai profumi, alle caratteristiche, alle sensazioni che un assaggio può suscitare. Ogni percezione diventerà occasione di confronto, ogni domanda un passo verso una conoscenza più consapevole.
Produttori e artigiani, con i loro prodotti a chilometro zero, porteranno nell’incontro i saperi del territorio, la creatività e la dedizione del lavoro quotidiano.
Dietro ogni prodotto ci sarà una storia da avvicinare. Dietro ogni sapore, una scelta e una cura da riconoscere.
Nell’olio nuovo si ritroveranno la luce dei giorni trascorsi, l’attesa del raccolto e il lavoro delle persone. Assaggiarlo insieme sarà anche un modo per rendere omaggio a tutto questo.
Il rito dell’olio e del malocchio
La memoria delle donne e il desiderio di protezione
Ci sarà anche una signora, custode di una tradizione tramandata, che accompagnerà chi lo desidera alla scoperta del rito popolare conosciuto come “togliere il malocchio”.
L’acqua, poche gocce d’olio, parole consegnate alla memoria: elementi semplici attorno ai quali, in molte famiglie, si raccoglievano inquietudini, speranze e richieste di conforto.
Immaginiamo quelle stanze, le sedie avvicinate, il tono raccolto di una voce. Qualcuno arrivava con una preoccupazione e trovava una persona disposta a fermarsi, ad ascoltare, a dedicargli attenzione.
L’antropologo Ernesto de Martino, in Sud e magia, ha studiato questi rituali nel loro contesto storico e culturale, esplorando il rapporto tra l’incertezza dell’esistenza e la ricerca di protezione attraverso gesti e parole condivisi.
Nel cammino, il rito sarà proposto come testimonianza della cultura popolare e momento simbolico, senza attribuirgli poteri di guarigione o effetti scientificamente dimostrati.
Il suo valore sarà nell’incontro con una memoria umana: le paure di chi ci ha preceduto, il desiderio di custodire le persone amate, il bisogno di trovare rassicurazione nella vicinanza di qualcuno.
In quei gesti possiamo ascoltare una domanda che attraversa le generazioni: “Mi stai accanto, mentre qualcosa mi preoccupa?”
L’olio diventerà così anche un filo tra le epoche: nutrimento sulla tavola, simbolo nei racconti, presenza nelle consuetudini familiari. Una materia quotidiana attraverso cui conoscere il mondo affettivo e culturale delle nostre comunità.
Le persone che danno vita al cammino
L’iniziativa nasce dall’impegno dell’Associazione Essere Oltre ETS, della Presidente e del Consiglio Direttivo, insieme ai collaboratori e ai soci, con:
Dott.ssa Assunta Di Basilico, Presidente, educatrice socio-pedagogica e pedagogista;
Claudia Morelli, Vicepresidente e consulente per l’energia CL;
Leonardo Razzi, Vicetesoriere e consulente per l’energia CL;
Gabriella Delle Vedove, counselor ambientale;
Elvira Carmentano, artista, con i suoi prodotti artigianali creativi;
Manuela Silverii Monti, lettrice di poesie spirituali.
Accanto a loro, artisti, poeti, professionisti, produttori, artigiani e soci, che contribuiranno con sensibilità e saperi differenti.
A ogni persona che offrirà il proprio tempo va un riconoscimento affettuoso: dietro una giornata condivisa ci sono preparativi, telefonate, disponibilità, piccoli impegni spesso silenziosi. È anche attraverso questa dedizione che una famiglia associativa cresce e rende possibile l’accoglienza.
Un grazie che sa di accoglienza
Un ringraziamento affettuoso va a tutte le aziende che ci accolgono e che, attraverso i loro prodotti generosamente offerti, contribuiscono a dare a questo incontro il sapore della condivisione.
In ogni assaggio ci saranno la cura di chi lo ha preparato, il lavoro di chi custodisce i saperi del territorio e la generosità di chi ha scelto di partecipare. Attorno a quei doni prenderà vita un momento conviviale fatto di cibo, parole e abbracci: il piacere di stare vicini, di conoscersi, di sentirsi parte della stessa tavola.
Grazie per aver creduto in questo cammino e per aiutarci a trasformare i frutti della terra in gesti di accoglienza, capaci di nutrire anche le relazioni.
Tra gli ulivi raccoglieremo frutti, ascolteremo storie e ne porteremo di nostre. Forse un profumo ci restituirà un ricordo. Forse una voce diventerà familiare. Forse torneremo a casa con il desiderio di ritrovarci ancora.
La terra ci affiderà il suo raccolto. Noi daremo a quel giorno il calore delle nostre presenze.
Prenotazione obbligatoria – posti limitati
0871 67890 · 345 1234567 · 320 8537274 - 3387310128